Spunto di vista: saggezza e verità nelle parole del presidente Mattarella
Il Presidente Mattarella in occasione della visita a Monza il 22 settembre 2018. Foto Ufficio Stampa Fondazione Mbbm

Spunto di vista: saggezza e verità nelle parole del presidente Mattarella

L’editoriale del direttore Claudio Colombo. La lettera inviata dal Capo dello Stato al Cittadino in occasione dei 120 anni dalla fondazione sottolinea il valore e l’importanza della stampa locale nel promuovere la crescita sociale e civile di un territorio.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato a “il Cittadino” una lettera di augurio in occasione dei 120 anni dalla fondazione. E’ con particolare emozione che pubblichiamo il suo scritto, perché non capita tutti i giorni che un organo di informazione locale, legato a un particolare territorio e dunque limitato nella sua distribuzione geografica, arrivi a suscitare l’interesse nazionale, e in questo caso ai massimi livelli. L’emozione si fa doppia nel leggere il messaggio, nel quale il capo dello Stato si sofferma su alcuni snodi temporali che hanno accompagnato la piccola-grande avventura di questo giornale: il complesso periodo storico nel quale germogliò il progetto del futuro ministro del Regno Filippo Meda, l’affermazione di un’autonomia di pensiero che attirò le violenze del regime fascista, l’impulso alla crescita e al rafforzamento dei valori democratici nell’immediato dopoguerra. Il Presidente dimostra di conoscerci bene: giornale di provincia ma non provinciale, da 120 anni “il Cittadino” è la voce del territorio di Monza e della Brianza. Voce narrante dell’evoluzione sociale, voce critica nell’analizzare pregi e contraddizioni di uno sviluppo tumultuoso che ha portato questa terra ad essere un laboratorio di operosità ed esperienze imitato e invidiato nel resto del Paese. Tanto da diventare, parole del capo dello Stato, “co-protagonista della sua crescita civile ed economica”.

Le “robuste radici” citate dal Presidente sono la base di partenza per una riflessione che ci tocca da vicino: se ancora oggi “il Cittadino” è considerato il giornale per eccellenza della Brianza, premiato da un seguito significativo di lettori fedeli ed esigenti, è proprio perché mai sono venute meno le precondizioni che ispirarono i suoi padri fondatori: raccontare la vita del territorio in tutte le sue sfaccettature, ascoltare le persone, interpretarne i bisogni e le aspirazioni. In poche parole, dar voce consapevole a tutti i soggetti sociali, alle imprese, al volontariato, alle tante associazioni che animano la nostra terra e ai singoli cittadini, in un dialogo continuo e sincero tra comunità e istituzioni. Un giornale è tanto più vivo quanto più riesce a focalizzare la propria missione. Quella de “il Cittadino” non ha mai deviato dall’idea originaria di volersi proporre come messaggero di notizie ma anche come promotore di idee sociali, economiche e culturali in grado di favorire la crescita collettiva. Insomma, un soggetto protagonista del proprio tempo, con i piedi ben piantati nella propria terra e lo sguardo spalancato sul mondo. E’ una missione esaltante e delicata. Capita, talvolta, di non piacere ai potenti di turno: un articolo, un titolo, a volte un solo aggettivo diventano il pretesto per classificare come “amico” o “nemico” un giornalista o un organo di informazione. Vale la pena qui ricordare una frase contenuta nella sentenza della Corte Suprema americana chiamata ad esprimersi, negli anni ’70 del secolo scorso, sull’azione legale promossa dall’allora presidente Richard Nixon contro due quotidiani: “La stampa è al servizio di chi è governato, non di chi governa”. E’ un principio essenziale e non negoziabile al quale si ispira anche “il Cittadino”.

Come sottolinea il Presidente in uno dei passi conclusivi del messaggio, l’informazione locale rappresenta oggi un valore fondamentale nella difesa della libertà e del pluralismo: essi, scrive il capo dello Stato, non si misurano solo “con l’ampiezza dello spettro delle opinioni”, ma si fondano su basi solide “nei territori e nelle comunità che compongono la ricchezza della nostra Italia”. Sono parole che andrebbero scolpite nel marmo: contengono il riconoscimento di un ruolo insostituibile nel percorso democratico del vivere quotidiano, e l’idea fondativa che il progresso civile di una città e della sua area di riferimento non possa prescindere dalla presenza di una stampa qualificata e indipendente. In questo messaggio augurale ci sono simpatia e partecipazione. Ma ci sono, soprattutto, saggezza e verità.


© RIPRODUZIONE RISERVATA