#Morosininpista: test di F1 a Barcellona, la Ferrari migliora ma solo Melbourne dirà la verità
Leclerc a Barcellona (Foto by foto Fabio Vegetti/ilCittadinoMB)

#Morosininpista: test di F1 a Barcellona, la Ferrari migliora ma solo Melbourne dirà la verità

Con Leclerc in pista la Rossa convince di più ma in generale le scuderie si nascondono: per esempio la Mercedes non ci ha mai fatto vedere, attraverso le immagini TV, quale fossero i risultati ottenuti da Hamilton e Bottas.

Sono convinto che i test preliminari del mondiale, quelli che si sono conclusi a Barcellona dopo ore e ore di lavoro in pista, debbano essere presi per quel che valgono, cioè con prudenza almeno per quello che concerne la Ferrari. Prudenza perché le scuderie si nascondono: per esempio la Mercedes non ci ha mai fatto vedere, attraverso le immagini TV, quale fossero i risultati ottenuti da Hamilton e Bottas. Non ha potuto nascondere il problema alla power unit che ha appiedato il campione del mondo dimostrando che le restrizioni alla quantità di olio motore a disposizione daranno qualche problema a tutti, almeno nelle prime gare Australia (il primo ministro ha confermato che il gran premio si farà prendendo le opportune precauzioni), Barhein e Vietnam (se si farà vista la vicinanza del Paese con la Cina). Voglio dire che la verità si vedrà, un pochino, sulla pista cittadina di Melbourne e, parecchio, in Barhein.

Dico questo perché le condizioni di pista di Barcellona sono molto mutate nei giorni di questi test, le temperature dell’asfalto hanno condizionato di certo le prestazioni. E le quantità di benzina nei serbatoi, che le squadre mai rivelano, condizionino i tempi sul giro durane le simulazioni di qualifica. La verità sul comportamento delle gomme la vedremo in Barhein dove le temperature dell’asfalto saranno molto più alte rispetto quelle odierne di Barcellona.

La Ferrari, che tutto sommato con Leclerc ha ottenuto buoni tempi sul giro secco e un passo gara di rilievo, sta mantenendo un riserbo accentuato. Le parole di Sebastian Vettel non sono state lontane da questa mia impressione: “Non sapremo dove siamo fino all’Australia anche se è una pista particolare, diversa dal Barhein. Poi continueremo a sviluppare la macchina per il resto della stagione”. E Mattia Binotto, team principal della Scuderia, gli ha fatto eco: “La Ferrari non ha la velocità per vincere in Australia. Nelle prime gare non ci sentiamo pronti per vincere ma la stagione è lunga”. Probabilmente Mattia Binotto, parlando così non vuole ripetere il 2019, quando la Ferrari uscì dai test di Barcellona con sorrisi a 32 denti che, poi, a Melbourne le mazzate ricevute li fecero cadere tutti quanti. Binotto è stato, in altre parole, molto conservativo ma ha fatto che capire che la Ferrari corre per vincere.

Anche se Mercedes e Red Bull hanno fatto a gara per mascherare il lavoro che stavano facendo in pista col pilota, a me è sembrato, vedendo i tempi di Bottas e di Verstappen sia con gomme C3 gialle che con C5 rosse, che in questo momento, la Rossa sia dietro sia alla Mercedes sia alla Red Bull. Anche se il sospetto è che la Mercedes non abbia voluto rischiare la rottura di un altro motore ben sapendo, però, dove intervenire: che poi le frecce d’argento saranno pronte per Melbourne solo il tracciato australiano potrà dircelo. Invece nessun problema per la Red Bull motorizzata Honda. Max Verstappen ha ottenuto tempi eccellenti con gomme C3, poi quando ha provato le C5 era sotto il tempo di Bottas tirando poi su il piede e rientrando in pit lane. Poi è ripartito ed ha segnato un tempo di 93 millesimi superiore a quello di Bottas: ma il primo giro, quello abortito, era quello che aveva dato le indicazioni più esatte al progetto sta della squadra austriaca, Adrian Newey.

Un miglioramento lo hanno mostrato le macchine che non avevano da nascondere soluzioni da vittoria finale: Renault, Racing Point, Alpha Tauri (ex Toro Rosso) soprattutto ma anche Williams che sta lavorando per tornare, come gli amanti del motorsport si augurano, la grande squadra di un tempo.

Da ultimo, e da giornalista, voglio dire un bravo a Carlo Vanzini, Mara Sangiorgio e Matteo Bobbi per il lavoro di mandato in onda per ore e ore su Sky.


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