Cyberbullismo al tappeto, istruzioni per sconfiggere i bulli della rete
Il bullismo visto dall’illustratore Stefano Misesti

Cyberbullismo al tappeto, istruzioni per sconfiggere i bulli della rete

Due scrittori hanno preparato il primo manuale con le istruzioni per riconoscere e combattere i bulli della rete e per usare internet senza rischi. Anche il Cittadino Young combatte il cyberbullismo.

Cyberbulli al tappeto! Lo dicono due scrittori di libri per ragazzi, Teo Benedetti e Davide Morosinotto.

I due, che sono anche amici, girando per le scuole e lavorando molto con internet - visto che Teo è social manager e Davide ha lavorato molto nel campo dei videogiochi - hanno capito che i ragazzi che navigano avevano bisogno di un manuale di istruzioni. E l’hanno scritto, si intitola “Cyberbullismo al tappeto!” (Editoriale Scienza, dagli 11 anni, 13,90 euro). Ma istruzioni per cosa? Per far funzionare al meglio whatsapp, facebook, snapchat, instagram e tutto ciò che riguarda il chiacchierare e il postare foto e video su internet. Molti ragazzi usano questi mezzi, ma non sanno che possono fare stare male se stessi e gli altri. Questo “fare stare male” è il cyberbullismo, cioè il bullismo via internet.

Davide, che cos’è il cyberbullismo che mettete a tappeto?

È la prepotenza del bullo su internet, è un atteggiamento che fa soffrire un altro e che si ripete nel tempo. Il bullo poi ha sempre complici che sono il suo pubblico, quello su internet è diverso dal prepotente “normale” perché può dare fastidio anche dopo la scuola, a ogni ora del giorno e della notte e anche in vacanza. Ecco perché noi diamo consigli, per viaggiare sicuri e divertendosi.

Quali sono le indicazioni per i ragazzi?

I ragazzi hanno internet che dà opportunità fantastiche, ma servono regole per poterlo usare divertendosi al massimo. Noi le spieghiamo, spieghiamo come funzionano le tecnologie, che ci sono cose che si possono condividere e altre da tenere per sè, e come si fa a difendersi se qualcosa non va per il verso giusto, chiedendo aiuto o sbrigandosela da soli.

Ma se genitori e amici adulti non capiscono nulla di internet come possono aiutare i ragazzi?

Conoscere i social o whatsapp non è fondamentale. La nonna magari non ne sa niente di tecnologia, ma sa come ci si difende da un prepotente e, quindi, dire a lei o a un adulto di fiducia quando si sta male per qualcosa che altri mettono su internet contro di noi è sempre importante. Mai far finta di niente, mai avere paura, mai sentirsi soli.

Quali sono le cose che un cyberbullo fa per prendere di mira un’altra persona?

La offende su whatsapp o su un social, mette in giro notizie inventate per rovinare la sua reputazione, fa finta di essere il suo miglior amico così si fa dire i segreti per poi dirli a tutti su internet.

A volte anche i litigi finiscono sui messaggi del telefonino e si ingigantiscono.

Sì, è un classico, ma bisogna dire ai ragazzi che un litigio, un’incomprensione, vanno trattatati a voce non con i messaggini, le foto o i video da spedire a tutti.

Però non sempre i ragazzi sanno cosa si può e cosa non si può mettere in internet...

Sì, e i genitori e gli insegnanti dovrebbero dare regole di base, che ti permettono di riflettere su cose alle quali in automatico potresti non pensare. Noi diciamo: prima di pubblicare qualcosa chiediamoci sempre se internet è il mezzo giusto per farlo. Prima dei 16 anni non si può per legge usare whatsapp o facebook, ma molti prima di quell’età hanno telefoni potenti che sanno usare, ma non sanno cosa c’è dietro il tasto; non sanno che se metto una frase su un gruppo o su facebook è come se andassi a urlarlo in piazza


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