Clara Woods, pittrice a 13 anni anche per la Fashion Week di Milano
Clara Woods davanti a uno dei suoi dipinti in mostra alla ArtMall Gallery

Clara Woods, pittrice a 13 anni anche per la Fashion Week di Milano

Toscana, colpita da ictus prima di nascere, dipinge ed espone i suoi quadri nel mondo: «Con la pittura esprimo me stessa»

Clara ha 13 anni e abita in Toscana. Quando era nella pancia della sua mamma si è ammalata, è stata colpita da un ictus che le ha tolto la parola (anche se capisce inglese, perché il papà è canadese, italiano e brasiliano, perché la mamma è cresciuta in Brasile) e la fa muovere con difficoltà, ma questo non le ha impedito di seguire la sua unica passione: dipingere!

Clara non parla come tutti, ma la sua mamma la capisce bene e fa da tramite. Le risposte qui sotto sono tutte di Clara che il 17 settembre ha inaugurato la sua mostra personale alla ArtMall Gallery in via Torino a Milano, in occasione della settimana della moda Fashion Week, che chiuderà il 25.

Clara, come sei arrivata ad esporre le tue opere per Fashion Week?

Mia mamma mi ha regalato un libro su Frida Khalo (pittrice, ndr) e me ne sono innamorata, mi sono identificata in lei e volevo andare a esporre i miei quadri a New York come lei. Non potendo leggere, scrivere e parlare, fino a quel momento non avevo uno scopo come gli altri bambini. Volevo fare sport, ma non riuscivo. Così, nel 2015, ho iniziato a dipingere e i miei quadri sono stati esposti la prima volta in una pasticceria amica a Firenze. Poi la mamma ha pubblicizzato la mia passione e ho cominciato a fare mostre, sono usciti diversi articoli e non ci siamo più fermate.

Quante mostre hai fatto finora? Pensavi di diventare famosa?

Più di 10 personali, altre collettive. Io amo molto viaggiare e non dico mai no, ma a valutare le proposte sono i miei genitori. No! Non pensavo di diventare famosa! Per me dipingere era più una terapia per essere me stessa.

Però ora sei famosa, come ti senti a girare il mondo con la tua arte?

Sono contentissima! Mi piace che mi fermino in strada, vogliano le foto con me. Con i miei coetanei faccio fatica a comunicare, dipingendo è più facile. Fino a giugno ho preso lezioni di pittura e partecipo a laboratori con altri artisti per imparare le tecniche. E per Milano ho un quadro speciale.

Quale?

È il mio quadro più grande ed è un omaggio a “Casa de papel”. Sono molto gasata per aver fatto questo quadro!

Ai ragazzi che faticano ad esprimersi e soffrono, cosa consigli?

Di non mollare! Quando ho iniziato le medie, per un mese ero senza insegnante di sostegno e la mamma voleva tenermi a casa per non farmi soffrire. Ma io le ho detto: no! Voglio andare. Dammi solo i fazzoletti per asciugare le lacrime se mi verrà da piangere! (Nelle foto a lato, Clara e un dettaglio del suo “Casa de papel”, nda)n C. Col.


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