Mercoledì 22 Luglio 2009

Brianza, strade insanguinate
In un anno morti 15 motociclisti

Solaro, luglio 2009 Incidente mortale ieri sera, intorno alle 21.45. La vittima è Daniele Maresca, 26 anni, residente in città. La dinamica della tragedia è ancora al vaglio dei carabinieri di Desio, intervenuti sul posto. Il giovane era a bordo della sua Aprilia 125, quando, all'incrocio tra corso Berlinguer e via Tasso, si è scontrato con una Saab, guidata da un ventinovenne di Uboldo. L'impatto tra i due mezzi è stato frontale. Il centauro è sbalzato dalla moto ed è caduto violentemente sull'asfalto. Subito sono stati chiamati i soccorsi del 118. Il solarese è stato portato d'urgenza all'ospedale Niguarda di Milano. Ma dopo un paio di ore di rianimazione, non ce l'ha fatta. E' morto per le gravi ferite riportate.

Solaro, giugno 2009 C'è ancora grande sgomento per il grave incidente di mercoledì mattina, quando ha perso la vita Luciano Di Liberto, 26 anni appena. Residente a Meda, mercoledì mattina il ragazzo stava percorrendo Corso Europa come ogni altro giorno della settimana. Lavorando a Rho, Di Liberto era solito attraversare Solaro con la sua motocicletta, fermandosi talvolta per una veloce colazione. Ma all’altezza del bar edicola davanti all’Electrolux, mentre si dirigeva verso Cesate, l’incidente. Improvviso, inaspettato. Un uomo, il 52 enne solarese le cui iniziali corrispondono a B.A., avventore usuale del bar, non si è accorto del sopraggiungere della motocicletta ed ha investito il mezzo con la sua Audi A4 mentre si accingeva a svoltare da corso Europa, verso sinistra, all’interno del cortiletto del negozio. Il ragazzo, nell’urto che l’ha colpito proprio mentre transitava davanti al cancello d’entrata del cortile, si è ritrovato schiacciato fra i due mezzi. Lo scontro è avvenuto alle 8.10. I primi soccorritori, i paramedici della Croce d’Argento di Limbiate, supportati poi dall’auto medica di Garbagnate, sono arrivati sul posto otto minuti dopo, alle 8.18. Ma non c’è stato nulla da fare. Di Liberto era già morto.
d.m.

Villasanta, luglio 2009
Tragedia sulla strada questa mattina. Lungo la provinciale che collega Monza a Trezzo, proprio sopra lo svincolo del centro commerciale Il Gigante, un motociclista ha perso la vita, schiacciato dalle ruote di un autocarro. La vittima è Pierpaolo Pes, 37 anni, residente a Macherio che ieri si stava recando sulla sua Bmw R12 sul posto di lavoro, l’Alcatel di Vimercate. La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio degli uomini della polizia stradale di Arcore, intervenuta per i rilievi del caso, anche perché qualche aspetto da chiarire ancora c’è e un contributo significativo, proprio in queste ore, potrebbero darlo i testimoni oculari. Pare comunque che tutto sia partito da un piccolo contatto tra il motociclista e un autoarticolato che marciava nella sua stessa direzione, condotto da un autista romeno 37enne che lavora per una ditta del lodigiano. I due mezzi procedevano da Lesmo verso Vimercate. Superato il confine di Arcore, per motivi ancora da scoprire, sembra che il centauro abbia leggermente urtato il bisonte della strada. Lo scontro è stato sufficiente per fare rimbalzare la motocicletta sull’altro lato della strada. Da Vimercate verso Lesmo viaggiava un autocarro condotto da un altro residente di Macherio di 54 anni, che non ha avuto il tempo per frenare o per schivare la Bmw. Pierpaolo Pes non ha avuto scampo.  Sul luogo dell’incidente si sono precipitate le ambulanze e l’auto medica. Sul posto anche le pattuglie della stradale di Arcore che hanno compiuto i rilievi del caso e ascoltato i testimoni, alla ricerca di preziosi indizi che aiutino a chiarire eventuali responsabilità. A gestire la viabilità, poi, la polizia locale di Arcore che ha chiuso il tratto e deviato il traffico. In tarda mattinata, presso il comando di via Monte Bianco, sono arrivati anche i familiari della vittima per le strazianti pratiche del caso. E, a rendere se possibile ancora più terribile la vicenda, è il fatto che la moglie di Pierpaolo sia incinta. E di soli tre mesi. I due erano arrivati a Macherio da poco, un anno e mezzo, e abitavano in una palazzina di nuova costruzione a Bareggia. «Un ragazzo semplice e di buone maniere, sempre affidabile, si era preso responsabilità anche qui nel condomio», dicono i vicini di casa. Gli agenti hanno inviato la notizia di reato alla Procura e ora i due conducenti risultano indagati d’ufficio. Si tratta comunque di una prassi.
Valeria Pinoia
Elisabetta Pioltelli


