Calcio, Monti di Russia: Inghilterra ai quarti sfatando il tabù dei calci di rigore
Calcio Fifa World Cup 2018 Inghilterra - foto dalla pagina facebook ufficiale Fifa

Calcio, Monti di Russia: Inghilterra ai quarti sfatando il tabù dei calci di rigore

L’Inghiterra approda ai quarti di finale dei Mondiali 2018 sfatando contro la brillante Colombia il tabù dei calci di rigore: per sei volte la nazionale campione del mondo nel 1966 era stata respinta dai tiri dal dischetto. Il commento di Fabio Monti.

«Dio salvi la Regina», cantavano i seimila tifosi al seguito della truppa di Gareth Southgate, nell’ora più crudele, quella dei rigori. Per il momento, Dio ha salvato gli inglesi, a un passo dall’eliminazione. In vantaggio con un rigore segnato da Harry Kane, in avvio di ripresa (clamoroso il fallo di Carlos Sanchez a un metro dall’arbitro), erano stati raggiunti al 48’ della ripresa dal colpo di testa del solito Mina, 195 centimetri di altezza, che già era andato a segno con Polonia e Senegal. E nei supplementari l’Inghilterra aveva sfiorato il gol, senza però mai riuscire a liberarsi dalla morsa dei cafeteros, costretti a rinunciare a James Rodriguez, infortunato, ma bravi a chiudere tutti gli spazi e a soffocare le idee altrui negli ultimi venti metri.

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Partita di combattimento, spigolosa, anche nervosa, con molti errori al momento decisivo, ma di forte intensità. Quando si è trattato di giocarsi tutto ai rigori, che tutto sono tranne una lotteria, gli inglesi, in campo e fuori, devono aver pensato le cose peggiori. Per sei volte la nazionale campione del mondo nel 1966, unica perla nell’albo d’oro dei «maestri», era stata respinta dai tiri dal dischetto. Tre volte ai Mondiali: semifinale sull’1-1 con la Germania nel 1990 (errori di Pearce e Waddle); ottavi di finale con l’Argentina sul 2-2 a Francia 1998 (errore di Batty, dopo eroica resistenza per l’espulsione di Beckham); quarti di finale sullo 0-0 con il Portogallo a Germania 2006 (errori di Lampard, Gerrard e Callagher).

Tre volte agli Europei: nel 1996, a Wembley, semifinale con la Germania, errore di Southgate, il ct di oggi, immobile davanti alla panchina allo Spartak Stadium di Mosca; nel 2004, contro il Portogallo, nei quarti, sul 2-2 (errori di Beckham e Rui Costa e decisivo quello di Vassel); nel 2012, a Kiev, contro l’Italia, cucchiaio di Pirlo, errori di Montolivo, Young e Cole. Quando Henderson, il capitano del Liverpool, si è fatto parare il terzo rigore in tanti hanno pensato che si stesse per compiere il settimo disastro. Invece Uribe, che aveva cambiato le sorti della gara con la sua vivacità, quando era entrato in campo, ha tirato sulla traversa il quarto e Bacca si è fatto parare il tiro dal Pickford. Eric Dier, centrocampista del Tottenham, non poteva sbagliare e non ha sbagliato.

Per la seconda volta al Mondiale, José Pekerman, il più bravo di tutti con i giovani, tre volte campione del mondo con l’Argentina Under 20, era già stato eliminato nei quarti di finale con la Germania nel 2006, quando guidava l’Albiceleste e si era dimesso. Questa volta gli ha detto male da ct della Colombia, in un Mondiale sempre in salita, aperto dalla sconfitta con il Giappone, 90 minuti in dieci per l’espulsione dello sciagurato Carlos Sanchez (fallo di mano e rigore), al 5’ del primo tempo. Però ha fatto vedere di essere sempre un maestro di calcio, anche se adesso è l’Inghilterra a sognare. Sabato 7 luglio giocherà contro la Svezia, che ha eliminato la Svizzera, poi, se passa il turno, troverà in semifinale la vincente di Russia-Croazia.


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