#Morosininpista: a Silverstone dominio Mercedes in qualifica ma senza test non è vera formula 1
La Mercedes di Bottas

#Morosininpista: a Silverstone dominio Mercedes in qualifica ma senza test non è vera formula 1

L’analisi del giornalista Nestore Morosini dopo le prove ufficiali del Gp d’Inghilterra con le Mercedes dominatrici assolute: la qualifica a Silverstone è da sempre una anticipazione abbastanza vera della gara che, a meno di avvenimenti imprevedibili, darà lo stesso risultato

Il circuito di Silverstone ha dato il suo giudizio: niente da fare contro le Mercedes di Hamilton e Bottas. Per nessuno. Una qualifica disarmante, quella del GP d’Inghilterra, che ha fatto luce sui risultati di due settimane fa a Budapest, pista tecnica e corta dove era sembrato che almeno la Red Bull e la Racing Point, con materiale Mercedes, potessero insidiare in qualche modo le macchine tedesche. Impressione fallace, perché Silverstone da dato un giudizio impietoso: dietro alle Mercedes il vuoto, oltre un secondo di distacco al giro per tutti, con le Ferrari in difetto grave di velocità sul dritto. Charles Leclerc ha cercato di compiere un miracolo, c’era quasi riuscito quando è finito con tutte le ruote oltre la linea di demarcazione della pista, per cui si attende una punizione che lo allontanerà dal quarto posto conquistato.

La qualifica a Silverstone è da sempre una anticipazione abbastanza vera della gara che, a meno di avvenimenti imprevedibili, darà lo stesso risultato. Non voglio fare dietrologie ma ho sentito in telecronaca Sky parlare di una maggiore potenza da parte dei motori Mercedes di 25 cavalli rispetto a quelli dell’anno scorso. Mi sembrano tanti per uno sviluppo invernale, anzi sono decisamente troppi. E poi, perché i motori delle Racing Point a Budapest stavano vicino a quelli di Hamilton e Bottas, che avrebbero dovuto essere identici, mentre a Silverstone invece beccano oltre un secondo?

Che i motori Ferrari non siano competitivi lo dicono anche i risultati delle due Alfa Romeo e delle due Haas eliminate nel Q1. Ora, se ripensiamo al mondiale 2019 fino al GP di Singapore, è lecito chiedersi dove siano finiti i motori di Maranello inarrivabili per le Mercedes anche in rettilineo azionando il DRS. Ebbene, se il regolamento non è cambiato, la risposta non può essere che una sola: sono finiti nel tritatutto della FIA che ha rilevato qualche irregolarità costringendo la Ferrari a qualche modifica che ha depotenziato le power unit. Ma anche con qualche restrizione, la differenza emersa a Silverstone è gigantesca. E questo propone una riflessione.

Se la formula 1 moderna non ammette più test, non si vede come una squadra - sia essa la Ferrari o la Red Bull Honda o la Renault - possa recuperare rispetto a chi adesso sta dominando. Quindi aspettiamoci una stagione 2021 identica a questa, scontata come questa, noiosa come questa. E diamo finalmente la colpa a chi ce l’ha: al regolamento assurdo, inutile, anti-progresso e antisportivo varato dagli uomini FIA per ordine di Jean Todt che, per fortuna, nel 2021 dovrà lasciare la presidenza.

Concluderò questo mio scritto con un’amarissima, per chi ama come me il motorsport, considerazione: se non fosse perché la professione mi obbliga a guardare il GP d’Inghilterra, domani invece di stare davanti al video, essendo a Fano, me ne andrei in spiaggia.


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