Mi ritorni in mente: quel sano pragmatismo del duo Sorteni-Borghi
Le pagine di storia sportiva cittadina

Mi ritorni in mente: quel sano pragmatismo del duo Sorteni-Borghi

Sorteni-Borghi, il sindaco e il presidente dell’Ac Monza, che lavorano per rilanciare il pallone biancorosso e la costruzione della tribuna che fa da ombrello ai sogni della prima serie B. Lo racconta Mario Bonati nella rubrica #MiRitorniinMente.

Peppino Borghi e Leo Sorteni sono fatti per capirsi al volo. L’industriale laniero e l’ingegnere prestato alla politica sono fatti di una stessa pasta: prima il bene comune, dopo – nel caso - il tornaconto personale. Senza stucchevoli giri di parole, i due hanno stretto un tacito accordo di mutua collaborazione. Se la rinascita della città – dopo le nequizie della guerra - passa attraverso l’attitudine innata sgobbare e faticare, Sorteni e Borghi rappresentano la cartina di tornasole di un carattere che porterà Monza a conquistare un primato che non è ancora tramontato. Sanbiagino nato per caso a Venezia, Sorteni – scontata l’amara prigionia in India dopo la cattura nella tragica campagna d’Africa – viene eletto sindaco il 3 maggio ’46. La statura del personaggio metta d’accordo il rissoso Cnl locale, sempre pronto a scatenare meschine camarille di potere. Sorteni abbozza e governa con il disincanto del sopravvissuto. La sua giunta – Giovanni Centemero, Carlo Caimi, Angelo Ferrari e Bernardo Bassini (Dc); Giuseppe Citterio, Giuseppe Pennati ed Ennio Bologna (Psi); Emilio Ghisolfi (Pci) – ha il pregio di accantonare gli steccati dell’ideologia, previlegiando i bisogni concreti del momento, che è gramo assai.

LEGGI Le puntate della rubrica “Mi ritorni in mente”

Procurati i sostentamenti per assicurare un futuro ai monzesi più indigenti, Sorteni risolve con felicissima intuizione i nervi scoperti che penalizzano lo sviluppo della città. Arrivano le case popolari di via Cavallotti, 60 locali dell’Eca e il Piano Tupini per 36 famiglie a sanare condizioni più che incresciose. Peppino Borghi è il primo presidente moderno nella storia dell’A.C. Monza. Coniugando passione e lucida programmazione, il titolare delle Lane Bbb svecchia e ammoderna la struttura societaria. Nonostante le difficoltà strutturali – in primis la questione irrisolta dello stadio – Borghi vuole fortissimamente conquistare la Serie B. Per questo mette a disposizione competenza e quattrini per raggiungere l’agognata promozione. Monza si risolleva dalla miseria del prima dopoguerra con la forza irresistibile del carattere. L’indole della città è un impasto di temperamento e ostinazione.

Borghi - memore del progetto redatto da Umberto Corbetta e presentato a Sorteni nel 1949 – ritorna alla carica. I biancorossi allenati da Frossi hanno la concretissima possibilità di centrare – per la prima volta – la salita in “B”. Carissimo sindaco – questa la sintesi del patron – sarebbe una disdetta celebrare tanto fausta ricorrenza senza aver approvato la costruzione della nuova tribuna. Sorteni – che non ha mai smesso di accarezzare il sogno di aiutare il vecchio caro Monza – riunisce la Giunta giovedì 1 febbraio 1951. Dopo un’attenta valutazione dei pro e dei contro, il sindaco scrive alla Cariplo: “Questo Comune dovrà provvedere nel corrente anno 1951 alla esecuzione delle seguenti opere da finanziarsi con mutui: sistemazione Campo Sportivo L. 15.000.000; ricostruzione ponte sul fiume Lambro in via Mentana L. 11.000.000; sistemazione mercato ortofrutticolo L. 30.000.000; totale L. 56.000.000. Si chieder pertanto se codesta Cassa è disposta alla concessione di mutuo per l’importo suddetto. Riguardo alla situazione del Comune si fa riferimento a quanto esposto nella lettera di richiesta del mutuo di L. 40.000.000 per l’ampliamento del Civico Acquedotto”.

