Addio carissima sonda Rosetta, ora le comete hanno meno segreti
Un'immagine della sonda Rosetta in navigazione nello Spazio

Addio carissima sonda Rosetta, ora le comete hanno meno segreti

Il robot autore di tante scoperte è morto sulla cometa 67P

Ciao Rosetta, sei stata preziosa per l’umanità, hai aiutato gli scienziati a capire tante cose delle comete.

Non è una frase pronunciata davvero, ma è quello che hanno pensato gli scienziati quando la sonda spaziale, che si chiama davvero Rosetta, ha finito il suo lavoro nello Spazio.

«È un giorno speciale, un po’ triste», ha infatti detto il direttore delle operazioni della missione Rosetta, Paolo Ferri, quando nella trasmissione - in diretta dal centro di controllo dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) in Germania, a Dramstadt - ha salutato il galleggiante tra le stelle, che è “morto” lassù. Gli ultimi minuti della missione di Rosetta sono stati seguiti in silenzio il 30 settembre scorso. Rosetta ha finito il suo lavoro schiantandosi sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko e, appena ha toccato il suolo della cometa, è scoppiato un applauso. Un applauso un po’ debole perché Rosetta è finita. Ad un tratto, Rosetta è diventata silenziosa e non ha più mandato a terra il segnale che in tanti anni aveva sempre inviato agli scienziati. Ma perché Rosetta non c’è più? «Perché è impossibile riattivare ancora il computer di bordo della sonda» ha spiegato Ferri. Il direttore di volo della missione, Andrea Accomazzo, ha invece ricordato che la fine di Rosetta è stato un momento importante per ripensare i tanti successi e i primati della missione. Questa missione è infatti la prima ad essersi avvicinata tanto a una cometa e ad aver rilasciato sulla superficie un lander (cioè uno strumento simile a un robot, di nome Philae), dopo aver viaggiato per dieci anni attraverso il sistema solare. Philae, compagno di viaggio di Rosetta, era stato lanciato il 2 marzo 2004. Per la prima volta, il 30 settembre, Philae e Rosetta si sono separati atterrando sulla cometa. Ora Philae, che cadendo sulla cometa è rimbalzato, giace in un burrone della cometa chiamato Abydos. La caduta non è stata un male, ma anzi ha permesso a Philae, quasi per caso, di mandare a terra gli ultimi dati prima di spegnersi, dati che hanno detto che sulla cometa non c’è campo magnetico.


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