Spunto di vista: morti sul lavoro, la Brianza chiede più sicurezza
Il cantiere dell’infortunio di Meda (Foto by Attilio Pozzi)

Spunto di vista: morti sul lavoro, la Brianza chiede più sicurezza

Tre incidenti in soli due giorni a Desio, Meda e Lentate, con due morti e un ferito grave, riaprono la discussione sui luoghi di lavoro: l’Italia è all’avanguardia nella legislazione sulla sicurezza, ma ora serve uno sforzo corale per mettere in pratica le norme.

Una frastornante concatenazione di eventi luttuosi ha riportato al centro del dibattito il tema della sicurezza sui posti di lavoro. Due operai morti e un terzo gravemente ferito – vittime di tre incidenti accaduti in rapida successione a Desio, Lentate e Meda -, sono un bilancio troppo pesante per non fermarsi a riflettere. Partendo magari dallo strazio di famiglie colpite da una tragedia che, come si dice sempre in queste occasioni, “si poteva evitare”. E’ un elemento che aggiunge rabbia al dolore: si poteva evitare facendo che cosa? L’Italia è una delle nazioni più all’avanguardia nella legislazione sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori. Eppure, secondo i dati Inail, nel 2018 i morti sul lavoro sono stati oltre mille, 163 dei quali in Lombardia, sette in Brianza. Ma il dato inquietante è che ogni giorno, nella nostra provincia, almeno 500 lavoratori sono a rischio di infortunio perché operano in ambienti professionali in cui non si rispetta la normativa di legge. Non ha senso tirare in ballo fatalità o destino: avrebbe più senso intensificare le ispezioni nei luoghi di lavoro dotando gli organi di controllo di maggiori risorse, migliorare la formazione dei lavoratori anche a livello di consapevolezza personale, vigilare sui tagli di costi che vanno a indebolire i sistemi di prevenzione di incidenti all’interno di fabbriche e cantieri. L’Italia, non dimentichiamolo, è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Purché sia sicuro, andrebbe aggiunto.


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