Maturità, qualche “trucco” per scrivere un buon tema

Maturità, qualche “trucco” per scrivere un buon tema

Maturità vicina: il 19 giugno i ragazzi sosterranno la prima prova dell’esame di Stato, lo scrittore Massimo Birattari offre, in un libro, qualche consiglio.

La maturità è ormai alle porte e migliaia di ragazzi di tutta Italia saranno messi alla prova, settimana prossima, con il temuto tema d’italiano. Da sempre la prova è uno dei caposaldi dell’esame di Stato e non sempre è stato facile affrontarla, ma con dei piccoli accorgimenti, sarà molto più facile arrivare alla sessione d’esame ben preparati e con le giuste motivazioni.

«Per affrontare al meglio questo importante appuntamento, si ha bisogno di una strategia ben precisa per poter arrivare pronti, anzi prontissimi. È la propria finale, la partita della vita, e va giocata nelle migliori condizioni possibili» ha esordito Massimo Birattari, autore del libro “Come si fa il tema” (Feltrinelli, 207 pag., 9.50 euro) nel quale spiega come affrontare al meglio la prima prova.

Nervi saldi
«Le preoccupazioni principali degli studenti sono di arrivare alla prima prova e di trovarsi di fronte ad argomenti di cui non hanno nulla da dire. La prima prova non è stata formulata per mettere in difficoltà i ragazzi, ma anzi si è studiato un modo per poter dare la possibilità ad ognuno di dimostrare le proprie capacità di scrittura, ma soprattutto di poter elaborare una traccia in un corposo tema, senza che sappiano tanto riguardo all’argomento. Infatti, per il tema di italiano saranno disponibili tre diverse tipologie di testo, ma anche sette tracce e non tutte riguarderanno il programma svolto durante l’anno, ma saranno delle tracce con contenuti di argomenti attuali o di episodi accaduti recentemente» ha continuato Birattari. «È giusto dunque studiare tutta la storia del ’900, ma è ancor più importante avere gli occhi aperti sul mondo perché agli esaminatori non interessa solo vedere se si conosce il programma, ma anche se si riescono a fare collegamenti tra passato e presente, dimostrando così di saper ragionare». Tutti i trucchi possibili per affrontare la prova però non possono servire a cancellare un grosso problema che affligge la maggior parte dei ragazzi: l’ansia.

«Visto che le prove sono state ridotte da tre a due, posso permettermi di dire che l’ansia è la terza prova. È fisiologica e credo sia normale che ci sia, perché è il primo grosso ostacolo che affrontiamo durante la nostra vita. Io credo, però, una cosa: senza ansia i ragazzi non sarebbero all’esame con la giusta concentrazione e rischierebbero, con troppa tranquillità, di scrivere cose banali e già risentite. A mio parere è giusto avere una bella dose di ansia così da essere svegli e attenti sul da farsi». Massimo Birattari ha concluso dicendo: «L’ultimo consiglio che voglio darvi è di vivere la maturità serenamente perché sarà un’esperienza che vi ricorderete per tutta la vita» quindi, meglio avere dei buoni ricordi da poter raccontare ai vostri futuri figli.


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