Mercoledì 14 marzo, Sorteni illustra “la seguente relazione stata in precedenza distribuita a tutti i Consiglieri: Come avviene in tutta Italia, anche a Monza l’interesse e la diffusione dello sport del calcio ha preso forme estensive a carattere popolare, a Monza in ispecie in questi ultimi anni nei quali è stato portato il calcio cittadino all’ordine del giorno dello sport monzese. E mentre il risveglio era preannunciato già dallo scorso anno, convogliandosi al campo comunale di Via Guarenti (in concessione d’uso alla Associazione Calcio Monza) migliaia e migliaia di sportivi che nelle 21 partite casalinghe raggiunsero le 70.000 presenze paganti, quest’anno la squadra monzese ha assunto la posizione di capolista fin dal primo giorno consolidandola sempre più fino ad avere, come ha in questo momento, sei punti di vantaggio sulla squadra seconda e facendone presumere molto vicina la promozione nella Serie Nazionale B.

Il concorso del pubblico che quest’anno ha toccato quasi il 10% della popolazione ha posto da tempo il quesito della installazione sul campo per gli spettatori e nella scorsa stagione i Dirigenti dell’A.C. Monza effettuarono sensibili e radicali trasformazioni, costruendo gradinate popolari in cemento per una capienza di oltre 3000 spettatori, recingendo il campo con una rete di protezione, costruendo ex novo l’ingresso e il servizio di biglietterie con pensilina; il tutto mediante opere permanenti e impiantando siepi, alberature, installando servizi igienici e sanitari, migliorando l’attrezzatura degli spogliatoi per i giocatori e arbitro, dell’infermeria, delle docce dell’acqua potabile per un complesso di opere il cui importo si è aggirato sulla cifra di 7 milioni.

Malgrado questi sforzi manca ancora sul campo l’installazione di un corpo centrale di tribuna coperta, opera veramente indispensabile anche per un modesto campo di calcio di Div. Nazionale, opera che campeggia in tutti gli stadi calcistici d’Italia. E’ quindi un problema di inderogabile necessità oltreché di decoro cittadino. E’ perfino un problema di convenienza economica perché con questa opera si verrebbero a ricuperare due numerose categorie di spettatori paganti: a) tutti coloro che col maltempo disertano il campo per la totale mancanza di un idoneo riparo; b) tutti coloro che non potendo trovare sul campo un posto a sedere preferiscono astenersi. L’attuale installazione sul campo, che usurpa un po’ il nome di tribuna coperta, consiste in una gradinata in ferro e legno in piccola parte coperta da lamiere metalliche, il tutto in avanzato stato di usura al punto che riesce ormai difficile superare l’ostacolo del collaudo delle competenti autorità, ad ogni inizio annuale del campionato.

Pertanto il problema della tribuna coperta si pone ormai con carattere di assoluta urgenza, in vista anche del prossimo campionato in cui l’A.C. Monza raggiungendo la Serie Nazionale B, non sarebbe economicamente in condizioni di affrontare le spese relative a tale manifestazione senza una adeguata attrezzatura per gli spettacoli, la cui affluenza è linfa vitale per il sostegno economico della manifestazione sportiva, anzi presupposto indispensabile per la sua vitalità. Nelle sue ultime sedute il Consiglio Comunale in sede di interpellanze e mozioni in argomento ha unanimamente riconosciuto la necessità che l’attuale tribuna in ferro e legno, ridotta, come sopra si è detto, in condizioni di manutenzione veramente deplorevoli, debba essere ricostruita ex novo secondo le disposizioni in materia e le esigenze di funzionalità.

Il Dott. Ing. Arch. Umberto Corbetta ha all’uopo predisposto un progetto che mette gratuitamente a disposizione del Comune per l’esecuzione; tale progetto comprende:

Tribuna coperta costituita da una gradinata in cemento armato di 12 gradini con ballatoio di accesso anteriore e corsia di disimpegno posteriore; coperta da una struttura a sbalzo avente uno sbraccio libero di 9 metri. La lunghezza complessiva dell’opera è di m. 50, la lunghezza totale è di m. 12,50; area coperta quindi di mq. 625. L’altezza del ballatoio di accessi anteriore è di m. 2,70, quella della corsia posteriore di disimpegno è di m. 7,50 dal piano del suolo. Opere ed installazioni igienico-sanitarie predisposte sotto la gradinata ad integrazione delle esistenti, sono costituite dai gabinetti, docce, spogliatoi e dipendenze per gli atleti per gli arbitri e per il pubblico.

