Calcio, Monti di Russia: Francia in finale, una questione di testa
Calcio Fifa World Cup 2018 Francia - foto Fifa su facebook

Calcio, Monti di Russia: Francia in finale, una questione di testa

Quando il Mondiale arriva in fondo, per la Francia è sempre una questione di testa. In semifinale di Russia 2018 Francia batte Belgio 1-0 e aspetta la vincente di Croazia-Inghilterra. Il commento di Fabio Monti.

Quando il Mondiale arriva in fondo, per la Francia è sempre una questione di testa. Di testa aveva segnato una doppietta Zinédine Zidane nella finale vinta 3-0 con il Brasile il 12 luglio 1998 (terza rete di Petit); una testata aveva messo lo stesso Zidane fuori dai giochi nella finale persa ai rigori con l’Italia il 9 luglio 2006, primo caso di Var (anche se usata in modo carbonaro); di testa la Francia ha conquistato il diritto a giocare per il titolo mondiale nella finale di Mosca di domenica 15 luglio.

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Sarà la sessantaquattresima partita di questa Coppa del mondo. In una partita subito spettacolare, a portare I transalpini alla loro terza finale mondiale, due anni dopo quella di Euro 2020, persa con il Portogallo, ci ha pensato Samuel Umtiti, 25 anni ancora da compiere, difensore centrale del Barcellona, nato a Youandé in Camerun e naturalizzato francese. Non sempre impeccabile nei suoi interventi (vedi la finale dell’Europeo sul gol di Éder), ma una vera forza della natura, dotato di mezzi fisici straordinari.

A San Pietroburgo, in uno stadio meraviglioso, costato l’equivalente di un miliardo di euro, ha sfruttato, a inizio ripresa, un calcio d’angolo perfetto di Griezmann e ha battuto Courtois. Il Belgio, che inseguiva una finale, trentadue anni dopo averla sfiorata nel 1986 (sconfitta al penultimo atto contro l’Argentina di Maradona), si è progressivamente spento dopo una buona mezz’ora iniziale. Per sua sfortuna, invece di trovare le praterie lasciategli dal Brasile, ha dovuto fare i conti con una squadra, che ha difeso, compatta e unita, in venticinque metri. E quando è riuscito ad essere pericoloso, ha trovato un portiere, Lloris, sempre reattivo.

Al resto ha provveduto Paul Pogba, che ha giocato una grandissima partita e che ha trascinato la Francia, dove non arrivava da dodici anni. Mbappé ha dimostrato di essere in alcuni momenti irresistibile, nello scatto breve e nella progressione, anche se nel finale, si è fatto ammonire per una sciocchezza (inutile e palese perdita di tempo) e troppe volte irride l’avversario con giocate da fenomenino. Ma, beato lui, ha 19 anni e crescerà. Se vince domenica 15 luglio, Deschamps diventerà il terzo uomo a conquistare il titolo mondiale da giocatore e allenatore. Prima di lui Franz Beckenbauer e il brasiliano Zagallo. Una bella compagnia.

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