#Spuntodivista: cittadini di un Superstato senza frontiere (e regole)

#Spuntodivista: cittadini di un Superstato senza frontiere (e regole)

L’editoriale del direttore Claudio Colombo. I social ci informano, ci guidano, ci controllano. Prendete Facebook e i suoi algoritmi: sanno tutto di noi , sudditi inconsapevoli di un Superstato che ora vuole persino coniare una moneta propria. E’ troppo tardi per tornare indietro? Forse sì, ma vale la pena provarci.

Se anche un guru come Evgeny Morozov, tra i più noti studiosi globali di tecnologia, sostiene l’impossibilità di fidarsi dei social perchè ormai è evidente che puntano a controllarci, significa che ci stiamo avviando a passo lungo verso uno scenario al momento non ipotizzabile, ma allarmante a prescindere.

Con Facebook, tanto per fare un esempio, tutto era cominciato nel segno di una gioiosa e innocua condivisione (di amici, interessi, notizie, foto dalle vacanze, frivolezze varie), mentre ora - e sono passati soltanto 15 anni - siamo al punto che i due miliardi di utenti sono diventati membri inconsapevoli di un SuperStato intenzionato persino a coniare una moneta propria. Domanda: è troppo tardi per opporsi al potere oscuro dei social e della Rete? Forse sì, ma anche no. Piccoli gesti di resistenza attiva possono generarsi dal basso, e magari diventare virali, per usare l’orribile neologismo nato proprio nell’era di Zuckerberg.

Gesti semplici ma chiari come quello, per esempio, di allargare in modo esponenziale le aree bandite agli smartphone: ha fatto notizia lo stop di un sacerdote di Monza che ha vietato i cellulari all’oratorio estivo (applausi al temerario don); nel contempo, è stato ridicolo ascoltare i lamenti di chi ha tirato in ballo la violazione delle libertà individuali.

Un’altra iniziativa utile potrebbe essere avviare una seria didattica (familiare e scolastica) sui rischi della dipendenza digitale, che colpisce soprattutto le giovani generazioni. Spiegando loro che la conseguenza primaria dell’iperconnessione non è l’usura degli occhi (rimediabile), ma la manomissione di cervello, idee, volontà.


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