Spunto di vista: se Monza sale sull’auto senza pilota
Simulazione di un futuro con auto senza conducente

Spunto di vista: se Monza sale sull’auto senza pilota

L’editoriale del direttore Claudio Colombo. Il progetto possibile di un polo di ricerca in autodromo sulle nuove auto “driverless”, voluto da Regione Lombardia con il concorso di grandi marchi come Fca, Lamborghini, Tesla, Tata, Pirelli, Brembo e di istituzioni come Aci e Politecnico di Milano, è una buona notizia: pone Monza al centro del dibattito nazionale sulla mobilità intelligente del futuro.

Driverless è una parola inglese che significa senza conducente. Parliamo di auto, naturalmente: mezzi in grado di riconoscere percorsi e ostacoli, di affrontare salite e discese, di parcheggiare. Di muoversi, insomma, in totale autonomia, mentre i passeggeri leggono il giornale, consultano lo smartphone, vedono film o magari dormono. La nuova frontiera dell’automotive è questa: ci stanno provando in tanti, grandi colossi sono già scesi in campo (uno su tutti, Google) e gli investimenti si contano in miliardi di dollari, in una gara che ricorda la sfida lunare degli anni ’50 e ’60 del Novecento tra Stati Uniti e Unione Sovietica.

Qui si sta con i piedi sulla Terra, in tutti i sensi, ma la posta in gioco è ugualmente altissima: business a parte, il concetto di driverless contiene anche una visione diversa e futura della mobilità, un modo per coniugare le nuove conoscenze tecnologiche a un’idea di mondo più intelligente, modulato sulle nuove urgenze urbanistiche ma anche rispettoso del contesto ambientale. La notizia è che parte di questo sviluppo potrebbe avere Monza come polo di ricerca, e il suo autodromo, in particolare, come teatro di sperimentazione per un progetto che coinvolge grandi marchi e grandi aziende, istituzioni politiche come Regione Lombardia, di settore come Aci e università come il Politecnico di Milano. L’intelligenza condivisa porta sempre buoni frutti. E che Monza sia al centro del progetto è un altro asso da calare nella partita di una rinascita possibile, che farà bene al territorio e a noi che lo abitiamo.


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