La Reggia Racconta lo spettacolo dell’albero dei tulipani
I fiori di Liriodendron tulipifera

La Reggia Racconta lo spettacolo dell’albero dei tulipani

Liriodendro o Albero dei Tulipani: nella Reggia di Monza esiste un rondò non lontano da Porta Villasanta dove trovare alcuni straordinari esemplari di un albero leggendario, capace di superare i 40 metri di altezza.

Si dice che con il suo legno i nativi americani fabbricassero le canoe, perché è tenace, facile da lavorare, cresce piano ma è affidabile. Si dice che è stato per secoli uno dei legni preferiti per fabbricare gli strumenti musicali, tanto è che ancora oggi è messo a dimora dove si creano i “giardini musicali”. Di sicuro è uno dei protagonisti del mese di maggio, quando - maestoso - lascia sbocciare i fiori per cui prende il nome per il quale è famoso: l’albero dei tulilpani.

Doppia fortuna, per chi abita in Brianza: la prima è che poco lontano dal confine della Brianza e di Monza, a Sirtori, si trova quello che potrebbe essere il più alto albero d’Italia. Ultimamente il primato non è più così certo, ma il Liriodendro di Villa Besana nel Comune lecchese co i suoi 52 metri ha comunque pochi rivali.

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Per trovare altri splendidi esemplari in fiore a maggio basta andare lungo viale Cavriga a Monza, all’interno del Parco, nella traiettoria che unisce il capoluogo a Villasanta: lì si trova un rondò circondato dal Liriodendron tulipifera, che appartiene alla famiglia delle Magnoliacee e il cui nome comune è appunto Liriodendro o Albero dei Tulipani per i fiori che mostra in queste settimane. “Albero della più grande altezza, singolare per la sua bella forma, e pei suoi fiori a guisa di tulipani, dai quali è derivato il nome” scriveva Ercole Silva nel 1813. Facile da identificare: una anomala colonna in pietra in mezzo al prato ne segna il luogo lungo la strada e allora, una volta avvistata quella, basta allargare lo sguardo per regalarsi un po’ di stupore.

I fiori di iriodendron tulipifera

I fiori di iriodendron tulipifera

“Albero deciduo originario dell’America Settentrionale, è stato introdotto in Europa nel Settecento come specie ornamentale per parchi e giardini - si legge nelle descrizioni scientifiche - . Di grandi dimensioni, può raggiungere un’altezza di 25-30 metri e una larghezza di 10-15m. La corteccia è grigio verde, liscia in gioventù, rugosa e fessurata negli alberi maturi. Le grandi foglie quadrilobate, dalla forma che ricorda la testa di un gatto, assumono in autunno una spettacolare colorazione giallo accesa. Il nome si riferisce alla forma dei grandi fiori, leggermente profumati, che, simili a tulipani di colore verde-giallo con macchie arancio, compaiono fra maggio e luglio. I fiori sono seguiti da frutti a forma di piccole pigne, composte da semi alati che si disperdono grazie al vento durante l’autunno e l’inverno. Nel Parco, seppur poco comune, è riscontrabile in esemplari isolati nei Giardini Reali e in filare attorno alla omonima Rotonda dei Tulipani. Lungo il viale Cavriga, nelle vicinanze del ponte, esiste il “Rondò dei Tulipiferi”, un tributo degli antichi giardinieri affascinati da questa pianta”.

E allora basta mettersi in marcia in una normale passeggiata nella Reggia per scoprirli, no lontano da Porta Villasanta: “ Detta anche Rondò dei Tulipiferi o Rondò del Cavriga, la rotonda è presente fin dalla prima versione del progetto del Canonica - spiega il Consorzio Villa reale - Attraversata da parte a parte da Viale Cavriga, la Rotonda dei Liriodendri serve come punto di snodo fra questo importante percorso oggi asfaltato e alcuni viali laterali in terra battuta quali il viale dei Liquidambar (verso nord), un viale che porta al Rondò degli Ippocastani (verso sud) e un viale che congiungeva il fiume Lambro con il confine del parco, passando per il Rondò delle Roveri (da nord-ovest verso sud-est). Il nome della rotonda si riferisce al filare di Liriodendri (o Alberi dei Tulipani) che la circonda, e che offre uno splendido scenario in autunno, quando le foglie di queste piante diventano di un acceso colore giallo-arancione”.

Le splendide foglie del Liriodendron tulipifera

Le splendide foglie del Liriodendron tulipifera

Ma la stagione, ora, è quella del Liriodendro, albero arrivato in Europa in un’epoca probabilmente più remota rispetto alla denominazione che gli ha conferito Linneo. “Probabilmente molto prima del 1688, anno in cui si trova una prima nota relativa alla sua presenza nelle coltivazioni orticole europee” è quanto si apprende dalla storia agronomica nazionale. “È uno degli alberi più belli fra quelli presenti nelle foreste dell’America settentrionale. In questi luoghi è possibile ammirare esemplari di 40 metri di altezza e di 2 metri di larghezza. È un’essenza assai apprezzata per il legno. Il tronco, diritto e regolare, fornisce un legno analogo a quello di alcuni tipi di pioppo, anche se più pregiato. Di colore bianco-crema, a grana fine, resistente ai parassiti, è usato nell’industria cartaria, in quella nautica, nella costruzione dei pianoforti ed in lavori fini di falegnameria”.

Viene definita una pianta rustica: perché è resistente e perché difficilmente attaccabile dalle malattie, quindi tenace, abituata al maltempo ma affezionata al sole, capace di cresce un passo alla volta ma altrettanto lentamente disponibile all’invecchiamento. Di qua e di là dell’oceano mostra di sapere entrare trai giganti della terra: in Brianza un caso, con un po’ di pazienza anche il parco di Monza saprà dire la sua.


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