Sei vivace e molto curioso? Potresti essere geniale
Alcuni bambini hanno molte capacità che però devono essere gestite nel modo giusto

Sei vivace e molto curioso? Potresti essere geniale

Un’associazione segue i bambini che hanno dei talenti maggiori dei loro coetanei e li aiutano ad essere felici. “Step-net” racconta di che si tratta al Cittadino Young.

Ti annoi in classe? Sei tanto vivace? Ti piace discutere con gli adulti o non sopporti quelle persone che commettono ingiustizie? Trovi, ma non sai perché, delle soluzioni ai problemi di matematica diverse da quelle che ti indica l’insegnante o trasformi un disegno in un modo che nessun altro tuo compagno sceglie?

Beh, forse sei una peste! Ma potresti anche essere un “genio”, nel senso che nella tua testa ci sono dei geni (non quelli della lampada di Aladino...) che ti fanno risolvere le questioni in modo più veloce e creativo dei tuoi compagni. I geni, al singolare ”gene” e non “genio”, sono quelle particelle presenti nei tuo Dna che ti fanno essere speciale rispetto altri. Attenzione, tutti siamo diversi e speciali rispetto agli altri, ma se tu hai quei geni lì, forse sei un pochino più speciale degli altri. Hai una fortuna, un talento che però devi coltivare e gestire bene, altrimenti lo potresti sciupare.

I ragazzi con le caratteristiche dette sopra si chiamano “plusdotati”, nel senso che hanno una dote in più degli altri. Nella provincia di Monza e Brianza ce ne sono un po’ di persone così e si stanno rivolgendo a un’associazione che si chiama “Step-net” che si occupa di questi bambini, «Il 30/40% di chi si rivolge a noi - spiega Viviana Castelli di Step-net - viene da Monza e Brianza. Io sono la presidente nazionale dell’associazione e abbiamo 16 sedi locali in tutta Italia. A scoprire bambini e ragazzi plusdotati ci aiutano specialisti, facciamo un lavoro altamente scientifico perché vogliamo essere seri e capire bene con le famiglie e gli insegnanti se un bambino è plusdotato». Perché questi signori fanno tutto ciò? «Perché il bambino plusdotato viva felice, perché a volte, proprio perché si sente diverso dai suoi coetanei, perde autostima ed è triste. Noi definiamo queste persone “senza pelle”, nel senso che sono sensibilissime, soffrono tantissimo per le ingiustizie, per le delusioni degli amici, perché non si sentono adeguate, ma diverse dalle altre». Purtroppo, capire se un bambino ha queste caratteristiche e questi talenti non è facile.


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