Giussano, giugno 2009
L'impatto è stato fatale: Renzo Soldan è morto sul colpo. La disgrazia è avvenuta lunedì in via Udine, nella frazione di Paina di Giussano, alle 18.45. Soldan, a Verano dal 1993, sposato e padre di due ragazzi, stava viaggiando in moto, una MW Augusta 1100, quando, all'altezza del civico 28, ha impattato contro un furgone. L'autista, G.C., 37 anni, residente a Carate Brianza, era da poco uscito da parcheggio, si era appena immesso sulla stessa strada del motociclista in direzione via IV Novembre verso Giussano. Il veranese, 55 anni, arrivando da dietro, è andato a colpire con il lato anteriore sinistro della moto il fianco destro dell'autocarro, finendo rovinosamente sull'asfalto. Come detto, l'impatto è stato violentissimo e per Renzo Soldan non c'è stato proprio nulla da fare. Il colpo alla testa è stato mortale. L'uomo è stato sbalzato dalla sella della moto, che si è fermata una ventina di metri più in là rispetto al punto dell'urto, sull'erba che fiancheggia la strada. Sul posto sono intervenuti subito la polizia locale e i medici dell'elisoccorso dell'ospedale Niguarda di Milano. Inutili i tentativi di rianimare il motociclista. Il tempestivo intervento del personale sanitario non è servito a salvargli la vita. Per più di mezz'ora, infatti, i sanitari hanno tentato ogni possibile manovra rianimatoria. Inutilmente. I vigili di piazza Aldo Moro, che hanno interrogato sia l'autista del furgone sia alcuni passanti che hanno assistito al terribile sinistro per ricostruire la dinamica dei fatti, hanno provveduto a mettere in sicurezza l'incrocio e a bloccare la strada per poter effettuare i rilievi necessari.
Il conducente dell'autocarro, in stato di shock dopo l'incidente, si è
sentito male ed è stato accompagnato all'ospedale Borella di Giussano per  essere assistito. La salma del veranese, per disposizione della Procura, è stata restituita alla famiglia senza effettuare l'autopsia. Il magistrato ha disposto, però, il sequestro dei veicoli coinvolti nell'incidente. Soldan ascia la moglie e i due figli, Erika,15 anni, e Andrea, 13.
Federica Vernò        

Monza, giugno 2009
Caduto dalla moto, una enduro Ktm, e probabilmente ferito, è stato investito a morte da un autocarro. Una fine assurda per Andrea Consonni, un monzese 19enne deceduto venerdì attorno alle 19,30 in un tragico incidente lungo l’autostrada A4, all'altezza Cormano. Il giovane centauro monzese viaggiava in direzione di Milano, quando, per cause ancora in corso di accertamento, ha perso il controllo della sua motocicletta ed è caduto sull'asfalto. Ferito, ma probabilmente ancora in vita, non è riuscito a scansarsi in tempo prima del sopraggiungere di un autocarro condotto da C. G., del '47, di Milano, che a sua volta non ha potuto evitarlo. Immediatamente è scattato l'allarme: sul posto sono intervenuti i mezzi di soccorso invviati dal 118. I sanitari non hanno potuto far altro che constatare il decesso del 19enne. Per i rilievi sono intervenuti gli agenti della polizia stradale di Seriate.