La spesa è prevista in L. 15.000.000 così ripartita: per le opere in cemento armato costituenti la struttura a portata e gli accessori L. 11.000.000; per gli impianti e vari L. 3.000.000; per imprevisti L. 1.000.000. Totale: L. 15.000.000.

Per quanto riguarda il finanziamento dell’opera, si richiama la proposta che contemporaneamente viene formulata al Consiglio per l’assunzione di un mutuo con la Cassa di Risparmio delle PP.LL. Esaurita la discussione e su proposta del Sindaco il consiglio comunale con voti favorevoli 28 resi per alzata di mano su n. 28 presenti e votanti delibera: 1°) approvare la ricostruzione della tribuna coperta del campo sportivo comunale in via Guarenti secondo il progetto dell’Ing. Arch. Umberto Corbetta per un importo di spesa di L. 15.000.000. 2°) di finanziare l’opera mediante l’assunzione di un mutuo di L. 15.000.000 provvedimento che formerà oggetto di relativa formale deliberazione in questa stessa seduta”.

Lo stesso 14 marzo – deliberazione N. 7921/21 – il Consiglio comunale assume un mutuo di L. 55.000.000 per opere pubbliche diverse (mercato ortofrutticolo, ponte sul Lambro, campo sportivo comunale) con la Cariplo “per l’esecuzione delle opere pubbliche seguenti: sistemazione mercato ortofrutticolo L. 29.000.000; costruzione tribuna Campo Sportivo Comunale L. 15.000.000; ricostruzione ponte sul Lambro Via Mentana L. 11.000.000 alle condizioni seguenti: durata anni 6, tacitamente prorogabili di anno in anno salvo contraria premonizione; ammortamento del mutuo fino ad un massimo di 20 medicante le corresponsione di semestralità fisse posticipate comprensive di interesse e capitale; tasso d’interesse quello in vigore il giorno della stipulazione del contratto di mutuo (attualmente il 6,75%), con facoltà di aumento fino all’1% in più dopo il primo triennio; garanzia di delegazioni sulla sovraimposta fondiaria libera e disponibile e per la parte mancante sulle imposte di consumo a sensi art. 84 del T. U. per la Finanza Locale; erogazione della somma mutuata in corrispondenza e misure dei singoli stati di avanzamento dei lavori e di liquidazione di spesa, escluse peraltro le spese di progetto, assistenza e direzione dei lavori; rimborso delle spese e dei diritti di esame amministrativo-legale della pratica.

Mercoledì 4 luglio, la Prefettura di Milano – numero 51981 Div. 4° - “sentito il parere dell’Ing. Capo del Genio Civile”, autorizza “la licitazione privata tra imprese specializzate nell’esecuzione di opere in cemento armato, salvi i provvedimenti della C.C.F.L. sulla deliberazione relativa all’assunzione del mutuo passivo previsto per il finanziamento e del Ministero delle Finanze ai sensi dell’art.94 del T. U. per la Finanza Locale”.

Venerdì 6 luglio, il mutuo “di L. 55.000.000 in assunzione con la Cariplo è destinato al finanziamento delle seguenti opere pubbliche: 1) sistemazione mercato ortofrutticolo all’ingrosso (del c. c. 20/11/ 950 N. 34546/113 in corso di approvazione); 2) ricostruzione del ponte sul Lambro (Delib. 14/3/51 n. 8125/203); 3) ricostruzione della tribuna coperta del Campo Sportivo Com.le (Del. C. C. 14/3/1951 N. 7971/19 – Pref. di Milano 4/7/1951 n. 51981 Div. 4° autorizza)”. Osserva Sorteni: “Nel campo sportivo, di proprietà comunale, “esiste attualmente una tribuna consistente in una gradinata in ferro e legno in avanzato stato di usura al punto che riuscirà difficile superare l’ostacolo del collaudo delle competenti autorità.

