Formula 1, un mese dal Gp d’Italia: lascia il direttore dell’autodromo Pietro Benvenuti
Pietro Benvenuti si è dimesso dal ruolo di direttore generale dell’autodromo di Monza

Formula 1, un mese dal Gp d’Italia: lascia il direttore dell’autodromo Pietro Benvenuti

Dimissioni a sorpresa del manager toscano Pietro Benvenuti dalla direzione dell’autodromo di Monza. Nelle scorse settimane era stato indetto un bando per trovare una figura che potesse affiancarlo. Ora, nella situazione di incertezza generale in vista dell’evento a porte chiuse di inizio settembre, la macchina organizzativa passa ad interim all’ex procuratore di Sias, Alfredo Scala

Come un fulmine a ciel sereno sono arrivate mercoledì 29 nel tardo pomeriggio le dimissioni dal ruolo di direttore generale di Sias da parte di Pietro Benvenuti. Il manager toscano ha motivato questa scelta con la comprensibile necessità di riavvicinarsi alla famiglia considerando che, in questi tre anni di impegno in autodromo, la stessa ha continuato a vivere nella romagnola Misano Monte. Ora il ruolo è stato affidato, almeno fino all’imminente Gran Premio d’Italia del 6 settembre, nelle mani di un altro importante personaggio del mondo degli autodromi italiani, Alfredo Scala, che già in un momento delicato del recente passato ha ricoperto il ruolo di procuratore in Sias e che in ogni caso continuerà a dirigere l’impianto di Vallelunga, fiore all’occhiello di ACItalia. Nel frattempo si è concluso il periodo per la presentazione delle domande relative ad un bando per una figura dirigenziale che, almeno fino a pochi giorni fa, aveva lo scopo di affiancare Benvenuti nella conduzione dell’impianto brianzolo. Quindi è presumibile che il più in fretta possibile, ma quasi sicuramente non prima di metà settembre, verrà comunicato il nome del successore di Benvenuti. In ogni caso ora la situazione si è complicata, peraltro nelle vicinanze di un appuntamento importante come il Gran Premio che infatti continua a creare incertezze organizzative sia per gli enti locali che per la stessa Liberty Media.


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