Monza, maggio 2009
E' deceduto il centauro caduto martedì sera mentre viaggiava sulla sua moto in corso Milano a Monza. Roberto Morandi, 61 anni, monzese, residente in via Volturno, era stato ricoverato in gravi condizioni. Il fatto risale alle 18.40. L’uomo, in sella ad una Vespa 350, stava percorrendo Corso Milano in direzione centro città. Giunto in prossimità del semaforo di fronte agli uffici delle poste centrali, è caduto improvvisamente, andando ad impattare violentemente contro l’asfalto. L’automobilista che marciava lungo lo stesso senso di marcia davanti alla Vespa, si è fermato ed ha chiamato immediatamente i soccorsi. Non è però stato in grado di dare indicazioni agli agenti della polizia locale, giunti sul posto dopo i soccorritori del 118. Al momento della caduta, il 61enne era cosciente, ma le sue condizioni hanno cominciato ad aggravarsi già durante il trasporto in ospedale. L'incidente potrebbe essere stato causato da un malore, anche se sulla circostanza sono in corso accertamenti.

Bernareggio, maggio 2009 I volontari del 118 hanno tentato il tutto per tutto, ma per Salvatore Longo, classe 1985, non c’è stato niente da fare. Il giovane motociclista residente a Robbiate è morto quasi sul colpo nell’incidente che ha sconvolto la città, martedì mattina, lungo la centralissima via Roma di Bernareggio. I fatti risalgono alle 7.30 circa del mattino, quasi ora di punta, traffico e code di auto ai semafori e agli incroci. Salvatore, 25 anni e un lavoro da operaio, andava proprio in ditta, in sella alla sua Honda 600, un mezzo potente che, negli ingorghi, consentiva al centauro di scavalcare le code risparmiando tempo. Una soluzione comoda, deve aver pensato anche quella mattina il motociclista, per arrivare puntuale sul posto di lavoro senza dover partire da casa troppo presto. Al lavoro però Salvatore non è mai arrivato, perché la sua corsa si è tragicamente fermata all’incrocio con via Napoli, dopo un sorpasso riuscito male. La dinamica è ancora in fase di accertamento e i carabinieri della compagnia di Vimercate si stanno occupando degli approfondimenti del caso. Secondo un paio di testimoni però pare che il centauro viaggiasse a velocità sostenuta (ma non eccessiva) da Robbiate in direzione di Vimercate, proprio in via Roma. Trovandosi davanti la colonna di auto ferme, Salvatore ha iniziato il sorpasso per superare la colonna, come probabilmente faceva tutti i giorni, nel tragitto tra il suo appartamento e l’azienda per cui lavorava. In quel momento, da via Napoli usciva una Volvo il cui conducente si è prima fermato allo stop per poi partire lentamente in prima svoltando a sinistra, verso Verderio. Un’eventualità che il motociclista probabilmente non aveva previsto e che gli è stata fatale. Il giovane è finito con violenza contro la parte anteriore sinistra della Volvo, è stato disarcionato dalla moto e si è schiantato sulla strada. La situazione è apparsa subito gravissima e il cuore pare abbia retto una manciata di minuti prima di cedere. Salvatore Longo è morto sul posto per via delle gravissime legioni alla testa, ma anche all’addome e agli arti superiori. Sul posto, i volontari del 118 e le pattuglie dei carabinieri a coordinare i rilievi e a gestire la viabilità congestionata. Nessuna grave lesione per il conducente della Volvo, C.M., un uomo di 53 anni che fa l’operaio e vive in città. La vittima di anni ne aveva 25, aveva la passione per la moto e abitava a Robbiate dove si era trasferito da circa un anno, dopo essere vissuto a Vimercate.
Valeria Pinoia

