Calcio Monza e i tempi Simmenthal, la Coppa delle Alpi del 1962
Il Simmenthal Monza della stagione 1960-1961

Calcio Monza e i tempi Simmenthal, la Coppa delle Alpi del 1962

Il Calcio Monza raccontato da Mario Bonati. I sogni di promozione in serie A e le ambizioni del gruppo di Hugo Lamanna. I giorni in cui il biancorosso aveva nel mirino il palcoscenico più importante.

«Il Simmenthal Monza ha da tempo compreso che la promozione in serie A (sino allo scorso anno soltanto vagheggiata dal sodalizio biancorosso) non è più una chimera. La convinzione di poter perseguire l’intento è venuta radicandosi domenica per domenica, attraverso positivi risultati avallanti la bontà di uno solido impianto di gioco della squadra e di una più che seria conduzione sociale». Nel campionato di serie B 1960-61, l’undici allenato da Hugo Lamanna stupisce tutti, compresi gli scettici e i pessimisti a prescindere: sbarazzandosi con facilità dell’ostacolo Foggia Incedit (12 febbraio ’61 al “San Gregorio”: 2-0, gol di Campagnoli al 7’ e di Brugora al 64’), la compagine dei Sada ribadisce il primato solitario in classifica.

Dietro, a inseguire, il Palermo e l’Ozo Mantova, staccati – rispettivamente – da uno e due punti. La città, distaccata e raggelante di suo, s’interroga sgomenta e sbigottita per l’inattesa novità. I benpensanti monzesi aborrono il foot-ball con l’acredine dei rinnegati. Adusi a vivere per guadagnare, i più non hanno coscienza delle prodezze in serie dei giocatori biancorossi: tanto che il Cittadino declassa il problema “San Gregorio” in taglio basso della sezione di cronaca. “Occorre provvedere subito all’ampliamento dello stadio cittadino”, titola il pezzo a contorno. “Anche se il campionato ha compiuto da sole due domeniche il giro di boa, essendo quindi ancora aperto a numerose soluzioni, è ormai chiaro che il Simmenthal Monza ha molte probabilità di accaparrarsi uno dei primi tre posti validi per il passaggio in A.

Se, per dannata ipotesi, non dovesse spuntarla neppur quest’anno, che pare il più propizio in tutta la storia del calcio cittadino, è pacifico che, operando pochi innesti sul rigoglioso tronco dell’attuale squadra, il frutto della promozione verrebbe sicuramente colto il prossimo campionato. Dunque, il problema dell’ampliamento dello stadio s’impone fin d’ora. All’uopo, in seno alla società biancorossa è già stata composta una commissione formata dal rag. Citterio, dal cav. Bertacchi e dal geom. Frigerio, per studiare la questione coi tecnici e quindi sottoporre le risultanze all’Amministrazione comunale proprietaria del “S. Gregorio””, sottolinea l’articolo non firmato, e approfondisce: “Oggi lo stadio contiene un massimo di 12mila spettatori ma la capienza va almeno raddoppiata in vista delle affluenze alle partite di massima divisione.

Occorrerà innalzare le gradinate centrali sulle quali anziché tremila, troverebbero posto diecimila persone. Inoltre si dovrà procedere al raccordo delle curve colla posa provvisoria di tubi Innocenti o mediante una regolare costruzione in muratura, guadagnando così altri seimila e più posti. Insomma, usando di tutti gli accorgimenti possibili, si potrebbe allargare la capienza dello stadio da 25 a 30 mila posti. Il costo dei lavorio non dovrebbe suscitare eccessive preoccupazioni perché la società biancorossa è già impegnata ad ottenere un mutuo dal Coni, a vantaggiose condizioni. Oggi il Comune percepisce circa 4 milioni annui mediante la percentuale sugli incassi delle partite casalinghe. Domani, giocando la squadra cittadina in A, tale somma verrebbe sicuramente triplicata per cui in pochi anni sarebbe totalmente coperto il prestito.

