Occhio agli alieni! Sono tra noi, li guida uno scoiattolo
Animali alieni - Cittadino young (Foto by Alessio Ajelli)

Occhio agli alieni! Sono tra noi, li guida uno scoiattolo

Lo zoologo Adriano Martinoli spiega al Cittadino Young quali animali, semi, microrganismi e piante minano l’ecosistema. L’intervista.

Gli “Alieni” sono in mezzo a noi: piante, micro-organismi, animali vagano per l’Italia, arrivati dall’estero e possono modificare il nostro ambiente e la nostra vita.

Occhio allora a difenderci da loro. Paura? No, però antenne alzate e, se qualcuno li nota, avvisi gli esperti. Adriano Martinoli, zoologo dell’università dell’Insubria, è parte attiva nella mostra “Alieni” curata dall’Università degli Studi dell’Insubria e dal Comune di Varese ai Musei Civici di Villa Mirabello fino al 27 maggio. Il prof conosce bene gli “Alieni” e invita a stare attenti per difendere noi e l’ambiente.

Professore, ci sono davvero degli alieni tra noi, dobbiamo avere paura?
Se pensiamo a mostri che ci trasmettono malattie, che scatenano epidemie o che ci aggrediscono direttamente, no! Ma la preoccupazione deve rimanere perché gli alieni, cioè le specie alloctone, creano problemi che spesso sono disastrosi nel tempo, quando è troppo tardi per ripristinare un equilibrio. Niente spavento, ma serve tanta informazione. Bisogna informarsi bene per prevenire i guai.

Ah, menomale... ma quali sono le specie alloctone?
Sono semi, pollini, micro-organismi, ma anche animali come gli scoiattoli. Le specie alloctone sono state introdotte volontariamente o no dall’uomo. Bisogna fare molti controlli in porti e aereoporti perché quelle specie arrivano con le merci dall’estero, ma anche non importarle volontariamente.

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Difenderci dagli scoiattoli?
Sì, da quelli americani. Non dobbiamo fermarci all’estetica. Faccio un esempio, noi vediamo lo scoiattolo grigio nord americano, che è una delle 100 specie alloctone più pericolose introdotte dall’uomo, e diciamo: che simpatico! Invece, dobbiamo capire cosa comporta la sua presenza e chiederci: che effetto fa sui nostri ambienti ed ecosistemi?

Che effetto fa? Sembra innocuo.
Lo scoiattolo grigio è arrivato in Italia nel 1948, in Piemonte, dal ’66 in Liguria, dove però è stato catturato e sterilizzato e andrà in esaurimento, in Lombardia dalla fine degli anni ’90, a Varese, Milano, Como, Lecco, Monza e Brianza. A Monza, il parco ha grandissima valenza ambientale anche perché ci sono gli scoiattoli rossi nativi autoctoni, ma è fondamentale rimuovere quelli grigi e permettere ai rossi di non scomparire. I grigi sono anche a Padova, a Perugia dove minacciano i rossi e, in Basilicata e in Calabria dove minacciano una nuova specie italiana. Gli scoiattoli grigi, sono 1 a 7 rispetto ai rossi ed, essendo più grandi, mangiano anche le riserve di semi che i rossi seppelliscono per l’inverno. Così i rossi muoiono di fame e le femmine, denutrite, non riescono più a riprodursi. Un guaio.

Altri animali “alieni”?
Le nutrie sudamericane, la tartarughine dalle orecchie rosse, la vespa cinipide che ha attaccato i castagni, le cimici orientali, le zanzare tigre. Tra i vegetali il fico degli otentotti, che ha coperto le nostre spiagge. È stata importata dall’uomo alla fine degli anni ’80 (dal Sud Africa, nda) perché ha dei bei fiori, ma altera le funzioni delle spiagge.

Le specie “aliene” sono nella mostra a Varese “Alieni . La conquista dell´Italia da parte di piante e animali introdotti dall’Uomo”. La mostra «scientificamente serissima» dice il prof Martinoli è in piazza Motta, 4 con super foto dei naturalisti Francesco Tomasinelli e Marco Colombo, l’ultimo vincitore nel 2016 del prestigiosissimo “BBC Wildlife Photographer of the Year”.


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