Seveso, marzo 2009 Continua la straziante sequela di incidenti mortali con protagonisti dei motociclisti. Ieri sera, intorno alle 18, in via Garibaldi a Seveso, ha perso la vita Ilaria Barillà, sedicenne residente a Cesano Maderno. La ragazza era seduta sul sellino posteriore della moto condotta da un suo amico. La tragedia è avvenuta intorno alle 18. I due, a bordo di un’Aprila 250, stavano percorrendo via Garibaldi in direzione Cesano Maderno quando, all’altezza di via Marziali, si sono trovati di fronte un’auto che procedeva a bassa velocità. A.M., il guidatore della moto, 19 anni residente a Cesano, ha cercato di superare la vettura sulla sinistra solo che, di fronte, si è trovato un’altra moto che stava svoltando a sinistra. Molto probabilmente, per evitare l’impatto, il giovane centauro ha sterzato violentemente, finendo a terra con il proprio mezzo.  Per lui, fortunatamente, la caduta non ha comportato alcuna conseguenza. Per la giovane alle sue spalle, studente al liceo Jean Monnet di Mariano Comense, l’impatto con il marciapiede è risultato fatale. Nonostante i tempestivi soccorsi prestati dalla Croce bianca di Seveso e dall’Avis di Meda, la ragazza, trasportata d’urgenza all’ospedale San Gerardo di Monza, è spirata nella notte a causa di una grave emorragia interna. Sull’esatta dinamica del sinistro stanno ora indagando i carabinieri della stazione di Lentate sul Seveso.

Monza, marzo 2009 Incidente mortale ieri attorno alle 11 lungo viale Elvezia. Vittima un motociclista di Paderno Dugnano, Andrea Bergamaschini di 34 anni. A bordo di una Yamaha R1, mentre guidava in direzione Lissone, è letteralmente "saltato" sulla rotatoria realizzata all'altezza del futuro Polo della Provincia e si è schiantato contro la portiera di una Ford Focus - a bordo L.G. 63enne di Monza e la suocera, A.M.B. di 86 anni - che proveniva dalla direzione opposta. Il centauro è stato disarcionato dalla potente motocicletta ed è rovinato sull'asfalto. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime. I sanitari dell'Automedica di Monza sono riusciti a rianimarlo sul posto, ma è deceduto mezz'ora dopo per arresto cardiaco. Illeso il conducente dell'auto, ricoverata all'ospedale San Gerardo la suocera che ha subito un forte choc (sette giorni di prognosi). Sul posto, per i rilievi, gli agenti della Polizia stradale di Seregno. Il cadavere di Andrea Bergamaschini sarà sottoposto ad autopsia per accertare se, prima dell'incidente, non fosse stato colpito da malore. Suscita perplessità il fatto non si sia apparentemente accorto della presenza della rotatoria. La vittima lascia la moglie, M.S.F., 37enne, originaria di Monza, e due figli di 2 e 4 anni.
Cristina Marzorati

Grezzago, marzo 2009
“Era un ragazzo molto solare, socievole, amava uscire con gli amici e aveva la passione per i motori. La moto l’ha sempre avuta, era un esperto sia in strada che in pista. Non doveva succedere”. Le parole sono di Flavio Carlo Menegat, 32 anni, socio del giovane che giovedì pomeriggio ha perso la vita in un incidente motociclistico a Grezzago. La vittima è Carlo Greco, 31 anni, residente a Cambiago da un paio di mesi, dopo il trasferimento da Cesano Maderno. Andava in moto per piacere, ma anche per lavoro, per provare i mezzi dei clienti che si servivano presso il negozio Bikeland di Busnago, nell’area del centro commerciale Il Globo. Anche giovedì viaggiava in sella a una due ruote di grossa cilindrata, la Yamaha 1500 di un cliente che evidentemente faceva i capricci. “Carlo è uscito per provarla e vedere cosa non andava –ha raccontato il socio- ma non è più tornato e ci hanno telefonato per darci la brutta notizia”. Quello che è successo nel frattempo è scritto nei verbali della polizia locale, intervenuta a Grezzago in via Venezia poco dopo le 15. Sul posto una scena orribile che poco spazio ha lasciato alla speranza di salvare la vita del giovane imprenditore. Carlo Greco è stato trovato sull’asfalto, prono, con il casco indossato ma una pozza di sangue uscito dalla testa. Immobile, incosciente. Con ogni probabilità è morto sul colpo quando si è schiantato a terra, per motivi ancora da stabilire, ma i soccorritori dell’Avps doi Trezzo le hanno tentate tutte. Lo hanno girato con le precauzioni del caso e poi spogliato, provando a rianimarlo. L’elisoccorso è arrivato dal Niguarda di Milano e ha proseguito negli sforzi intubando il ferito. Niente da fare, il ragazzo non si è più ripreso. Il compito di ricostruire la dinamica è ora della polizia locale che si è occupata dei rilievi del caso. A far cadere il centauro potrebbe essere stata una perdita di controllo dovuta a quel dosso a 50 metri dal quale giaceva il corpo e a 100 metri dal quale la moto. Il sospetto è che la velocità del mezzo fosse elevata, tesi che qualcuno sul posto ha bisbigliato dopo l’incidente. Comunque sia i testimoni non mancano e le loro dichiarazioni verranno prese in esame dagli agenti che stanno cercando ora di ricostruire la dinamica e di trovare le vere cause dell’incidente. Nemmeno il collega ha saputo dire molto: “ci sono arrivate notizie vaghe, al momento non sappiamo nulla di certo”. Menegat e il terzo socio del negozio aperto sei anni fa proprio dalla vittima attendono la data dei funerali, pensando a un’iniziativa di commemorazione del collega.
Valeria Pinoia