Visto che la squadra ha tutte le intenzioni di essere ammessa alla A quest’anno stesso, assume carattere di urgenza l’inizio dei lavori, tenuto poi conto che il prossimo campionato inizierà a fine agosto e che le opere in cemento potranno essere collaudate solo due mesi dopo la gettata in calcestruzzo”. Le buone intenzioni restano tutte sulla carta perché il Simmenthal Monza infila disastroso filotto di sconfitte a Messina, a Catanzaro e San Benedetto del Tronto. Battuto agevolmente il Novara per 3 a 0, gli uomini di Lamanna rimediano altra magra a Parma: la squadra batte in testa e racimola due pareggini con il Verona e a Trieste. Inaridita la vena realizzativa di Maschietto, la squadra non riesce più ad aiutare il suo cannoniere principe a ritrovare lo smalto perduto. Per il big-match contro il Mantova, in programma domenica 9 aprile ’61 al “Città di Monza”, i muri della città sono tappezzati dall’appello del presidente biancorosso Gino Alfonso Sada agli appassionati: “Sportivi monzesi, il 2 febbraio ora trascorso il Calcio Monza, con la conquista del 1° posto assoluto in classifica, poneva fondamentalmente la propria candidatura alla massima promozione e parve così di essere premiata la vostra fedeltà e ricompensati gli ingenti sforzi della Società, specialmente dopo il travaglio del precedente Campionato e del rinnovamento della squadra.

Domenica prossima sarà a Monza il Mantova attuale capolista, brillante e formidabile avversario, presto seguito dal sorprendente e fortissimo Venezia. Queste magnifiche compagni, che han saputo resistere alle immancabili giornate nere, debbono in gran parte le splendide posizioni raggiunte alla infocata passione con la quale la folla dei loro “tifosi” le ha sostenute, specie nei tempi avversi, Sportivi di Monza, vorrete essere da meno dei vostri confratelli di Mantova e di Venezia? Essi sono stati l’autentica linfa vitale, il possente sostegno delle proprie squadre; lasciate a casa delusioni e rimpianti, i nostri giovani hanno veramente bisogno di essere incitati, di essere sostenuti, di essere applauditi. Incoraggiateli a gran voce col vostro grande cuore, con la vostra ardente passione, non seconda a nessuno. Sono le ultime giornate del gran serrate finale: accorrete, affollate lo Stadio, elevate al cielo gli ideali vessilli della grande Monza Sportiva e vedrete che se tutti ci uniremo in uno sforzo supremo di volontà, forse potremo ancora raggiungere la meta che tutti desideriamo”. Lo scontro al vertice – chiudo sul nulla di fatto - certifica le legittime ambizioni dei virgiliani a salire in massima divisione.

Nella classifica finale del campionato di serie B 1960-‘61, il Simmonza chiude al quinto posto con 42 punti. Passata l’inevitabile delusione, Bertacchi rivoluziona l’organico della squadra vendendo Santino Maestri (’38), mezzala, Palermo (definitivo); Giordano Mattavelli (’35), ala, Torino (comproprietà); Carlo Regalia (’34), centravanti, Pro Patria (definitivo); Adriano Maschietto (’39), centravanti, Venezia (riscatto); Gastone Tellini (’35), terzino, Varese (definitivo); Pietro Dalio (’30), mediano, Varese (definitivo); Eugenio Bersellini (’36), mezzala, Varese (definitivo); Vito Vaglia (’38), portiere, Fanfulla Lodi (comproprietà). Il Cavaliere è il massimo esponente della politica della lesina applicata al pallone: ripianate le perdite stagionali – 50 milioni, cifra più o cifra meno - grazie all’assegno staccato dai Sada, Bertacchi resiste alla tentazione di cedere Ramusani, Adorni e Prato alla Spal e al Lanerossi Vicenza e acquista Mario Dal Molin (’39), mezzala – ala, Palermo (comproprietà 50%); Franco Gianesello (’38), terzino, Vicenza (comproprietà 50%); G. Luigi Stefanini (’34), mezzala, Como (definitivo); Franco Fontanot (’35), mezzala, Lecco (definitivo); Luigi Cignani (’40), mezzala – ala, Modena (riscatto); Vincenzo Traspedini (’40), centravanti, Torino (comproprietà 50%); Carlo Facchin (’38), ala sinistra, Spal Ferrara (comproprietà 50%). Qualche bella gioia, spropositando, parla di “doppio centravanti” ed esalta il “giovane Facchin”, giudicato “come il futuro Barison”.

