Calcio, Monti di Russia: l’Argentina oltre l’ostacolo verso l'esame di francese
Calcio Fifa World Cup 2018 Messi - Foto Fifa ufficiale su Facebook

Calcio, Monti di Russia: l’Argentina oltre l’ostacolo verso l'esame di francese

Davanti a 64.468 spettatori, a San Pietroburgo, l’Argentina si è qualificata agli ottavi di finale del Mondiale di calcio ai danni della Nigeria: Leo Messi da “capra” è tornato a essere professore. Il commento di Fabio Monti.

Davanti a 64.468 spettatori, a San Pietroburgo, Lionel Messi, detto la «capra», secondo la definizione di alcuni giornali italiani dopo il rigore sbagliato contro l’Islanda all’esordio, è tornato professore e ha spinto l’Argentina oltre l’ostacolo nigeriano. Suo il gol in apertura, poi vanificato dal rigore causato dal jefesito Mascherano, che è servito a far capire a tutti che la musica era cambiata e che l’Albiceleste, messa in campo con raziocinio (quattro difensori, tre centrocampisti e tre attaccanti), poteva anche farcela.

La squadra ha confermato di avere ancora mille problemi, il pallone corre troppo lentamente, gli errori restano tanti, però Sampaoli o chi per lui (cioè una specie di Comitato di autogestione dei giocatori) si è in parte ravveduto. E nel piano di revisione strutturale, c’è stata la scelta di mettere come centrale di difesa Marcos Rojo, uomo di fiducia di Mourinho e del Manchester United, che ha avuto il merito (non l’unico, ma decisivo) di segnare il gol del 2-1 al 41’ della ripresa, quello che ha consentito all’Argentina di qualificarsi agli ottavi, invece dei nigeriani, e lì l’Albiceleste troverà la Francia sabato 30 giugno alle 16 a Kazan.

È questa la partita nella quale si capirà se l’Argentina è guarita davvero oppure se si è trattato soltanto di una luce nel buio, una partita nella quale Maradona, apparso in condizioni impresentabili, ha rischiato la vita, per un collasso accusato nell’intervallo. Sampaoli, invece, coperti i tatuaggi dalla tuta, è tornato nello spogliatoio sdegnato con il mondo, che dopo lo 0-3 con la Croazia, ne aveva sollecitato l’esonero immediato.

Messi ha ringraziato il cielo («Dio era con noi, sapevo che non ci avrebbe mai fatto uscire dal Mondiale») e la Nigeria ha confermato di essere il suo portafortuna: nel 2005, le aveva fatto gol al Mondiale Under 20, vinto trionfalmente (e Moratti, dopo averlo visto in Olanda, avrebbe voluto portarlo all’Inter); contro la Nigeria aveva vinto il titolo olimpico nel 2008 a Pechino e aveva segnato due gol nel 3-2 (la terza rete di Rojo) di quattro anni fa in Brasile. Nel match con l’Argentina si capirà anche il reale valore della Francia, che è sempre rimasta nascosta, ancor prima del pareggio annunciato con la Danimarca (troverà la Croazia negli ottavi del 1° luglio). L’unico 0-0 nelle prime 38 partite di questo Mondiale.


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