Calcio: Cristiano Ronaldo, la storia di un mito raccontata ai ragazzi
Un dettaglio della copertina del libro “Cristiano Ronaldo, storia intima di un mito globale”

Calcio: Cristiano Ronaldo, la storia di un mito raccontata ai ragazzi

In un libro la storia intima del... “mito globale” Cristiano Ronaldo che affascina anche i ragazzi. Il Cittadino Young ha intervistato l’autore Fabrizio Gabrielli.

La figura di Cristiano Ronaldo è un mito globale, come recita il sottotitolo del libro scritto da Fabrizio Gabrielli: “Cristiano Ronaldo, storia intima di un mito globale” (66thand2nd, 240 pag., 17 euro).

Il calciatore è una delle personalità più influenti nel mondo del calcio e non solo: CR7, suo nickname, è ormai un vero e proprio brand.

Durante l’intervista con l’autore della “storia” abbiamo ripercorso i luoghi fondamentali della vita del 5 volte pallone d’oro, partendo da Funchal, capitale della piccola isola portoghese di Madeira.

Come le è venuta l’idea di una nuova, diversa biografia su CR7?
La prima cosa che mi è stata chiara, è che non avrei voluto scrivere una normale biografia, con tutti gli avvenimenti incolonnati, che seguono un filo cronologico. Non volevo scrivere l’epopea di Cristiano Ronaldo come fosse un poema epico, né una lista dei suoi successi. Esistono già due biografie molto complete di Cristiano, una di Guillem Balague e l’altra di Luca Caioli. Io volevo scrivere un libro su Ronaldo che fosse diverso, che raccontasse non tanto le sue vicende, quanto il riflesso che egli getta sull’immaginario collettivo. Come fa anche su di me, che per di più tifo un’altra squadra.

Il risultato, alla fine, è stato questo libro: un oggetto narrativo nuovo, composito, che restituisce tutta la complessità del personaggio.

Ci racconti la sua esperienza nei luoghi calcati dal campione portoghese.
Gli ambienti che ho frequentato di più sono quelli in cui CR7 è cresciuto, nell’isola di Madeira. Anche se oggi Funchal, il quartiere Santo Antonio, Quinta do Falcao non sono già più quelli della sua infanzia, cambiati, o meglio forgiati dalla sua presenza o assenza.

Perché CR7 si nota di più quando non c’è, quando se ne va, quando esce dal campo in polemica o infortunato, e quindi distrutto nell’animo. Madera è il sancta sanctorum più luminescente del culto del calciatore: sul lungomare c’è una piazza a lui intitolata, con al centro un hotel, il suo hotel, in cui ogni dettaglio parla di lui.

C’è poi il museo, l’unico museo dedicato a un calciatore ancora in attività: in esso si percepisce a pieno la venerazione che verte intorno alla sua figura.

Pensa di aver pubblicato un contenuto esclusivo, unico?
Sai, è velleità di ogni scrittore dire qualcosa di nuovo. Ogni scrittore mira a dare alla propria opera un valore anche letterario. Non so se ci sono riuscito, spetta ai lettori dirlo, ma ci ho provato con tutto me stesso. Vale a dire, parlare di sport trascendendo dallo sport, parlare se dovessi semplificare di: vita. L’intimo cui si allude nel sottotitolo non è quella di Ronaldo, è il mio e il tuo che stai leggendo e di chi ha subito il fascino di Ronaldo o lo ha odiato.

Qual è la cosa che l’ha più colpita di Cristiano?
L’ossessione. L’incredibile costanza con cui cerca di essere accettato. Gli sforzi inumani che compie per cercare di essere benvoluto, e come reagisce quando viene invece detestato per la sua grandissima forza d’animo. Cristiano Ronaldo subisce ogni minuto pressioni sotto le quali noi, al contrario, soccomberemmo dopo dieci secondi.

Ma soprattutto, di Cristiano Ronaldo mi ha colpito il fatto che dietro l’apparente glacialità, dietro il blocco granitico del mito, ci sia una complessità umana, una componente di fallibilità, che finisce per renderlo più vicino a noi di quanto lui e noi vogliamo convincerci.


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