Dalla Spagna a Monza per vivere l’hockey su pista: Arnau, 20 anni di ambizioni
Arnau Salvadò Marles, giocatore dell’Hrc Monza in serie B

Dalla Spagna a Monza per vivere l’hockey su pista: Arnau, 20 anni di ambizioni

L’atleta dell’Hrc Monza gioca nel campionato di serie B: «Ho scelto la Brianza perché qui c’è il team più giovane d’Europa. Qui posso crescere sia a livello sportivo che personale. La lingua? Le prime settimane sono state difficili».

Arnau Salvadò Marles, giocatore dell’Hrc Monza, arrivato dalla Spagna,autore già di 10 gol in 7 partite, racconta i suoi primi mesi di esperienza rotellistica in Italia. Dove, oltre a giocare nell’Hockey roller club, vive la sua vita di ragazzo ventenne.

Parlaci un po’ della tua vita personale a che età è iniziata la tua passione per l’hockey e dove hai fatto i tuoi primi passi in questo sport?
«Ho iniziato a giocare a 6 anni in un piccolo paese della Spagna, dove abitavo, Torrelavit. Qui ho iniziato a imparare a pattinare e ad appassionarmi a questo sport. Dopo sei anni sono andato a giocare in una scuola spagnola (scuola Santo Josep de Santa Sadurní) dove dopo due anni abbiamo raggiunto il secondo posto a livello catalano. Dopo questo successo ho potuto fare un salto di qualità e sono andato a giocare nelle giovanili del Ce Noia Freixenet, dove ho fatto anche la mia prima esperienza in serie B. L’ultimo anno, prima di venire in italia, ho giocato per il Villafranca del Penèdes».

Come stai vivendo questi primi mesi in italia? Quali sono le difficoltà che stai affrontando?
«Le prime settimane sono state molto difficili soprattutto per la lingua. Non riuscivo a comunicare con le persone. Le cose sono migliorate con l’inizio dell’università, dove mi potevo esprimere anche in inglese, cercando nel frattempo di migliorare il mio italiano. Per quanto riguarda il cibo e la cultura invece non ho avuto problemi, in quanto molto simili a quelle spagnole».

Per quanto riguarda la tua famiglia hanno sostenuto la tua scelta e come è il rapporto con loro adesso che sei distante?Soprattutto con tuo fratello, che gioca a sua volta a hockey. Lo senti spesso?
«La mia famiglia mi ha sempre aiutato in tutto, sotto tutti i punti di vista. Ma fin da quando ero bambino sognavo di venire qui in Italia, per studiare, giocare a hockey e per imparare a essere autonomo. Certo gli inizi non sono stati facili, perché è molto dura vivere da soli piuttosto che stare in famiglia, ma col tempo le cose stanno migliorando. Sì, ho un bel rapporto con mio fratello, lui gioca nella prima squadra del Noia, lo sento ogni settimana. Come il resto della famiglia».

Come ti sembra il livello della serie B italiana rispetto a quella spagnola? Cosa ti piace e che ambizioni hai con il Monza?
«In Spagna ci sono molte più squadre e più categorie, quindi è presente un livello più equo delle squadre. Tutte sono a buon livello, mentre qua ho notato che alcune per età e altri aspetti devono ancora crescere. La cosa fondamentale per la quale ho scelto Monza è stata il fatto che si punta molto sui giovani. Infatti, è la squadra con l’età media più bassa d’Europa. Questa è una motivazione in più per allenarsi meglio e farlo costantemente: il vantaggio di essere così giovani ci permette di sfruttare la nostra condizione fisico-atletica. Con la serie B le cose stanno andando bene, ma si può sempre migliorare. Dobbiamo continuare a giocare bene e alzare il livello sempre, per provare a centrare la serie A2.

(* Testo e intervista di Christian Zurolo, 5-A1 Itis Hensemberger)


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