Spunto di vista: e ora salviamo il pianeta Brianza
La manifestazione studentesca per il clima in Piazza Trento e Trieste a Monza, venerdì 15 marzo. (Foto by Fabrizio Radaelli)

Spunto di vista: e ora salviamo il pianeta Brianza

L’editoriale del direttore Claudio Colombo. La manifestazione pro-Terra degli studenti è stata un successone. È servita a risvegliare le coscienze, ma ora bisogna passare all’azione. A cominciare dalla “nostra” Brianza, dove l’Arpa ha segnalato 45 siti contaminati che mettono a rischio la salute pubblica.

La manifestazione degli studenti pro pianeta Terra? Un successone. Milioni nel mondo, duemilacinquecento a Monza, con delegazioni provenienti da tutta la provincia e un’idea di consapevolezza che fa onore alle giovani generazioni. E’ stata una partecipazione di piazza senza precedenti, una scossa dal basso alla politica politicante, ai governanti che non governano, alle promesse che restano tali perché hanno le gambe corte, come le bugie.

Ma il bello (o il brutto) arriva adesso: quale sarà la seconda puntata? Si va avanti soltanto con la protesta generosa dei teenager dal cuore verde? O qualcuno tra i potenti, quelli che potrebbero cambiare le cose, uscirà dalla fase della candida sorpresa per proporre/fare qualcosa di concreto? In ogni caso parlarne è un dovere, finché il ferro è caldo. Anche nel nostro piccolo: il pianeta su cui viviamo è un insieme di terre e persone, un puzzle al quale ognuno di noi può offrire soluzioni per rendere il mondo un po’ più sostenibile.

Ma dalla Brianza, purtroppo, non arrivano buone notizie: che ci fanno i 45 siti contaminati sul nostro territorio, da Besana a Monza, da Cesano Maderno a Villasanta, contabilizzati dall’Agenzia lombarda per l’ambiente? Che cosa si aspetta a bonificare queste bombe ecologiche pronte a esplodere, con gravi rischi per la salute pubblica? Chi fa cosa, quando e come, con quali risorse: si finisce sempre lì, noi a pretendere un’assunzione di responsabilità da parte di chi ci governa, loro – i governanti – a parlarci di competenze incerte e di burocrazia. E tutto, al momento, resta com’è, con tanti saluti ai nostri impareggiabili Greta-boys.


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