Desio, febbraio 2009
Incidente mortale ieri mattina lungo la trafficata via Milano, quasi al confine con Seregno, davanti al negozio di giocattoli "Mariani". Un'auto si è scontrata con uno scooter: il conducente dello scooter, Franco Rossi, 51 anni, residente a Giussano, è morto durante il trasporto al vicino ospedale di via Mazzini. Per lui, nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori, non c'è stato nulla da fare. Troppo violento l'impatto con l?asfalto, dove sono ancora ben visibili tracce e macchie di sangue. L'incidente è accaduto verso le 7 del mattino, sotto gli occhi di numerosi automobilisti che a quell'ora percorrono la strada di collegamento tra Desio a Seregno. I carabinieri, giunti sul posto per i rilievi, stanno cercando di ricostuire l'esatta dinamica dei fatti. Al momento, quindi, c'è solo una ricostruzione sommaria. Una Volkswagen Touran, con a bordo un desiano di 39 anni, stava percorrendo via Milano verso Seregno. Dalla direzione opposta stava giungendo, invece, lo scooter. Sembra che l'auto, poco dopo l'intersezione con via Novara, abbia svoltato verso sinistra. L'automobilista infatti stava entrando nel cancello della ditta in cui lavora. Proprio in quel momento, però, è sopraggiunto lo scooter dalla parte opposta. Il mezzo non è riuscito a frenare in tempo ed è finito dritto nella portiera della Volkswagen, che intanto stava svoltando a sinistra. Tutto è successo nel giro di una frazione di secondo. Franco Rossi è caduto a terra e da lì non si è più rialzato. Subito è arrivata un'ambulanza del 118. Ma l'uomo è morto sul mezzo di soccorso, mentre stava per essere portato d'urgenza in ospedale, che tra l?altro si trova a poche centinaia di metri dall'incidente. "Si vedeva subito che era molto grave"  dicono sconvolti alcuni passanti. La vittima era residente a Giussano da pochi anni. Sono stati i vigili ad avvertire del tragico incidente i parenti, la moglie Nicoletta e i figli Davide di 27 anni ed Erika di 21, increduli per quanto successo. Franco Rossi, operaio, come tutte le mattine stava andando al lavoro. Da Giussano a Desio, a bordo del suo scooter. Ha salutato moglie e figli e poi è partito dalla sua abitazione, per percorrere un tragitto che molto probabilmente conosceva a memoria. La sua corsa, però, si è fermata a Desio. Resta il problema della via Milano, una strada che presenta lunghi rettilinei, più volte teatro di tragici incidenti mortali.
P.F.                                                                  
                

