Leggere, capire e contare? Un ragazzo su 4 fa fatica secondo i dati Ocse
Materie scientifiche e comprensione di un testo letto sono, secondo l’Ocse, le bestie nere degli studenti italiani

Leggere, capire e contare? Un ragazzo su 4 fa fatica secondo i dati Ocse

I dati dell’indagine dell’Ocse dicono che un ragazzo su 4 in Italia fa fatica a leggere, capire, contare e comprendere scienze e matematica. Ne parla #ilCittadinoYoung.

Capire quello che si legge e contare? Una montagna da scalare. Di 11.785 studenti di 15 anni, italiani, di 550 scuole, molti hanno difficoltà nella lettura, nella comprensione di un testo e con matematica e scienze. Uno su quattro se la cava male nelle materie scientifiche e fatica con i testi. A dirlo sono i dati dell’indagine dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) che ha il nome di una città italiana: PISA, che è l’acronimo di Programme for International Student Assessment. Gli italiani, secondo questa indagine, sono tra il 23° e il 29° posto. Il punteggio è come quello di: Svizzera, Lettonia, Ungheria, Lituania, Islanda e Israele.

Le province cinesi di Beijing, Shanghai, Jiangsu, Zhejiang e Singapore ottengono, invece, un punteggio medio superiore a quello di tutti i Paesi nell’indagine.

In Italia, in lettura, le ragazze superano i ragazzi di 25 punti. In matematica, invece, i ragazzi ottengono un punteggio superiore alle ragazze di 16 punti e questa differenza è più del doppio di quella rilevata in media nei Paesi Ocse. Anche se i ragazzi italiani hanno ottenuto un punteggio in linea con la media dei Paesi Ocse, resta il fatto che 1 su 4 non raggiunge le competenze di base, come i colleghi degli altri Paesi.

Il nostro punteggio medio è risultato simile a quello di: Portogallo, Australia, Federazione Russa, Repubblica Slovacca, Lussemburgo, Spagna, Georgia, Ungheria e Stati Uniti.

Secondo il rapporto Ocse PISA al nord dell’Italia ci sarebbe il 15% degli studenti in difficoltà, il 30% sarebbe invece nelle scuole del sud.

Anche in Scienze 1 su 4 non è sufficiente, il 15-20% di studenti è del nord Italia e oltre il 35% del sud. «I dati diffusi ieri confermano la debolezza delle competenze di base di percentuali troppo alte di nostri studenti quindicenni. Preoccupa, in particolare - spiega a Young Licia Cianfriglia, responsabile relazioni istituzionali ANP (associazione nazionale dirigenti pubblici, ndr) e vicepresidente CIDA (Confederazione italiana dirigenti, ndr) - il trend in ulteriore discesa delle competenze nelle scienze, area di conoscenza strategica per i lavori del presente e del futuro.

La nostra scuola ha bisogno di un investimento forte sulla formazione e sul reclutamento degli insegnanti, per migliorare la qualità della didattica, ancora troppo trasmissiva ed incapace di attrarre, coinvolgere e motivare i nostri ragazzi».


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