La scienza spaventa le ragazze, ma ha bisogno di loro
Molte studentesse rinunciano alla carriera scientifica

La scienza spaventa le ragazze, ma ha bisogno di loro

Gli studenti spiegano perché spesso le femmine sono intimorite dalle facoltà scientifiche e preferiscono quelle umanistiche

Secondo una recente indagine del Cedefop (Centro Europeo per lo sviluppo della formazione Professionale) le donne iscritte all’università ricoprono una percentuale del 54%; tuttavia, tra gli iscritti ai corsi di laurea STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) solo uno studente su tre è donna.

Cosa ne pensano i cittadini di Monza riguardo a queste statistiche? Per scoprirlo sono stati intervistati direttamente alcuni di loro, mentre passeggiavano per le strade del centro.

Secondo la propria esperienza, Anna, 45 anni, afferma che sia “naturale” che i ragazzi siano più portati per materie scientifiche e tecnologiche, rispetto alle ragazze che, invece, preferiscono le materie umanistiche. L’esempio che avvalora la sua opinione è proprio la sua famiglia: «Entrambi i miei figli sono studenti universitari e posso confermare che, nella classe di mio figlio che si sta laureando in ingegneria, la maggior parte dei componenti sono uomini, mentre mia figlia che frequenta una facoltà umanistica, ha prevalentemente compagne femmine».

Il divario di genere è solo una questione di predisposizione “naturale”? Secondo l’Institute of Fiscal Studies no. Dalle indagini è scaturito infatti che la predominanza maschile in quest’ambito e la scarsa fiducia in se stesse sono le principali cause della carenza di donne in quest’ambito. Infatti, anche Gaia e Lara, due ragazze di 17 anni, hanno riferito che nella scelta della facoltà universitaria, oltre ai loro interessi personali, stanno anche valutando quale di esse potrebbe garantire loro una carriera lavorativa magari in ambito scientifico. «Saremmo facilitate nella nostra scelta di facoltà scientifiche se ci fossero più modelli femminili a indirizzarci in questo ambito, piuttosto che in uno umanistico».

Di fatto, i modelli di riferimento non mancano, tuttavia non essendo figure conosciute ai più, non sono in grado di eliminare da sole gli stereotipi. Perciò, per stimolare l’interesse di più studentesse verso le facoltà scientifiche e tecnologiche, alcune scuole e università hanno iniziato a utilizzare l’e-learning: un metodo di apprendimento che si basa sull’utilizzo di tecnologie multimediali e di internet, al fine di far partecipare gli studenti a corsi universitari online.

Un esempio è l’Highlands Ranch in Colorado, che permette ai propri studenti di beneficiare di lezioni e dell’opinione di esperti da tutto il mondo attraverso videoconferenze e dibattiti globali che si svolgono tra studenti e insegnanti.

Hanno collaborato Beatrice Canali, Martina Russo, III N, Istituto Vanoni, Vimercate


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