“Il primo voto di Matilde”, per i ragazzi che voteranno per la prima volta
Un dettaglio della copertina del libro “Il primo voto di Matilde” scritto da Fulvia Degl’Innocenti

“Il primo voto di Matilde”, per i ragazzi che voteranno per la prima volta

Fulvia Degl’Innocenti firma un romanzo in cui racconta la conquista del voto delle donne 75 anni fa

Il referendum tra monarchia e repubblica del 2 giugno 1946: 75 anni dal voto conquistato dalle donne.

A raccontarne la portata storica è Fulvia Degl’Innocenti che è in libreria con il suo romanzo “Il primo voto di Matilde”. La protagonista è Matilde, 20 anni, tanta voglia di lasciare il segno in un Paese che tenta di risorgere dopo la guerra. Il libro nasce «dalla necessità di spiegare l’importanza di essere consapevoli del fatto che i nostri diritti acquisiti sono frutto di conquiste - spiega Fulvia Degl’Innocenti - È inoltre un omaggio alla memoria fondante della nostra realtà».

Un messaggio che non vale solo per le donne «il libro l’ho dedicato a mio figlio che voterà per fargli capire quanto è importante il voto. Inoltre, penso che ci sia ancora un po’ di sessismo sessuale strisciante, anche se le donne hanno fatto grandi passi in avanti. In Italia la parità di genere non è consolidata e acquisita ed è importante far capire ai ragazzi come le donne abbiano lottato per votare e come, ai tempi dei loro nonni, il loro voto non fosse scontato». Fulvia è convinta che temi così grandi si possano trasmettere «attraverso i manuali, ma anche attraverso le storie che incarnano un fatto storico. Se leggi le vicende di un personaggio percepisci di più il tema e io ho immaginato una ragazza che nel 1946 compie i 21 anni, che allora era la maggiore età, e ha una sorella di 12 anni che partecipa all’evento del primo voto alle donne.

Tutte e due rappresentano il tentativo di emanciparsi da una condizione che le voleva solo madri e donne di casa. Nel 1946 la scuola era obbligatoria per tutti solo fino alla quinta elementare, ma Matilde non si accontenterà e farà la terza media privatamente». I fatti del libro sono legati anche alla vita dell’autrice: «Sono vicende inserite nel contesto del paese toscano dei miei genitori, mia mamma me le raccontava, ma poi mi sono documentata tanto. Quel voto fu una festa, l’adesione fu circa dell’89% ,altissima tenendo conto che c’era una grande percentuale di persone analfabete». Una festa degna di essere celebrata anche dopo 75 anni.n


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