Giro d’Italia 2020 aperto fino all’ultimo:    il nome del vincitore si saprà a Milano
La vittoria al Sestriere di Tao Geoghegan Hart (Foto by dalla pagina Facebook ufficiale del Giro d'Italia 2020)

Giro d’Italia 2020 aperto fino all’ultimo:

il nome del vincitore si saprà a Milano

Gianfranco Josti, storica firma del Corriere della Sera e decano dei giornalisti di ciclismo, commenta il Giro d’Italia per ilCittadinoMb.it.

Alla lunga il vero vincitore del Giro d’Italia è proprio il Giro. Scattata da Palermo tre settimane fa tra mille perplessità, mille problemi, tra la diffidenza e lo scetticismo di tanti, forse troppi, la corsa rosa è riuscita a tener fede al suo programma, con un unico sfregio: quello che le hanno procurato i corridori venerdì 23 ottobre con lo sciopero-ammutinamento-ricatto per dimezzare il chilometraggio di una tappa trasferimento, inserita tra due giornate di grande fatica e dispendio energie.

Nemmeno il veto delle autorità francesi, che hanno obbligato gli organizzatori a ricorrere ad un percorso di riserva per quella che doveva essere la tappa regina, è riuscito a togliere suspense alla strenua battaglia per la conquista della maglia rosa. Pertanto solo domenica, quando l’attuale leader della classifica taglierà il traguardo della cronometro Cernusco sul Naviglio-Milano, si conoscerà il nome del vincitore dell’edizione numero 103.

Il mitico passo dello Stelvio aveva rimescolato le carte, ridimensionato le ambizioni del portoghese Joao Almeida e ristretto il lotto dei candidati a soli tre corridori, racchiusi nel breve spazio di 15”, ovvero Wilco Kelderman, Jai Hindley e Tao Geoghegan Hart, un ventinovenne olandese, un ventiquattrenne australiano, un venticinquenne londinese.

Il Sestrière, che i corridori hanno dovuto affrontare ben tre volte da tre versanti diversi ha ridotto a due i contendenti, eliminando Kenderman rappresentante dalla vecchia guardia che la nuova generazione sta soppiantando in tutti i settori. Vanno bene equilibrio ed incertezza ma stavolta il Giro ha perfino esagerato: per la cronometro conclusiva Hindley e Geoghegan Hart partiranno con lo stesso tempo, solo per questione di centesimi l’australiano (che ha imparato a correre negli Abruzzi) ha indossato la maglia rosa e quindi avrà il privilegio di scattare per ultimo, avendo come riferimenti i tempi del rivale che lo anticiperà al via di 3’.

La più nota stazione sciistica del Piemonte ha voluto omaggiare il Giro d’Italia con una giornata di sole ed i corridori, forse per farsi perdonare la brutta pagine di 24 ore prima, hanno saputo offrire un grande spettacolo. Non tanto per la solita fuga partita da lontano, quanto per la superba tattica di gara del Team Ineos compattamente schierato a favore di Geoghegan Hart. Momento clou della giornata il secondo passaggio sul Sestrière: il ritmo forsennato imposto dai compagni del campione londinese ha costretto alla resa la maglia rosa e tutta la vecchia guardia rappresentata da Nibali, Bilbao, Fuglsang. Nella scia del sempre più straordinario Rohan Dennis sono rimasti proprio i due giovani, Jai e Tao, invano l’australiano ha provato a staccare il rivale con almeno cinque scatti . Il londinese dai capelli rossi ha tagliato per primo la linea del traguardo e grazie all’abbuono ha annullato i secondi di ritardo che aveva nei confronti del portacolori della Sunweb. Alle spalle di loro e di Dennis il ventiduenne portoghese Almeida, altra splendida rivelazione di questo Giro.


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