La Reggia Racconta: gli abitanti del parco di Monza
Un ghiro (Foto by internet)

La Reggia Racconta: gli abitanti del parco di Monza

La Reggia Racconta questa settimana passeggia nel parco di Monza alla ricerca dei suoi abitanti speciali. Tra ghiri, tritoni crestati e rane di Lataste.

Alcuni animali sono protetti a livello regionale, altri ancora sono tutelati a livello comunitario, secondo le direttive dell’Unione Europea. È un universo in costante mutazione, quello del parco. I 688 ettari su cui si estende il polmone verde costituiscono un unicum, rimarcato dal fatto che i terreni siano cintati, fattore di rilevanza non trascurabile per gli animali sprovvisti di ali.

«Sono numerosi gli studi condotti nel corso degli anni, tanti quelli da riattualizzare e tanti altri ancora quelli da intraprendere ex novo», ha raccontato alcuni anni fa l’esperto Matteo Barattieri che, su incarico del comune di Monza, nel 2004 e con l’associazione milanese “Fauna Viva” ha realizzato un “Monitoraggio della fauna vertebrata terrestre del parco di Monza”.

La rana di Lataste

La rana di Lataste
(Foto by internet)

Punto di partenza dello studio l’analisi dell’avifauna nidificante e di quella che scientificamente prende il nome di erpetofauna, che comprende rettili e anfibi. E riguarda proprio questi ultimi una delle particolarità più interessanti ad ora riscontrate. Elemento fondamentale del parco è l’acqua. Il fiume Lambro, gli stagni che si formano e le rogge che in passato sono state realizzate dall’uomo costituiscono un ambiente importante, ad esempio, per il rospo smeraldino e la rana verde, specie frequenti e diffuse. Ma se la raganella e il tritone crestato, per quanto protetti dall’Ue, in Italia e al parco vivono in quantità e in buona tranquillità, molto diverso è il discorso per la rana di Lataste (rana latastei). Specie endemica nella Pianura Padana, vive esclusivamente in zone umide all’interno di boschi di pianura – zone, quindi, più uniche che rare. Scoperta a Milano alla fine del XIX secolo, si è presto estinta nella metropoli, continuando a sopravvivere nell’ambiente sicuro e protetto del parco. L’isolamento ha fatto sì che questa rana sviluppasse caratteristiche morfologiche particolari: maggiori dimensioni e maggiore velocità di sviluppo. Specie inserita nella lista rossa Iucn, è a rischio di estinzione: «Quando si eseguono dei lavori di manutenzione all’interno del parco è necessario prestare estrema attenzione a garantire la presenza di acqua in tutte le zone umide durante il periodo riproduttivo», spiegava Barattieri.

Il tritone crestato

Il tritone crestato
(Foto by internet)

Ma al parco non ci sono certo solo le rane. Ci sono due tipi di serpenti innocui per l’uomo, il biacco e il saettone (quest’ultimo ormai molto raro da quando ci sono poche siepi nel parco) ma per nulla innocui per i piccoli mammiferi di cui si cibano. E poi lucertole muraiole e ramarri. Tornando ai mammiferi, non mancano

lepri e conigli, volpi e scoiattoli rossi, oltre che ghiri, talpe e ricci: tutti più o meno facilmente avvistabili. «Manca ancora uno studio specifico sui pipistrelli – aggiungeva Barattieri – speriamo di riuscire a realizzarlo presto».

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Visto che si parla di ali, ebbene, se volessimo passare agli uccelli nidificanti nel parco, l’elenco si allungherebbe a dismisura e comprenderebbe specie per lo più forestali, data l’ampia prevalenza di terreno boschivo: 44 le specie nidificanti, tra certe e probabili, che hanno scelto di metter su famiglia nel parco: quasi il 30% di quelle presenti in Lombardia.

Punto di partenza per il monitoraggio dell’avifauna è stato l’impiego di campionamenti effettuati durante i mesi riproduttivi, da aprile a giugno, e realizzati mediante punti di ascolto eseguiti su quadrati di rilevamento di 500 metri di lato. Esclusi i quadrati nei quali ricadeva una porzione di parco inferiore al 10% della loro stessa superficie. All’interno di ogni quadrato erano state posizionate una o più stazioni di ascolto.

Scoiattolo rosso nei giardini del parco

Scoiattolo rosso nei giardini del parco
(Foto by Fabrizio Radaelli)

Per quanto riguarda le specie di interesse comunitario presenti nel parco nel periodo riproduttivo, rilevamenti e mappaggi sono stati sistematici, mentre un mappaggio semplificato relativo a tutti gli uccelli è stato effettuato in tutte le aree di maggior rilevanza naturalistica. Anche gli anfibi, nei loro siti di riproduzione, sono stati censiti mediante ripetuti sopralluoghi nelle zone umide effettuati dopo il tramonto.


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