Lamanna impreca in silenzio e tira avanti. Durante il ritiro di Brunico, l’hombre vertical lavora sodo per inculcare ai nuovi i concetti basilari del suo calcio, fatto di sacrificio e fulminei ribaltamenti di fronte. La squadra forgiata dall’ex giocatore del Vasco de Gama è il compendio del contropiede applicato, tanto che espugna – nel corso del campionato - Modena (1-3, doppietta di Traspedini e gol di Fantini) e pareggia (0 a 0) al San Paolo di Napoli. Il ventenne Traspedini segna con una regolarità disarmante. Il “Traspe” viene da subito battezzata idolo assoluto della sparuta torsida biancorossa. Con 13 gol nel carniere, il panzer cremonese s’impone alla ribalta come uno delle più talentuose promesse della categoria. Il Simmenthal Monza si classifica - nella graduatoria finale di serie B - al nono posto: ciliegina sulla torta, i brianzoli matano al “San Gregorio” la Lazio – ancora in corsa per la promozione – per 2 a 1. Chiusa ufficialmente la stagione, Lamanna ordina il rompete le righe. La terza edizione della Coppa delle Alpi è un fastidio più che un premio al merito, commenta asciutto Bertacchi.

Disarmata la squadra, il Cavaliere si rivolge ai vecchi sodali del Como per arruolare per la trasferta francese Silvano Flaborea e Piergiorgio Sartore. Una stretta di mano sancisce l’accordo. Signori, in carrozza. Dopo aver vinto a Sochaux per 5 a 4, il Simmenthal Monza – nell’andata del turno preliminare del torneo internazionale – espugnato lo stadio di Valenciennes per 3 a 2. “Il Simmenthal/in contropiede” titola la Gazzetta dello Sport di lunedì 11 giugno. L’undici della famiglia Sada “ha ottenuto anche nella gara di Valenciennes, valevole per la Coppa delle Alpi, un successo di stretta misura sul Valenciennes, giunto secondo nel campionato di Serie B e promosso in serie A. Anche se il quintetto biancorosso ha messo a segno tre reti, il merito dell’affermazione spetta in grandissima parte alla difesa, che ha retto nel secondo tempo al terribile serrate dei francesi. All’inizio il Simmenthal si è presentato con Campagnoli leggermente arretrato. Ed è stato Campagnoli a realizzare un gol bellissimo, frutto di una sua azione personale. Il ripiegamento inziale della mezzala era del resto necessario della posizione di Ghioni. Il Simmenthal ha impostato la sua gara in contropiede riuscendovi a pieno.

Il Simmenthal ha subito poi gli attacchi ininterrotti del Valenciennes, il cui perno era la mezzala Masnaghetti, giocatore di origine italiana, come pure il centromediano Provelli, resistendo e difendendosi con disinvoltura”. Domenica 17, il ritorno al “Città di Monza” dovrebbe essere una formalità. Flaborea e Sartore, decisivi nella trasferta francese, ritornano alla base. Lamanna si inquieta e sacramenta a denti stretti. Sa – l’allenatore - che la squadra biancorossa è al lumicino: per questo schiera la migliore formazione possibile e si affida allo stellone, mecachis!. Il Valenciennes annichila il Simmonza per 6 a 2. “Ancora una volta, i monzesi non sono stati profeti in patria, ribadendo il loro grande complesso di inferiorità che li colpisce quando debbono misurarsi dinanzi al proprio pubblico. Partiti l’altra settimana per la Francia imbottiti di riserve, erano rientrati a testa alta, con altrettanto successi conseguiti contro tre squadre di ottima levatura, tra le quali faceva spicco il Valenciennes, battuto con pieno merito per tre a due nell’incontro di andata per la Coppa delle Alpi.

Il retour match, tenuto conto dell’effettivo valore degli avversari, si presentata piuttosto agevole per il Simmenthal Monza, cui sarebbe bastato un pareggio per qualificarsi per i quarti di finale. Invece, il caldo ha messo a nudo tutte le pecche dei biancorossi, dalle gambe molle e dalle teste annebbiate, in quanto sono stati oggi vittima della grande fatica sostenuta nel corso della recente tournée. Si trattava di una compagine alla deriva e del tutto irriconoscibile, e che, oltretutto, non ha potuto rinforzarsi con altri titolari, ormai smobilitati. Il solo uomo fresco messo in campo è stato Vivarelli, tornato dal prestito al Torino, che ha mancato due reti. Per il Valenciennes si è tratto di una passeggiata, tanto superiore è risultata la sua azione”. La Coppa delle Alpi viene dal Genoa che - in finale secca a Marassi, venerdì 29 giugno - batte 1-0 il Grenoble (gol di Natta). Occorrerà aspettare la bellezza di 13 anni prima che il Monza ritorni a calcare il proscenio internazionale per la Coppa Italo-Inglese semipro 1975.


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