Pertanto l’Amministrazione comunale di fronte alla possibilità di rendere inefficiente il campo venne nella determinazione di provvedere alla costruzione di nuove installazioni. D’altra parte la squadra monzese di calcio è in pieno sviluppo ed ha dimostrato tutta la sua efficienza entrando in categoria B. La cittadinanza ha seguito gli sviluppi della sua squadra e ne è pienamente soddisfatta. Pertanto il campo sportivo dovrà essere sistemato per raccogliere le maggiori competizioni. La Associazione Calcio Monza ha provveduto fino ad oggi a quanto è stato necessario al campo; ma ora reclama una tribuna in cemento mentre ha dichiarato di trasferire al Comune in proprietà tutte le opere da esso già fatto, ha dichiarato di fare donazione al Comune stesso di una zona di terreno fabbricabile (sede del vecchio campo di gioco di via Ghilini, ndr) della superficie di circa 11.000 metri quadrati e del valore di L. 5-6 milioni.

D’altra parte ancora il Comune non può restare estraneo al prestigio delle manifestazioni sportive cittadine e non può dimenticare che in fin dei conti avrà una fonte di entrate (diritti sugli spettacoli) tanto maggiore quanto più il suo campo sportivo potrà accogliere spettacoli. Quindi opportunità di decoro cittadino ed economiche. L’opera è di carattere obbligatorio in quanto riguarda una proprietà comunale e urgente in quanto la tempestiva esecuzione delle opere renderebbe inutilizzabile allo scopo cui è destinato la proprietà stessa”.

La Commissione centrale per la Finanza locale del Ministero dell’Interno – nella seduta del 26 luglio – “visto la deliberazione 14 marzo 1951 n. 7971/21 con il quale il Consiglio Comunale di Monza stabilisce di assumere con la Cassa di Risparmio delle PP. LL. un mutuo di L. 55.000.000 al tasso del 6,75% estinguibile in 20 annualità e con garanzia sulla sovrimposta fondiaria sul provento delle imposte di consumo; visto che il detto mutuo necessita per finanziare le seguenti spese: sistemazione mercato ortofrutticolo L. 29.000.000; costruzione tribuna Campo Sportivo Comunale L. 15.000.000; ricostruzione ponte sul Lambro Via Mentana L. 11.000.000; totale L. 55.000.000, sentita la Giunta Provinciale Amministrativa di Milano; riconosciuta la inderogabile necessità ed urgenza dei lavori; vista il Testo Unico 3/3/1934 N. 383, delibera di approvare la deliberazione 14/3/1951 n. 7972/21 del consiglio comunale di Monza, e di autorizzare il Comune a mantenere l’applicazione della sovraimposta fondiaria nella misura e per la durata necessaria a garantire il mutuo stesso, purché contenuto nei limiti massimo di legge, e, per quanto concerne l’imposta di consumo, salvi i provvedimenti di competenza del Ministero delle Finanze ai sensi dell’art. 94 del T.U. 14/9/50 n. 1175”.

Leo Sorteni non si ripresenta alle elezioni comunale di domenica 27 maggio. Il logoramento dopo cinque anni di lavoro diuturno e l’auspicato ricambio generazionale hanno fatto pendere la bilancia dalla parte della sofferta rinuncia. Il nuovo sindaco è Carlo Zucca. Avvocato di consolidata fama, Zucca – eletto come indipendente nella Diccì – prosegue l’opera di Sorteni con rinnovata lena. La nuova compagine di giunta – Carlo Caimi, Alfredo Casiraghi, Giuseppe Marchese, Quirino Cernuschi per la Dc; Giuseppe Pennati e Vittorio D’Amico per il Psdi; supplenti Giovanni Brambilla e Angelo Viganò (Dc) – ha il pedigree amministrativo per supportare al meglio la pesante erede di Sorteni alla guida della città.

