Spacciatori di libri, sono i bambini della Scugnizzeria
Lo scrittore Rosario Esposito La Rossa con il libro scritto insieme ai ragazzi della libreria “Scugnizzeria” di Scampia, in una foto alla fiera del libro per ragazzi di Bologna

Spacciatori di libri, sono i bambini della Scugnizzeria

Rosario Esposito La Rossa, 30 anni, calciatore mancato del Napoli, ha dato vita alla prima libreria, dopo 40 anni, nel quartiere di Scampia

«Ho preso un impegno con me stesso, lavoro fino alle 14, poi dedico il pomeriggio ai ragazzi di Scampia alla Scugnizzeria. Perché? Perché è bellissimo vederli spacciare libri».

Rosario Esposito La Rossa, 30 anni, calciatore mancato del Napoli, al lavoro in case editrici e giornalista, fino a pochi anni fa non lo conosceva nessuno, adesso l’ha chiamato a Roma anche Sergio Mattarella, il presidente della Repubblica, e lo ha nominato Cavaliere.

Il motivo sta dentro il libro “Eterni secondi” e in una libreria aperta nel quartiere più malfamato di Napoli, Scampia.

Rosario, ma cosa è successo?

Beh (sorride, si vede che è proprio contento di quello che è accaduto a Scampia), siamo riusciti per la prima volta a portare a Scampia il ministro Cultura (nel 2017,nda) e la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati (a marzo 2019, nda). Un’emozione straordinaria! Tutto merito dei ragazzi e di un libro. I ragazzi avevano buttato giù, con me, una bozza di un libro con le loro storie. L’avevamo mandato alla casa editrice che, invece di pubblicarcelo, ci aveva spedito un pacco di libri. I ragazzi si sono sentiti sfruttati e sconfitti, volevano mandare indietro il dono. Molti di loro sono figli di fine pena mai, ergastolani, e prostitute, si sentono spesso attaccati.

Poi però, la svolta...

Sì, dopo questo fatto ho deciso di insegnare ai ragazzi a... perdere. Loro però si sentivano già abbastanza sconfitti e così ho pensato che lo sport potesse essere l’esempio giusto da dare loro. Nello sport, perdere è normale e ogni bambino ha diritto a non essere campione. Così, abbiamo scritto le storie di 20 personaggi che persero nello sport, ma furono grandi nella vita. Il libro è “Eterni secondi” ed è nato così. Io, di nascosto, l’ho inviato all’editore e ce lo hanno pubblicato. Fisicamente l’ho scritto io, ma il miracolo è che oggi abbiamo un libro di Einaudi che parla dei ragazzi di Scampia e della nostra libreria, la Scugnizzeria. Ora molti ragazzi fanno gli spacciatori di libri. È bellissimo! Quando abbiamo saputo della pubblicazione ci siamo mangiati 200 sfogliatelle!

L’idea di una libreria, in un quartiere così difficile, come ti è venuta?

Tutto è nato nel 2014, anche se io a 15 anni già volevo aprire una libreria a Scampia, dove ne mancava una da 40 anni, ma tutti mi dicevano: “è impossibile”. Quell’anno purtroppo mio cugino Antonio Landieri, disabile, è stato una vittima innocente di mafia, ucciso a 25 anni dalla camorra mentre era al bar. Quell’evento mi ha scosso molto e ho cominciato a interessarmi a Scampia, dove vivo, e ai suoi ragazzi, per dare loro una speranza. Io giocavo nel Napoli, ma quando hanno ucciso Antonio ho deciso di abbandonare il calcio e battermi perché Antonio, che era stato definito spacciatore senza esserlo, venisse riconosciuto innocente.

Ce l’abbiamo fatta e quelli che lo hanno ucciso sono stati tutti arrestati e con 123 anni di pena. Inoltre, lo stadio di Scampia ora è dedicato ad Antonio e realizzato con erba sintetica fatta con i pneumatici abbandonati raccolti da Scampia; io alleno la squadra di Scampia che ha 600 bambini.

Da allora La Rossa e i suoi ragazzi della Scugnizzeria hanno fatto tanta strada e sono finiti in un libro dal titolo “Eterni secondi”, illustrato da Lorenzo Conti, scritto da La Rossa per Einaudi ragazzi, 192 pag., 14,90 euro


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