«Con “Stai zitta” una boccata di aria fresca e tanta voglia di cambiare»
Un dettaglio della copertina del libro di Michele Murgia “Stai zitta”, Einaudi

«Con “Stai zitta” una boccata di aria fresca e tanta voglia di cambiare»

Giulia, 17 anni, analizza per Il Cittadino il libro di Michela Murgia, per lei: «una boccata di aria fresca e tanta voglia di cambiare»

Marzo, noto al pubblico come il “mese della storia delle donne” (letteralmente Women’s history month), ha portato, oltre che la primavera, una nuova e mai così preziosa aggiunta agli scaffali delle nostre librerie.

Michela Murgia, pluripremiata scrittrice, blogger, attivista e critica letteraria italiana, ha infatti pubblicato con Einaudi “Stai zitta”, vero e proprio manifesto femminista che denuncia la condizione oppressiva delle donne italiane e internazionali nel patriarcato di oggi in modo più che brillante, illustrando con precisione frasi o espressioni dalla natura profondamente sessista da sempre parti del nostro “linguaggio comune”. Come scrive l’autrice nella quarta di copertina: “se si è donna, in Italia si muore anche di linguaggio”, e non ho mai letto affermazione più veritiera. Al telegiornale, in merito alla polemica sulla pessima gestione dei vaccini in Regione Lombardia denunciata da Chiara Ferragni con un lungo post su Instagram, la giornalista ha pronunciato le seguenti parole “Chiara Ferragni, moglie di Fedez...”. Subito ho notato l’appellativo con cui era stata definita l’influencer: non “imprenditrice digitale” o “blogger”, ma “moglie di Fedez”, come se per l’opinione pubblica risultasse più rilevante lo stato coniugale dell’impresaria piuttosto che il suo titolo lavorativo.

Questo è solo uno dei tanti esempi che potrei citare e che Murgia articola e spiega con precisione nel suo scritto: dalle testate giornalistiche al catcalling (gli “apprezzamenti” e le volgarità rivolte per strada dagli uomini alle donne, ndr), fino ai modi di dire, frasi che le donne si sentono ripetere ogni giorno e che portano ancora di più alla radicalizzazione del maschilismo nel nostro quotidiano, rendendoci incapaci di riconoscere il sessismo anche dove sembra non esserci.

“Stai Zitta” è stata una boccata di aria fresca, un libro letto tutto d’un fiato che più leggi, più capisci e realizzi che quella che è descritta è (purtroppo) la realtà della nostra società contemporanea. Durante la lettura, parallela alla consapevolezza viaggia anche la voglia di continuare a lottare per imprimere un’effettiva svolta alla situazione odierna: siamo nel ventunesimo secolo, educhiamoci al cambiamento e agiamo.

Giulia Bianchi *
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Liceale, 17 anni


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