#Spuntodivista: il Gp di F1 è un vaccino anti-noia
Gadget di Formula 1 e strade vuote: il G.P. ai tempi del Covid (Foto by Fabrizio Radaelli)

#Spuntodivista: il Gp di F1 è un vaccino anti-noia

L’editoriale del direttore Claudio Colombo. Non sono pochi i monzesi contenti del fatto che il Gp si corra a porte chiuse. Niente caos, code, disagi per la città. Ma la F1 porta indotto economico e visibilità: perchè negare a Monza un ruolo da protagonista?

Si sta verificando la situazione ideale auspicata da coloro che, magari con un pizzico di presunzione, amano considerarsi monzesi doc: il Gran Premio di Formula 1 a impatto zero sulla città. Quest’anno niente sbuffi corrucciati, nessuna lamentela sul traffico impazzito e sul caos in centro, niente fughe montane nel week-end per sottrarsi al disturbo di tre o quattro giorni, diciamo così, disordinati. E anche in provincia c’è chi ha tirato un sospiro di sollievo. Ingorghi, code, strade intasate per chilometri e chilometri: quanti fastidi cancellati dal virus.

Poi però si fa qualche conto e si scopre che quel G.P. tanto rumoroso, quei tre-quattro giorni troppo movimentati, quell’evento così insopportabilmente cosmopolita che minaccia la nostra tranquillità pesano, eccome, sull’economia del territorio, e spostano in zona pericolosa equilibri già precari per l’irruzione del covid. Ma non è soltanto una questione di business. Il G.P. è un valore per Monza e per il suo territorio, un vaccino anti-noia che difende la città dal virus dell’irrilevanza, la pone al centro di un villaggio globale dove l’inerzia è una condanna e il dinamismo fa la differenza. Per questo motivo il G.P. confinato nella bolla sanitaria non è, come molti pensano, una benedizione, ma una parentesi da archiviare, coronavirus permettendo, il prima possibile.


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