Carate Brianza, febbraio 2009
Nella prima domenica di sole, la
Valassina conta il primo morto in sella a una motocicletta. Michele
Pontoriero, 35 anni, impiegato residente con la moglie a Desio, ha
perso la vita lo scorso 8 febbraio mentre in sella alla sua potente Ktm
999 Super Duke stava percorrendo l'uscita di Carate. Lieve il
tamponamento contro una Renault Clio che lo precedeva, mortale e percerti versi sfortunato l'impatto con i paletti del guard-rail a margine strada. Pontoriero è deceduto sul colpo. Inutile l'atterraggio
dell'elisoccorso levatosi in volo dall'ospedale di Niguarda a Milano.
Il sinistro si è verificato intorno alle 14.20. A quell'ora C.A.,
ventiseienne di Pioltello, sta viaggiando lungo la superstrada in
direzione Lecco. Giunta all'altezza dello svincolo per Carate, imbocca
l'uscita e percorre a velocità moderata la salita verso il rondò che
conduce anche a Seregno e Giussano. Non lontano dal centro vendita
piante Nippon Bonsai si sposta leggermente sulla sinistra, racconterà
poi per evitare una buca, quando alle spalle sopraggiunge la Ktm. Il
centauro in sella tenta il sorpasso, ma quando si accorge della
manovra, frena disperatamente. La moto non risponde a dovere, anzi
s'impunta e disarciona il povero Michele Pontoriero. Il desiano rovina
a terra e finisce con violenza contro i paletti del guard-rail
laterale. Muore sul colpo. La motocicletta invece continua la sua corsa
per circa un centinaio di metri, fermandosi all'ingresso del centro
bonsai. La ragazza alla guida della Clio è sotto shock. Sulla sua auto
e sulla moto non ci sono segni di un impatto violento, eppure il
motociclista è inerme in mezzo alla strada, con la visiera del casco in
frantumi. Parte la richiesta d'aiuto. In una manciata di minuti
l'ambulanza del 118 e gli uomini della polizia stradale di Seregno sono sul posto. Arriva anche l'elisoccorso dell'ospedale Niguarda di Milano, che atterra in un campo del Nippon Bonsai. I medici tentano
disperatamente di rianimare Pontoriero, ma non c'è nulla da fare. Il
desiano era nipote del noto giornalista de Il Giorno Franco Pontoriero.
Cristina Marzorati

Busnago, gennaio 2009 Due giovani vite spezzate in una notte e una terza messa in serio pericolo. Il bilancio ormai noto dell'incidente frontale di sabato scorso è terribile e richiama ancora una volta l'attenzione sulla pericolosità della Sp 2, la strada provinciale che collega Vimercate a Trezzo. Gabriele Perego, 27enne di Verderio Inferiore ma originario di Vimercate, e Diego Gaviraghi, 31 anni, di Pessano con Bornago, hanno perso la vita sull'asfalto, intorno all'1.30 della notte tra venerdì e sabato scorsi, all'altezza di Busnago. Viaggiavano su una Rover 600 verso Trezzo, in compagnia di Diego Carobbio, 27 anni, di Vimercate (Velasca). L'amico è ora ricoverato in ospedale e i carabinieri riferiscono che non hanno ancora ricevuto la comunicazione dello scioglimento della prognosi. Le sue condizioni sono apparse in un primo momento molto preoccupanti, ma sembra che ora il ragazzo vimercatese sia fuori pericolo. Dei rilievi del caso si sono occupati i carabinieri del Norm di Vimercate e i colleghi della stazione di Trezzo. È loro il compito di ricostruire la dinamica dell'incidente nel quale pare aver avuto una parte la fitta nebbia della nottata di venerdì. Secondo una prima ricostruzione, pare che la vettura occupata dai tre amici sia scivolata sull'asfalto, invadendo parzialmente la carreggiata opposta. Dalla direzione contraria veniva un'altra vettura, condotta da un trentunenne di Bellusco che nello scontro ha riportato solo ferite lievi. L'impatto è stato micidiale. Le due auto, finite una accanto all'altra sono spaventosamente danneggiate, soprattutto la Rover che poi i vigili del fuoco hanno ulteriormente dilaniato per riuscire ad estrarre i tre ragazzi. Diego Gaviraghi, alla guida, è morto sul colpo, Gabriele Perego poco dopo, all'ospedale San Gerardo di Monza. Unico sopravvissuto, il vimercatese Carobbio è stato condotto all'ospedale di Vimercate e poi trasferito al Niguarda di Milano in terapia intensiva, dove si trovava fino a ieri, in prognosi riservata. Quando è avvenuto l'urto, si trovava sul sedile posteriore e, appena estratto dalle lamiere, è risultato subito cosciente. Difficile per lui, ora, ricordare l'accaduto. Nell'impatto ha subito uno schiacciamento del torace, ma sembra che da qualche giorno sia fuori pericolo di vita. Sul luogo dei fatti è intervenuto uno straordinario spiegamento di uomini e mezzi, dai carabinieri del nucleo radiomobile di Vimercate ai colleghi della stazione di Trezzo, i soccorritori del 118 e i vigili del fuoco.
Valeria Pinoia

