#Spuntodivista: il dramma di Silvia e il vizio di giudicare
Don Enrico Parazzoli, parroco della parrocchia di Silvia Romano, nel quartiere Casoretto di Milano

#Spuntodivista: il dramma di Silvia e il vizio di giudicare

L’editoriale del direttore Claudio Colombo. Il caso di Silvia Romano è emblematico: spesso si giudica senza conoscere i fatti. Ecco perchè fanno testo le parole del parroco di Casoretto: chi è cristiano deve gioire per una vita salvata.

Ciò che davvero stupisce nella vicenda di Silvia Romano è questo volerle imporre il tempo della riflessione, come se la vera urgenza fosse quella di riportarla ai giorni in cui era una studentessa milanese di buona e cristiana famiglia che sognava di portare il bene nel mondo.

È rassicurante per molti sapere che un plotone di specialisti si occuperà del caso, nella certezza che Silvia sia diventata Aisha perché paura, costrizione e sfinimento possono giocare brutti scherzi: in fondo, basteranno un po’ di analisi o qualche buon psichiatra per riallineare all’Occidente la brava ragazza che abbiamo perduto. E mentre si vaneggia su come intervenire sulla sua psiche, si dimentica che questa scelta appartiene alla persona, merita rispetto e non sentenze, acquisterà valore o ne perderà soltanto se e quando Silvia, ripreso in mano il filo della sua vita, deciderà di riconsiderarla. Invece la si è sommariamente trasformata in un simbolo negativo, con tutto il carico di odio, sospetti e maldicenze che ha banalizzato un possibile, profondo tema di discussione in un dibattito pubblico dominato da faziosità e pregiudizi.

Eppure la soluzione era semplice: considerare Silvia figlia di tutti noi, come ha detto il cardinale Bassetti, presidente dei vescovi, è la prima reazione che gli italiani, nessuno escluso, avrebbero dovuto percepire. E se il cristianesimo è anche umanesimo, ha aggiunto don Enrico Parazzoli, parroco nel quartiere della famiglia Romano, ben conosciuto anche a Desio dove è stato rettore del Collegio arcivescovile, chi è cristiano non può che gioire per una vita salvata. Parole illuminanti che invitano a pensare.

Invece ci siamo fermati ai processi alle intenzioni, alle caciare dei politici, al barracano verde, ai soldi del riscatto, al voler giudicare senza prima sapere e capire.


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