Calcio, Monti di Russia:  dopo  Brasile 2014 la Seleçao   va avanti da squadra vera
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Calcio, Monti di Russia: dopo Brasile 2014 la Seleçao va avanti da squadra vera

La Germania torna a casa (e non era mai accaduto), l’Argentina aspetta la Francia in piena autogestione, l’Olanda, come l’Italia, è uscita prima ancora di cominciare. Delle quattro semifinaliste del 2014 allora chi va avanti è il Brasile, a dispetto di quel famoso 7-1. Il commento di Fabio Monti.

La Germania torna a casa (e non era mai accaduto), l’Argentina aspetta la Francia in piena autogestione («che dici? Metto Agüero?, ha chiesto Sampaoli a Messi), l’Olanda, come l’Italia, è uscita prima ancora di cominciare. Delle quattro semifinaliste del 2014 quella che sembra destinata ad arrivare fino in fondo è quella uscita peggio dall’avventura di quattro anni fa: il Brasile, allora travolto dai tedeschi al penultimo atto (1-7), ha dimostrato contro la Serbia di essere una squadra vera. Non eccitante, senza fuochi d’artificio, ma capace di vincere per il collettivo, l’esatto contrario di quanto si è sempre detto e scritto della Seleçao, considerata un gruppo di campioni, vincente (o perdente), grazie ai colpi dei singoli.

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Fabio Monti

Fabio Monti

Il 2-0 con la Serbia è passato attraverso momenti di sofferenza, quando Milinkovic-Savic e compagni hanno messo il piede sull’acceleratore, ma è un risultato importantissimo, che consente ai brasiliani di affrontare il Messico (finito secondo dietro alla Svezia) lunedì 2 luglio a Samara. Il pallonetto di Paulinho, su assist sontuoso di Coutinho, ha messo la partita in discesa; il raddoppio di testa di Thiago Silva ha chiuso i conti.

Il Brasile ha una chiara intelaiatura: un buon portiere, Alisson, che fin qui ha dimostrato di giocare meglio nella Roma, ma che non ha ancora fatto grandi danni; una coppia centrale superesperta (Thiago Silva e Miranda); una coppia di centrocampo efficace nel recuperare il pallone (Casemiro e Paulinho), più Coutinho, in grande spolvero, con Neymar e Gabriel Jesus (nessuno dei due al massimo) per cercare il gol, in attesa che torni Douglas Costa.
Il problema è nelle corsie laterali. Perso Dani Alves, prima di cominciare, fuori causa per infortunio Danilo, con Marcelo, ko all’inizio della gara con la Serbia, Tite, ct propenso all’affabulazione, ma tattico sapiente e gran lavoratore, si vede costretto a mandare in campo difensori (Fagner e Felipe Luis) e non ali vere travestite da terzini. E questo non è un vantaggio, soprattutto nel calcio moderno, dove il gioco sulle corsie laterali è molto, se non tutto. Però il Brasile c’è e forse questa volta ce la farà a vincere il sesto titolo della sua storia.

Il 3 luglio, a San Pietroburgo, si giocherà l’ottavo di finale più inatteso. Non Germania-Serbia, ma la Svezia contro la Svizzera, che ha tremato con Costa Rica, ma che è arrivata seconda alle spalle del Brasile e forse riuscirà ad entrare nelle prime otto. Non male questo Petkovic (e anche Manicone, suo vice).


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