Quello d’azzardo, un gioco da ragazzi, e la matematica lo protegge dai guai
Un’immagine di ragazzi coinvolti nella mostra “Fate il nostro gioco”

Quello d’azzardo, un gioco da ragazzi, e la matematica lo protegge dai guai

“Fate il nostro gioco”, una mostra a Milano spiega come non trasformare il divertimento in un problema

Quello d’azzardo è un gioco da ragazzi. A dirlo sono alcuni dati che hanno registrato il comportamento di chi non ha ancora compiuto 20 anni e che, per evitare che esso diventi un problema di dipendenza, è finito in una mostra allestita alla Fabbrica del vapore a Milano fino al 16 novembre.

In uno studio di Nomisma, condotto per Unipol, si legge che nel 2016 i ragazzi italiani fra i 14 e i 19 anni hanno speso 21 euro per i giochi d’azzardo, e 3 euro per i libri. Il 49% dei ragazzi in quella fascia di età ha giocato d’azzardo almeno una volta in un anno, preferendo il gratta e vinci (fra il 34% e il 39%) e le scommesse sportive nelle agenzie (fra il 21% e il 28%). La percentuale dei ragazzi definiti “problematici”, cioè che giocano almeno una volta alla settimana, è del 3,8%.

La proposta

I dati sono alla base di “Fate il nostro gioco”, un percorso interattivo alla scoperta delle leggi matematiche del caso e della probabilità per prevenire la diffusione del gioco d’azzardo patologico.

La mostra, alla Fabbrica del vapore a Milano fino al 16 novembre, è promossa da Bper, Coop Lombardia, Etica sgr, Gruppo Unipol. Fra i ragazzi, gioca d’azzardo il 59% dei maschi e il 38% delle femmine. Parlando con i genitori il 36% di loro nasconde o ridimensiona l’abitudine e il 41% ridimensiona la spesa. «Sottolineare gli aspetti etici della nostra attività - ha detto il presidente di Bper, Banca Luigi Odorici - può contribuire a ridare credibilità al sistema bancario, in una fase in cui non gode di un sentiment ai massimi livelli.

Come agire

Bper emette carte non utilizzabili dalle società dedicate al gioco d’azzardo ma, se nessun altro lo fa, per aggirare l’ostacolo basta cambiare carta di credito. È necessaria una sensibilizzazione di sistema».

Scopo della mostra, ha aggiunto il presidente del gruppo Unipol, Pierluigi Stefanini, «è creare una riflessione e una consapevolezza maggiori per comprendere la negatività e l’abbrutimento provocati dal gioco d’azzardo. Con il gioco d’azzardo si distrugge il futuro».


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