Giovedì 12 luglio ’51 il neo-sindaco scrive alla Cariplo (riparto II° Uff. Rag. N. 11670): “In relazione alla adesione dii massima di codesta Spett. Cassa in data 14/4/1951 N. 12 M, si comunica che il mutuo fu deliberato in L. 55.000.000 anziché in L. 56.000.000 come richiesto in un primo tempo, e si invia la richiesta documentazione precisando che la durata dell’ammortamento del mutuo si intende fissarla in anni venti. I documenti indicarti ai NN. 1 – 2 – 3 – 4 e 5 della lettera di codesta Spett. Cassa già furono inoltrati il 10/5/1951 a corredo della pratica del mutuo di L. 40.000.000 riguardante i lavori del Civico Acquedotto. La deliberazione relativa al mutuo in oggetti trovasi tuttora alla Commissione Centrale per la Finanza Locale per l’approvazione, tuttavia, attesa l’urgenza, si inoltra ugualmente la pratica con preghiera di volerla prendere in esame, con riserva di comunicare i provvedimenti di approvazione.

Si allegano pertanto: copia autentica della delibera del Consiglio Comunale 14/3/1951 - n. 7972/21 per l’assunzione del mutuo corredata dal parere favorevole della G.P.A.; copia delle seguenti deliberazioni di approvazione: a) 20/11/1951 N. 34546/113 mercato ortofrutticolo (in corso di approvazione); b) 21/3/1951 N. 8125/230 ponte sul Lambro (in corsa di approvazione); c) 21/3/1951 N. 7971/19 tribuna campo sportivo (regolarmente approvato); importo di L. 3.000 per spese di istruttoria. Si precisa, infine, che l’onere dell’ammortamento del mutuo potrà essere sopportato con il maggior provento consentito dalla differenza fra la tariffa attuale (L. 5) e la massima (L. 10) dell’imposta di consumo sulla energia elettrica il cui gettito complessivo ammonterà a L. 25.000.000”.

Giovedì 26 luglio, arriva da Roma un telegramma “urgente avocato Zucca sindaco Monza. Felicissimo comunicarlo che superate inesistenti difficoltà Commissione Centrale Finanza con promessami procedura urgenza seduta odierna approvato concessione entrambi mutui. Cordialmente. Armano”

Mercoledì 8 agosto, la Cariplo chiede ulteriori chiarimenti per erogare il mutuo. Zucca prende carta e penna e risponde esaurientemente (Riparto II Rag, N. 24492): “In relazione alla nota di codesta On. Cassa 8 agosto 1951 N. 144441 M. si trasmette la documentazione richiesta per il perfezionamento della concessione del mutuo in oggetto: 1) copia autentica in bollo, della decisione 26 luglio 1951 della Commissione Centrale per la Finanza Locale che approva le deliberazione di questo consiglio comunale 14 marzo 1951 N. 7972/21 già trasmessa a codesta Cassa con lettera 12 Luglio 1951 N. 11670; 2) copia autentica in bollo, della deliberazione del Consiglio Comunale, conforme allo schema di codesta Cassa, in data 17 Ottobre 1951 N. 31757/75 approvata dalla G. P. A. in seduta 9 Novembre 1951 N. 6764; 3) copia autentica in bollo, del decreto del Ministro delle Finanze in data 26 Settembre 1951 N. 2/6300 che autorizza il rilascio delle delegazioni sulle imposte di consumo; 4) copia autentica in bollo delle seguenti deliberazioni del Consiglio Comunale relative alla approvazione dei progetti; 5) L. 57.000 per spese di istruzione. Con riserva di far tenere al più presto la lettera del Tesoriere e il decreto prefettizio per le designazione dei funzionari delegati alle operazioni di firma del contratto e di prelievo delle somme.

La convenzione addizionale con l’Esattore – Tesoriere, e la decisione di approvazione del Bilancio di previsione 1952 già furono trasmesse a codesta Cassa con lettera 15 Ottobre 1951 N. 18869 a corredo della pratica del mutuo di L. 40.000.000 per i lavori dell’Acquedotto. Si desidera inoltre che la firma del contratto, nonché le operazioni di riscossione avvengano in Monza presso la Filiale di codesta Spett. Casa e si designa come Notaio rogante l’Avv. Angelo Rimoldi di Monza. Si unisce in oltre copia autenticata, in bollo, della deliberazione della Giunta municipale 30.10.1951 N. 513/33191 per il prelievo di L. 12.140.000 per i lavori di ricostruzione della tribuna nel campo sportivo comunale”.

