Animali, lupo cattivo a chi? Una storia da riscrivere (anche con i libri)
Un lupo

Animali, lupo cattivo a chi? Una storia da riscrivere (anche con i libri)

Il lupo cattivo delle favole, i lupi mannari. Ma la realtà di questo animale è diversa. Lo scrittore Giuseppe Festa aiuta a sfatare i miti e a riabilitare i lupi attraverso i libri (“Lupinella”, “La luna di lupi” e, in uscita, “Figli del bosco”).

Il lupo non è pericoloso per l’uomo, ma fa bene all’uomo, perché fa bene all’ambiente. Quindi, sorpresa: il lupo non è più cattivo, parola dello scrittore Giuseppe Festa. Con il suo libro “Lupinella” (Editoriale Scienza, 2018, p. 64, euro 11,90) vuole proprio sfatare questo mito. Il testo nasce per iniziativa del Muse, il museo delle scienze di Trento, e rientra nel progetto europeo “Life WolfAlps”, realizzato tra il 2013 e il 2018 per aiutare gli abitanti delle Alpi a gestire il ritorno del lupo in quei monti, dopo il rischio di estinzione degli anni ’70.

«Il lupo non è pericoloso per l’uomo, è più di 200 anni che non si registrano attacchi all’uomo - analizza - Il lupo teme fortemente l’uomo, può essere invece un problema per i pastori, qualora non si adottino le tecniche di difesa attiva delle greggi con il cane da pastore o con le reti elettrificate. Il lupo anzi è uno straordinario selezionatore naturale di tutti quegli erbivori che poi aumenterebbero a dismisura, pensiamo ai cinghiali e a quanti danni fanno all’agricoltura. Dove c’è il lupo l’ambiente è sano».

Lo scrittore Giuseppe Festa

Lo scrittore Giuseppe Festa

L’autore poi entra nella trama di “Lupinella”: «Ho immaginato di far vedere il mondo dei lupi con gli occhi di una cucciola che poi diventa grande, si seguono in questo libro i suoi primi due anni di vita».

Il pubblico di riferimento sono i bambini, ma la lettura è godibile anche per un adulto, grazie soprattutto all’impianto divulgativo di cui è corredata: «Nel libro – rivela – ci sono dei box scritti da una nota “lupologa” italiana, Francesca Marucco, che in modo molto semplice e discorsivo spiega alcuni aspetti più scientifici legati alla vita dei lupi, in particolar modo quello che sta succedendo a Lupinella durante il racconto».

Non è la prima volta che Festa dedica il proprio lavoro a queste creature: «Avevo già scritto “La luna dei lupi” e mi ero occupato di questo animale negli ultimi anni anche attraverso alcuni documentari che poi sono stati trasmessi dalla Rai». In più, uscirà l’11 ottobre un nuovo libro con protagonisti i lupi: “I figli del bosco” edito da Garzanti (160 pag., 12,75 euro) .

«Sembra un romanzo – dice –, ma è una storia vera», perché racconta la vita di due cuccioli, Ulisse e Achille, cresciuti in cattività in un centro di recupero in compagnia di lupi adulti, grazie ai quali sono riusciti a imparare le regole del branco e ad essere poi rimessi in libertà sotto monitoraggio.
«Negli occhi del lupo in fondo vediamo un po’ di noi stessi, un riflesso di ciò che eravamo, vediamo un’empatia con il mondo naturale e uno spirito selvaggio che ci affascina e ci spaventa. Una parte di noi vorrebbe essere libera come un lupo o in equilibrio con il mondo naturale come un lupo, ma ormai sappiamo che la nostra strada evolutiva ci sta portando in direzione opposta purtroppo».

Il libro Lupinella

Il libro Lupinella

Decisivo per lo scrittore è stato l’incontro ravvicinato avuto con questi animali sui monti Sibillini, tra le Marche e l’Umbria, dove con uno studioso ha fatto “Wolf Howling”, attività che consiste nel lanciare in zona di lupi degli ululati registrati per sentire la risposta.

«È stato pauroso e meraviglioso al tempo stesso – racconta Festa – Pauroso perché era la prima volta che andavo di notte nel territorio di un branco di lupi e che mi avvicinavo così tanto a loro. In realtà quell’ululato con cui ci hanno risposto è stato straordinario, ha cambiato la mia percezione del lupo: da quel momento la paura è scomparsa ed è invece subentrata una grande voglia di conoscere questi animali e nel mio piccolo magari fare anche qualcosa per farli conoscere agli altri».


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