L’amicizia è più forte dell’isolamento Covid, parola di ragazzi
I ragazzi più forti dell’isolamento imposto loro dal Covid riescono a mantenere i rapporti di amicizia, anche se in forma diversa

L’amicizia è più forte dell’isolamento Covid, parola di ragazzi

L’amicizia è più forte dell’isolamento Covid. A dirlo il 13enne di Monza Alessandro Broggiato che ha intervistato per il Cittadino Young alcuni ragazzi.

Il Covid non può attaccare le amicizie, perché sono più forti della distanza. Come hanno fatto i ragazzi a mantenerle? Dopo aver chiesto ad alcuni studenti, di classi e di ordini di scuola diversi (le terze medie della secondaria di primo grado Pertini di Monza e la prima e la quinta di un liceo linguistico) come hanno agito contro il Covid-19 per mantenere le amicizie, la conclusione è che, per quanto le quarantene possano limitare i rapporti, tramite i social, i ragazzi sono riusciti a trovare il modo per mantenersi in contatto. Per esempio, guardando film insieme o chiacchierando attraverso una videochiamata.

La quarantena ha evidenziato la voglia di stare insieme. Un alunno, per esempio, racconta i suoi momenti di noia e dice che in questo momento se non fosse per il virus, sarebbe stato il momento ideale per stare con gli amici per colmare i troppi momenti liberi.

Le Dad nel tempo sono servite per rendersi conto di quanto si è diversi gli uni dagli altri e di come ogni persona reagisca in modo diverso ai vari fattori che rendono la vita diversa. Alcuni ragazzi per non perdere il rapporto creato negli anni, si sono scambiati messaggi quotidianamente; altri non hanno potuto.

Basti pensare ai ragazzi di prima superiore che dopo neanche un mese di scuola sono andati in Dad e oggi, dopo un quadrimestre, sono quasi perfetti sconosciuti.

Alcuni alunni vorrebbero conoscere nuove persone per poter allargare il cerchio delle amicizie, ma questo non è possibile. Agli studenti mancano i piccoli gesti che si compiono a scuola ogni giorno: dare una pacca sulla spalla a un compagno che prende un bel voto, un semplice abbraccio, dirsi qualcosa all’orecchio, scambiarsi gli oggetti, prestare una matita al compagno che l’ha dimenticata e l’elenco è lungo… Le dinamiche che si creano a scuola non si possono rimpiazzare. Infatti, tutte le persone hanno almeno un bel ricordo di quando ci andavano.

Perché la scuola è inclusiva, dà a tutti la possibilità di creare dei legami che poi non si scorderanno mai. Questi periodi, a causa di tutte le restrizioni, sono tristi, ma proprio perché i ragazzi sono forti e hanno molta inventiva, sono riusciti a trovare delle soluzioni.

Una quarantena negli inizi del Novecento come sarebbe stata? Come avremmo fatto lì a mantenere le nostre amicizie? Probabilmente con le lettere, ma sarebbe stato molto più difficile e soprattutto molto più lento.

Dobbiamo guardare il lato positivo e sperare che soprattutto gli scolari, considerati sempre come capri espiatori, a breve riprendano le lezioni in presenza.

Alessandro Broggiato, 13 anni


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