La Reggia Racconta la primavera del corniolo: tra parco, Harry Potter e il cavallo di Troia
Il Corniolo secondo Linneo

La Reggia Racconta la primavera del corniolo: tra parco, Harry Potter e il cavallo di Troia

Che cosa c’entrano la Reggia di Monza, Harry Potter e il cavallo di Troia? Sono uniti dal corniolo, nella nuova puntata di La Reggia Racconta.

Ci sono quelle di frassino e quelle di ciliegio, quelle di agrifoglio, di sambuco e di tasso, poi salice, carpino, sequoia. Harry Potter ne usa anche di prugnolo e biancospino. E poi quelle di corniolo, la pianta semplice e robusta che tra le prime annuncia la primavera con i suoi fiori precoci. Non sarà un caso se nella saga del giovane mago è uno dei legni preferiti di Garryck Ollivander, l’artigiano e venditore di bacchette magiche di Diagon Alley. L’avvertenza di J.K. Rowling è che si tratta di bacchette vivaci e capricciose, giocherellone, quindi serve un mago abile - molto abile - per trarne il meglio.

Detto questo, siccome il parco di Monza è anche magia, non poteva mancare il corniolo. Che infatti c’è e in queste settimane sta regalando il meglio dei suoi colori prima di passare alle foglie e ai frutti, una volta finita l’estate. Tra i posti in cui è possibile ammirare la fioritura ci sono gli spazi subito dopo cascina Fontana in direzione del Mirabellino: gli alberelli adulti possono avere altezze tra i due e i sei metri e buttano fiori prima delle foglie, macchie gialle nella vegetazione per la loro precocità messaggeri della primavera che arriva. Ne vanno pazzi gli insetti impollinatori, api incluse.

Se passando e ripassando dai cornioli dopo averli visti fare i frutti, il prossimo autunno, proprio i frutti sembrassero scomparire, non c’è da sorprendersi: nessuna magia, in questo caso, semplicemente una ghiottoneria per gli animali selvatici che popolano anche il parco di Monza. Sono peraltro ricchi di vitamina C, rossi, adatti a marmellate buone anche con i bolliti (vista la stagione in cui si mostrano) e per aromatizzare alcolici, così come crudi, ma il momento migliore in quel caso è la piena maturità, un attimo prima che si stacchino dai rami.

Il corniolo

Il corniolo

Il nome indicato e classificato da Linneo nel 1753 è Cornus mas, con il suffisso che significa maschio e sembra fare riferimento al legno particolarmente duro, che i greci usavano infatti per le aste delle lance. D’altra parte sembra che fosse di corniolo anche il cavallo di Troia, costruito dai greci con il legno preso sul monte Ida, poco distante dalla città assediata. Peccato che il monte fosse sacro ad Apollo e quindi poi han dovuto pagar dazio, istituendo le feste Carnee (il corniolo, etimologicamente - ma è un’ipotesi).

Il corniolo

Il corniolo

L’albero è una pianta spontanea e si trova in tutta l’Europa centro-meridionale, Reggia di Monza inclusa. In Russia i frutti vengono anche chiamati bacche del diavolo: nessun sortilegio potteriano, in questo caso, ma una leggenda diffusa in Crimea e in Caucaso secondo cui la lenta maturazione dei frutti sarebbe troppo lenta per la fretta del demonio, che preferisce lasciarli così all’uomo. Annunciatore di una primavera che nel frattempo è iniziata, il corniolo è uno dei tanti fiori che possono essere scoperti in queste settimane: la Reggia ha messo a disposizione anche una mappa per una caccia al tesoro molto profumata.

Comunque, per chi non sa rinunciare alla magia, il nome inglese di corniolo è Dogwood. A Diagon Alley, nella saga di Harry Potter, è un legno che dà bacchette magiche di “natura giocosa e preferiscono su partner che possano offrire loro spazio per l’eccitazione e il divertimento. Sarebbe del tutto sbagliato, tuttavia, dedurre da ciò che le bacchette di corniolo non sono capaci di magia seria quando sono chiamate a farlo” perché sono note bacchette di questo legno che hanno eseguito “incantesimi eccezionali in condizioni difficili e, se abbinate a una strega o un mago opportunamente intelligenti e geniali, possono creare incantesimi abbaglianti”. Note fondamentali per chi sogna di frequentare Hogwarts: primo, non si possono prendere legni dagli alberi di corniolo del parco di Monza; e secondo “molte bacchette di corniolo si rifiutano di eseguire incantesimi non verbali e sono spesso piuttosto rumorosi”.


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