Si fa presto a dire scuola: «Alla Popolare mi trovo benissimo»
Ragazzi a scuola al Carrobiolo

Si fa presto a dire scuola: «Alla Popolare mi trovo benissimo»

Francesco, 14 anni, racconta l’ingresso alla scuola dell’associazione Vita – Carrobiolo a Monza

Francesco racconta cosa vuol dire frequentare una scuola popolare. Francesco, di quattordici anni, da ottobre di quest’anno scolastico, ha cominciato a frequentare la scuola popolare dell’associazione Antonia Vita – Carrobiolo a Monza. «Prima di cominciare - dice ero preoccupato e dubbioso.

Non sapevo come fosse, ero abituato alla scuola classica.

Ora, però, mi trovo benissimo, sia con i professori che con i compagni (anche con i più grandi); Andiamo tutti d’accordo, siamo amici e ci frequentiamo anche dopo la scuola!».

Al Carrobiolo ci sono sia ragazzi che ragazze di età differenti. Rispetto ad una scuola tradizionale, in ogni classe ci sono meno alunni, l’orario è ridotto, gli intervalli sono più lunghi, ci sono spazi adatti per fare sport di squadra, e gli insegnanti assegnano i compiti solo per le vacanze.

«Soprattutto facciamo molti laboratori: di arte, ludici; oppure guardiamo film, incontriamo esterni che si occupano di problematiche sociali, per esempio ci hanno parlato di cyberbullismo, e tanto altro» spiega Francesco, aggiungendo che queste attività durano circa due ore al giorno: «ogni giorno, c’è un’esperienza diversa che ci fa divertire. La mattina non mi sembra neanche di andare a scuola».

La struttura assomiglia ad un oratorio, e questo fa sentire i ragazzi a loro agio. All’interno della scuola ci sono poche classi. Oltre a quella di Francesco, ne troviamo una denominata “360”, perché all’interno ci sono pochi ragazzi che hanno necessità particolari. E poi, c’è una classe per i ragazzi delle superiori.

«Molti di noi si distraggono facilmente, altri sono irascibili, ma nonostante questo riusciamo a trattenerci e a capire quando è il momento di ridere e quando è il momento di stare attenti» racconta Francesco, aggiungendo: «nella vecchia scuola, avevamo meno momenti di libertà e ci distraevamo di più, qui è diverso».

L’alunno sostiene che una scuola così, sia adatta per alunni con un carattere forte, con una corazza sulle spalle. «È una scuola con un ambiente molto diverso dagli altri - conclude -, infatti in molti hanno cominciato, ma poi sono tornati nella scuola d’origine». Francesco, alla domanda: “Torneresti in una scuola tradizionale?”risponde: «assolutamente no. Se tornassi, lo farei solo per gli amici».

Alessandro Broggiato *

* studente, 14 anni


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