#Spuntodivista: Brianza Pride e il tema dei diritti civili
LENTATE - BRIANZA PRIDE (Foto by Cristina Marzorati)

#Spuntodivista: Brianza Pride e il tema dei diritti civili

L’editoriale del direttore Claudio Colombo. Chi ha paura del Brianza Pride che si svolgerà sabato 6 luglio? Perchè accende gli animi e li divide? Il tema delle libertà civili e delle diversità emarginate è da affrontare senza pregiudizi o steccati ideologici. Monza lo sta facendo?

Chi ha paura del Brianza Pride? Perché accende gli animi e li divide? Succede pure nella placida Monza, non sempre avvezza a interpretare i segni del cambiamento, se non dopo lunga gestazione e ripensamenti, piccoli passi a scavare, goccia dopo goccia, certezze tradizionalmente granitiche. Cosicché la sfilata di sabato per le vie cittadine, aperta al tema generale delle diversità emarginate, diventa un punto di svolta nel dibattito sul passaggio a una modernità di pensiero a cui molti si oppongono.

A suscitare reazioni negative è soprattutto il metodo di rappresentazione: ma paventare indecorose forme di esibizionismo e di provocazione (che comunque andrebbero evitate, così come le bandiere di partito e le sguaiataggini anti-governative) è confondere causa con effetto, è una foglia di fico che copre una parte del problema e non dà piena sostanza alle ragioni del dissenso.

Anche molte amministrazioni brianzole hanno fatto pollice verso, negando il patrocinio alla manifestazione: tuttavia considerare il Pride politicamente sbilanciato (questa la motivazione principale del rifiuto) è ridurre il senso del dibattito a una pura e sterile contrapposizione partitica, soprattutto nel momento in cui anche alcuni schieramenti oggi contrari all’evento sostengono di avere a cuore il tema delle libertà e dei diritti civili.

Volenti o nolenti, questo è un tema sensibile della nostra contemporaneità: affrontarlo senza pregiudizi o steccati ideologici significherebbe arricchire la discussione collettiva e imboccare un nuovo percorso di civiltà.


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