Mercoledì 17 ottobre (deliberazione N. 31757/75), arriva – finalmente - l’assunzione “di mutuo di L. 55.000.000 con la Cassa di Risparmio delle PP. LL. per la sistemazione del mercato ortofrutticolo, la ricostruzione del ponte sul Lambro in Via Mentana e la costruzione della tribuna del Campo Sportivo Comunale”. Il Consiglio Comunale “provvedeva con la deliberazione 14/3/1951 N. 7972/21, approvata dalla Commissione Centrale per le Finanze locale, nella riunione 20/7/1951 cioè mediante un mutuo di L. 55.000.000 da contrarre con la Cassa di Risparmio delle Province Lombarde e con gli stanziamenti fatti del Bilancio dell’esercizio 1950 per l’importo di L. 11.000.000. Si rende ora necessario deliberare la definitiva assunzione del mutuo accettando le condizioni prescritte dell’Istituto mutante. Si propone, pertanto, che il Consiglio deliberi di assumere dalla Cassa di Risparmio delle Province Lombarde in Milano e nell’interesse di questo Comune a sensi e per gli effetti dell’art. 16 della Legge 11 dicembre 1910 N. 855 un mutuo in denaro fino alla somma di L. 55.000.000 ai seguenti patti e modalità: 1) il mutuo avrà la durata di anni sei, a decorre dalla data del contratto, con tacita proroga di anno in anno fino alla sua estinzione per graduale ammortamento, qualora due mesi prima della scadenza di detto seiennio, o di ciascuno degli anni successi non venga dall’una o dall’altra parte dato per iscritto premonizione in contrario. 2) All’atto del contratto verrà fissato il tasso di interesse nella misura che sarà allora in vigore presso la mutuante Cassa di Risparmio per le operazioni di mutuo ai Comuni con garanzia tributaria; tale tasso non potrà essere superiore al 7,25 per cento all’anno. Oltre gli interessi il Comune corrisponderà anche una quota di ammortamento, calcolata in base alla supposta estinzione del mutuo in anni venti dalla data di decorrenza di cui sopra, il tutto in via posticipata di sei mesi in sei mesi mediante semestralità fisse ed invariabili. 3) Susseguentemente al primo triennio dalla data di decorrenza, è riservata alla mutuante Cassa di Risparmio la facoltà di richiedere, col preavviso scritto di due mesi avanti la scadenza di detto primo triennio, oppure di ciascuno degli anni successivi, aumento anche in via graduale del tasso di interesse, ma ciò però soltanto entro il limite dell’1% in più del tasso originariamente applicato”.

I dieci punti dell’accordo passano lisci come l’olio: “Correlativamente a tale aumento verranno modificate le semestralità di interesse e ammortamento. Non seguendo alcuna discussione la proposta è messa in votazione per alzata di mano e risulta approvata ad unanimità per il che il Sindaco proclama che il Consiglio delibera l’assunzione del mutuo in oggetto alla condizioni sopra descritte”.

Martedì 30 ottobre ’51, una deliberazione della Giunta municipale (N. 513) preleva una somma sul mutuo concesso dalla Cariplo a favore dell’Impresa Domus di Monza: “visto la stato d’avanzamento dei lavori di costruzione della detta tribuna redatto dell’Ufficio Tecnico Comunale in data 26 ottobre 1951 in atti N. 33191 P. G. per un importo di lavori eseguiti di L. 13.171.480 pari a L. 12.147.049 nette; col voto unanime di tutti i presenti delibera: a) di corrispondere all’Impresa “Domus” di Monza per i lavori di costruzioni della tribuna in cemento armato nel campo sportivo comunale la somma di L. 12.140.000 prelevando l’importo predetto dal mutuo di L. 55.000.000 contratto con la Cassa di Risparmio delle PP. LL. ; b) ritenuto l’urgenza per necessità di cassa, dichiara la presente deliberazione immediatamente esecutiva. Il 1° aprile del ’52 arriva il secondo acconto di L. 2.860.000. La nuova tribuna in cemento armato del campo sportivo è una splendida realtà. Borghi lascia la commozione ai retori di turno, spalleggiato nello understatement dallo stesso Zucca.

