#Spuntodivista: allarme Covid? “Tanto a me non può succedere”
Controlli delle forze dell'ordine durante il lockdown

#Spuntodivista: allarme Covid? “Tanto a me non può succedere”

L’editoriale del direttore Claudio Colombo. L’allarme-Covid in Brianza sottovalutato dai brianzoli? Il dubbio c’è. Basta vedere come stiamo affrontando l’emergenza: il lockdown è “leggero” ma spesso viene “aggirato”, “tanto a me non può succedere”.

Un amico si informa da Roma: «Ma davvero da voi la situazione è così drammatica?». Monza e la Brianza smettono per un attimo di essere autodromo, mobili e danè e diventano qualcosa di inaspettato: titoloni sui giornali nazionali, servizi nei tg di prima serata e le apprensioni di chi, da lontano, segue l’evolversi dell’epidemia. Ecco, forse è arrivato il momento di aprire un dibattito, qui in Brianza: se la situazione attuale preoccupa a 600 chilometri di distanza, quanto siamo davvero allarmati noi monzesi e brianzoli? Lo si chiede a ragion veduta o meglio dopo aver visto troppa gente girare per le strade di città e paesi, troppe persone affollare nel weekend il Parco e le aree verdi, troppo traffico per essere, la nostra, una zona rossa in regime di lockdown.

Dunque, non sarebbe il caso di riflettere? Di dar retta agli appelli degli ospedali che da giorni segnalano corsie piene, rianimazioni quasi sature, medici e infermieri allo stremo? Oppure, più semplicemente, di affidarci alla verità dei numeri? Eccoli. Primo ottobre, 22 contagi. Novembre: mai sotto gli 800 al giorno con picco di 1600 e un totale di oltre 15mila nuovi positivi da inizio mese. Non basta tutto questo a suggerirci che forse non ci stiamo impegnando abbastanza? Siamo al centro della nuova pandemia, ma una buona parte di noi sembra non essersene accorta. Oppure sì e irresponsabilmente rimuove, «tanto a me non può succedere».


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