Calcio, Monti di Russia: il Brasile torna a sognare la coppa con due gol in recupero
Philippe Coutinho (Foto by Facebook Fifa world cup)

Calcio, Monti di Russia: il Brasile torna a sognare la coppa con due gol in recupero

Dopo 90 minuti di superparate Navas, il Costa Rica si è arreso nel primo di recupero e ancora cinque minuti dopo: così il Brasile può tornare a sognare la coppa del mondo che gli manca dal 2002.

Superparate di Navas, un gol di Gabriel Jesus annullato per fuorigioco, una traversa, un rigore dato e cancellato dal Var, il quarto uomo che aveva già indicato il recupero (sei minuti). Tutto lasciava immaginare che il Brasile si sarebbe dovuto accontentare del pareggio con Costa Rica.

Poi al 46’ della ripresa, è arrivato Coutinho, ha segnato e per la felicità il c.t. Tite è pure caduto, mentre correva nella speranza di abbracciare l’ex interista. Poi è arrivato Neymar, con 2-0 all’ultimo minuto, che ha salutato la vittoria con un pianto dirotto in mezzo al campo, perché per uno costretto a vedere l’1-7 del Brasile contro la Germania in ospedale il Mondiale può essere solo sofferenza. Ora la Seleçao può tornare a sperare di vincere questa Coppa del mondo: dopo il successo nel 2002, è uscita nei quarti nel 2006 e nel 2008 e in semifinale quattro anni fa.

L’ultimo ostacolo per qualificarsi è rappresentato dalla Serbia (mercoledì 27 a Mosca, ore 20), battuta da una Svizzera magnifica per come ha saputo reagire allo svantaggio (Mitrovic dopo 5’), dopo ave rimontato il Brasile nella gara d’esordio. Il match si annunciava equilibrato, e lo è stato fino alla fine, ma si è arricchito di contenuti politici dai toni drammatici, pensando alla storia che li ha originanti. Il gol del pareggio, il decimo in nazionale, lo ha segnato Xhaka, nato a Basilea, da genitori di origini albanesi-kossovari, scappati in Svizzera poco prima che lui nascesse e per festeggiare ha scelto di indicare con le due mani l’aquila a due teste che sta sulla bandiera albanese.

Il gol della vittoria, con un contropiede perfetto, porta invece la firma di Xherdan Shaqiri, altro ex interista, nato a Gjilan, in Kosovo da genitori albanesi d anche lui ha mimato l’aquila a due teste. Un gesto che ha molto scosso I servi, visto che Belgrado non riconosce l’indipendenza del Kosovo. In più la squadra di Milinkovic-Savic dovrà battere il Brasile per andare agli ottavi, che a fine primo tempo sembravano si uri.

La Svizzera invece chiuderà con la Costa Rica e c’è di peggio. Torna a sperare l’Argentina, grazie alla vittoria della Nigeria sull’irriconoscibile Islanda con doppietta di Musa. Se Messi e compagni battono gli africani martedì 26 giugno a San Pietroburgo, ma questa Argentina, dilaniata dalle polemiche e guidata da un c.t. che ha perso la bussola, non sembra in grado di battere nessuno.


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