Lunedì 6 ottobre ’52, il Consiglio Comunale approva la “devoluzione della minore spesa di L. 2.700.000 accertata nella costruzione del ponte sul Lambro di via Mentana a favore del campo comunale di calcio”. Con deliberazione consiliare del 14 marzo 1951 N. 7972/21 e 17 ottobre ’51 N. 31757/75 e “successivo contratto 4/1/1952 N, 18561 Rep. Notaio Rimoldi , questo Comune contrasse con la Cassa di Risparmio delle PP. LL. di Milano un mutuo per L. 55.000.000 per il finanziamento delle seguenti opere: Costruzione tribuna sul Campo Sportivo Comunale L. 15.000.000; costruzione del ponte sul Lambro di Via Mentana L. 11.000.000; sistemazione mercato ortofrutticolo L. 29.000.000. Nell’esecuzione dei lavori, la costruzione del ponte sul Lambro è venuta a costare L. 8. 299.298 con una minore spesa quindi di L. 2.700.702 sulle previste L. 11.000.000. Invece la costruzione della tribuna sul Campo Sportivo comunale ha richiesto la maggior spesa di L. 9.500.000 per maggiori e nuovi lavori come risulta delle deliberazione consiliare del 30/7/1952 numero 21592/67 in corso di approvazione. Questa deliberazione prevede il finanziamento della spesa: per L. 6.800.000 col reimpiego del ricavo della vendita del campo sportivo di Via Ghilini, e per L. 2.700.000 con stanziamento da farsi nel bilancio per l’esercizio 1953, quando nel corso di questo esercizio non si verificasse maggiore entrata da destinarsi a tale scopo.

L’economia riscontrata nei lavori di costruzione del ponte sul Lambro, appunto di circa L. 2.700.000, rende ora possibile la devoluzione della somma a finanziamento della maggior spesa scoperta per la costruzione della tribuna sul campo sportivo. La Giunta Municipale pertanto chiede il Consiglio voglia deliberare tale devoluzione di somma, chiedendo alla Cassa di Risparmio l’autorizzazione all’operazione. Senza alcun intervento la proposta viene messa in votazione per alzata di mano e risulta approvata ad unanimità. Il Sindaco proclama quindi che il Consiglio delibera di approvare la proposta della Giunta sopra trascritta e quindi devolvere al finanziamento della spesa di L. 2.700.00 di cui alla deliberazione 30/7/1952 N. 21592/67 pari quota rimasta disponibile sul mutuo di L. 11.000.000 stipulato con la Cassa di Risparmio delle Province Lombarde per la ricostruzione del ponte sul Lambro”.

Venerdì 21 novembre ’52, parte dal Municipio una lettera (Riparto II Rag. N. 39192) alla Cariplo, oggetto “il mutuo di L. 55.000.000 per opere diverse. Poiché nelle esecuzione delle opere finanziate con il mutuo in oggetto si è verificato una economia di L. 2.700.000 per la costruzione del ponte sul Lambro, la cui spesa era prevista in L. 11.000.000, mentre al contrario si è verificato una maggior spesa di L. 9.500.000 per la costruzione della tribuna sul campo sportivo, si chiede l’autorizzazione alla devoluzione della predetta somma di L. 2.700.000 da una opera all’altra. Si allega a tale scopo copia della deliberazione del Consiglio Comunale 6/10/1952 N. 28137/71 approvata dalla G. P. A. in seduta 5/11/1952 N. 9004/95592 Rag.” La Cassa di Risparmio registra il cambiamento effettuato e dà il benestare.

Il 4 marzo ’64 la Cariplo rivede i tassi dei mutui in essere sui fondi ordinari: “la rata costante posticipata semestrale di ammortamento del mutuo in oggetto, calcolata al tasso del 6,75% annuo, a capitalizzazione semestrale del 3,375%, e fatti sempre salvi eventuali ulteriori aumenti nei limiti consentiti dal contratto – sarà pari a L. 2.477.800”. Poi – 30 aprile ’64 – la rata semestrale sale a L. 2.519.710 e – nel 13 ottobre 1969 – tocca L. 2.534.630, fino alla scadenza dello stesso mutuo nel 1971.


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