Desio, ottobre 2008
(i.b.) Due incidenti a pochi giorni di distanza all'intersezione tra le vie Tagliabue e Zandonai. Due incidenti quasi fotocopia che hanno avuto però conseguenze diverse. Con un giovane motociclista residente a Lissone che ha perso la vita tragicamente. Non mancano le polemiche e nel mirino inevitabilmente, ci finiscono un po' tutti. Dagli automobilisti distratti alle amministrazioni che potrebbero rendere più sicure le strade. Giovedì 2 ottobre un giovane in sella al proprio scooter era stato investito da un'automobile che stava uscendo da via Zandonai. Per fortuna si era trattato di un incidente minore, con il ferito che era stato tempestivamente condotto al pronto soccorso. Ma quell'incidente era quasi stato premonitore di un evento che ha gettato nel lutto una famiglia e che ha scosso molte altre persone. Nel pomeriggio di sabato scorso, in quello stesso punto, Mirko Sanfilippo, di appena 23 anni, ha perso la vita dopo essersi scontrato in moto contro una Fiat Punto. La Yamaha del giovanesfrecciava (sembra a oltre cento chilometri all'ora) in direzione del quartiere San Giorgio mentre la Punto stava svoltando in via Zandonai per andare immettersi sulla Valassina. L'impatto è stato tremendo e per il lissonese non c'è stato niente da fare, nonostante gli interventi dei sanitari del 118. Ora proprio su quel tratto di strada, all?altezza di questa intersezione, il comune sta valutando la possibilità di realizzare una rotatoria.

Biassono, luglio 2008 Centauro perde la vita sulla ex provinciale. È accaduto nel tardo pomeriggio di mercoledì, intorno alle 18, uno degli orari in cui la Carate-Monza è più trafficata. All'altezza del confine tra Biassono e Macherio, Fiorino Berti ha perso il controllo della sua moto ed è rovinato violentemente su un muro di recinzione. L'uomo era nato e vissuto a Biassono in via Marconi e proprio su quella strada che aveva percorso mille volte ha perso la vita. Il colpo rimediato dalla caduta gli è stato fatale. La dinamica è ancora al vaglio degli inquirenti.
Fiorino Berti aveva 51 anni e si occupava del montaggio di lastre di
alluminio. Da pochi giorni, si era comprato una motocicletta e in sella
alla due ruote ha trovato la morte. Non è ancora chiaro che cosa sia
successo nel tardo pomeriggio di mercoledì scorso, ma sembra che l'uomo abbia fatto tutto da solo. Sul posto, sono intervenuti i carabinieri di Monza e la polizia locale di Biassono, che hanno preso i primi rilievi del caso. A nulla è valso l'intervento rapido del 118 proveniente da Monza, poiché i tentativi di salvare l'uomo sono stati vani. Forse l'alta velocità, forse un guasto della moto, o più semplicemente a causa del sole, il 51enne ha perso il controllo della sua motocicletta. «Mi hanno avvisato di quello che è successo - ci ha detto il biassonese doc Silvano Meregalli, attuale assessore ai lavori pubblici - e mi dispiace davvero moltissimo. So che aveva comprato la motocicletta da una decina di giorni». Negli ultimi dodici mesi, c'è stato un altro incidente a Biassono che ha visto morire un centauro. In quell'occasione - nel mese di ottobre - aveva perso la vita Antonio
Colciaghi, sempre di 51 anni, in via Cesana e Villa, non lontano dalla
caserma dei carabinieri.
E.San

r.magnani

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