Coronavirus, i libri paurosi per vincere la paura
Un dettaglio della copertina del libro “Il gioco della paura” di Maren Stoffels, Pelledoca editore

Coronavirus, i libri paurosi per vincere la paura

Lodovica Cima dirige la casa editrice “Pelledoca” e spiega come aiutare i bambini e i ragazzi ad affrontare il timore del coronavirus con la lettura: libri paurosi per vincere la paura.

Capita che ci si trovi a dover gestire delle sorprese grandi, come quella di avere una settimana di vacanza da scuola non prevista, di essere assaliti dalla noia e, magari, da un po’ di paura.

Ma la paura non è brutta cosa, anzi, se si impara a conoscerla, può diventare un’amica che ha buoni consigli da dare.

Quindi, la paura che può far compagnia questa settimana, a causa della sospensione obbligatoria delle lezioni per il coronavirus, si potrà trasformare in un momento in cui, guardando il soffitto, sbirciando dalla finestra, passeggiando senza una meta, potranno venire in mente grandi idee. Lo sanno bene gli scrittori che spesso firmano storie di paura. Lodovica Cima, scrittrice di libri per bambini, dal 2017 è anche la direttrice editoriale della casa editrice “Pelledoca”, dedicata al “mistery e al poliziesco per ragazzi dai 9 ai 15 anni”.

Lodovica, in questi giorni la paura che si legge nei libri di “Pelledoca” è diventata realtà, come la gestiamo?

Le storie di paura sono fatte apposta per esorcizzarla e capirla meglio. Leggerla nelle storie è sempre meglio che viverla nella vita vera, ma con le paure si prendono le misure. Ci sono tante paure che passano, altre che non si possono eliminare del tutto.

Ma la paura a cosa serve?

La paura serve perché ci aiuta a essere prudenti e stare allerta. Se non avessimo paura di attraversare la strada rischieremmo di più di essere investiti. Gli scienziati dicono che la paura ci mantiene vivi e anche gli animali preservano la propria vita grazie alle paure. L’importante è non farsi annientare dalla paura.

Certo, però serve coraggio, come si fa ad averlo?

Le storie ci spiegano che il coraggio è la cosa più importante e lo si trova stando calmi, conoscendo la paura, guardando come si muove dentro di noi. Le storie ci fanno vedere come tante paure sono state affrontate dai personaggi delle storie stesse. Ogni vicenda narrata non dà risposte, ma ognuno prende dalla storia quello che gli serve.

C’è qualche storia di paura che si può leggere adesso per capire di più perché la avvertiamo?

Certo. Per i piccoli, di età fino ai 7 anni, ho scritto “Le sei storie scaccia paura” per l’editore Gribaudo. Per i più grandi c’è “Il mostro nell’armadio” (Alessio Di Simone, illustrazioni di Alessandro Di Sorbo, Verbavolant, nda).

Le paure crescono con noi?

Più grandi si è più grandi sono le nostre paure, tipo la paura di non essere come gli altri, del vuoto, del silenzio, del futuro. Dai 13 anni in su per queste paure si può leggere “Il gioco della paura” (Maren Stoffels, Pelledoca editore, nda). È un libro che parla di un gioco vero che si fa in Olanda, l’autrice è olandese e racconta come il gioco per ragazzi consista nell’attraversare un bosco di notte, in gruppo, dichiarare la propria paura e passare delle prove.

Quindi, leggendo, la paura può passare?

Le storie servono anche a questo, a vedere come le vicende dentro le pagine evolvono e come le paure si devono accettare. Magari, leggendo, ci accorgiamo di colpo che ci sono cose importanti nella nostra vita che a volte trascuriamo e che vale la pena di considerare con attenzione.n


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