Domenica 17 Febbraio 2013

Sanremo 2013
Mengoni e gli Elii

I social network invocavano gli Elio e le Storie Tese, il voto popolare ha strapremiato Marco Mengoni. È lui il vincitore del 63° Festival di Sanremo. E va bene così. Vincitore di X Factor 2009, già terzo all'Ariston nel 2010, ha potuto contare sullo stuolo di fan costruito in un crescendo di interpretazioni sempre molto precise (sempre perfetto a X Factor) e con un'immagine elegante e pulita. “Grazie” ha risposto a Fabio Fazio dopo la proclamazione, “come ti senti? Insomma, un po' strano” ha detto in conferenza stampa citando se stesso. Quasi incredulo, capace di emozionare dedicando la vittoria a Luigi Tenco. Ha trionfato con “L'essenziale” davanti alla “Canzone mononota”, il già cult degli Elii suonato tutto su un giro di do. Seconda proprio come nel 1996 era stata “La terra dei cachi”. La band milanese si è consolata con i premi della critica intitolato a Mia Martini (come nel '96) e per il miglior arrangiamento. Infiniti, come sempre, i riferimenti e le citazioni: musicali (Rossini, Jobim per restare a quelli nel testo), cinematografici (le teste gigantesche delle prime sere, il travestimento xxl da Mr Creosote dei Monty Python nella finale) e chissà quanto altro. Esercizi di stile, virtuosismi all'apparenza incompatibili con una manifestazione nazionalpopolare. Sì, forse ancora troppo ambiziosi (o pretenziosi, obbietta qualcuno). Ma non più così lontani dal grande pubblico televisivo che ha imparato a conoscere gli Elii, se non ancora a votarli in massa.
Terzi invece, molto al di sotto delle attese, i Modà grandi favoriti della vigilia. Ma il loro brano è un classicone da Festival e le fan non avranno bisogno di una vittoria per riempire il Forum di Assago nelle due date in arrivo ad aprile: il circuito Ticketone segnala già il sold out. D'altra parte la parola ora passa al mercato, già invaso da singoli e nuovi cd degli artisti in gara.

Citazione meritata per Daniele Silvestri, Raphael Gualazzi e Marta sui Tubi. Il cantautore romano ha regalato uno dei momenti più emozionanti con l'idea di far eseguire all'orchestra sinfonica di Sanremo il finale di “A bocca chiusa” solo nella lingua dei segni, che ha accompagnato tutte le esibizioni grazie alla presenza sul palco di Renato Vicini. Gualazzi ha sciolto la tensione con l'andare dei giorni e si è confermato ottimo musicista (anche nella cover con virtuoso arrangiamento jazz di Luce di Elisa), i siciliani Marta sui Tubi hanno fatto conoscere al pubblico di Rai 1 un folk indie coraggioso e appassionato, con citazione in prima serata di Sonic Youth e Motorpsycho (pur nella canzone eliminata al ballottaggio). Una missione non da poco, come pure quella degli Almamegretta con un dub che suona di Mediterraneo.

Niente podio per Annalisa di Amici, ed è la prima volta dopo i trionfi dei vari Carta e Emma e Emma con i Modà, e per la vincitrice di X Factor, Chiara Galliazzo, interprete diligente ma senza un guizzo vincente di un brano atteso per la firma di Bianconi dei Baustelle.

Durante la serata finale spazio anche alla crisi con l'appello degli orchestrali di Sanremo, minacciati dai tagli e già interessati da contratti di solidarietà per evitare la perdita di posti di lavoro. Una richiesta d'aiuto affidata alla voce di Luciana Littizzetto e Fabio Fazio che ha contribuito a ribadire la credibilità dello spettacolo messo in scena all'Ariston, costruito pensando alla musica (anche classica con gli interventi del direttore Daniel Harding e di Stefano Bollani) e alla qualità. Solo con la speranza che il messaggio incontri qualcuno disposto a impegnarsi per cambiare rotta, qualcuno che non ignori la realtà dei fatti.
Chiara Pederzoli

c.pederzoli

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