Domenica 24 Marzo 2013

Pugilato: la Monacelli in Nazionale
«Guanti e fatica: sì, sono felice»

Seregno - Da tempo immemorabile le porte della nazionale italiana di pugilato non si aprivano per accogliere un atleta brianzolo. E' accaduto per Federica Monacelli che a Santa Maria degli Angeli ha preso parte allo stage organizzato dalla Federazione.

Federica 22 anni, tesserata con l'Us Lombarda è allenata dal maestro Antonio Leva; studia economia e commercio all'Università di Milano. Ha esordito sul ring il 30 aprile 2011 battendo ai punti Domenica Maria Limardo.

Finora ha sostenuto 11 match, vincendone 10. Solo una sconfitta: a Roseto degli Abruzzi (settembre 2012) nella finale degli italiani, con un verdetto che aveva destato scalpore. Nel 2012, in maggio a Messina, si era laureata campionessa nazionale universitari.

«Questa prima convocazione della Monacelli nella nazionale ha premiato il lavoro svolto dalla società in questi anni - commenta Luca Leva, presidente della società giallo-azzurra - nonché l'impegno e la determinazione della nostra atleta tra le più attente a seguire le lezioni del nostro staff tecnico e soprattutto a metterle in pratica.
Lo stage nella nazionale femminile ha rinverdito il blasone della Us Lombarda che, non dimentichiamolo, ha dato lustro allo sport italiano con Ernesto Formenti, medaglia d'oro alle Olimpiadi Londra nel 1948, un testimone raccolto da altri pugili bravi a inserirsi ai vertici del movimento. Inoltre proprio Federica si è immessa sulla scia di Lele Panunzi e Matteo Cortesi, i primi pugili a portare in città ori universitari».

Al rientro nella palestra intitolata a Formenti, Federica è stata festeggiato da tutti gli atleti delLA Us Lombarda con in testa Michele Di Giacomo reduce dal vittorioso incontro di Monza dove, nel corso della terza ripresa, si era sbarazzato di Andrea Candido tanto da inanellare la 27ª vittoria sui 36 match disputati sino ad ora.

A Federica abbiamo chiesto di raccontarci la sua giornata tipo, al Centro Federale. «Sveglia di mattino presto e alle 7,30 ci trovavamo per la colazione. Il tempo di scambiare qualche battuta e poi di corsa in palestra dove iniziavamo con riscaldamento seguito da esercizi di atletica. Le mattinate si alternavano con sessioni di pesi, tecnica e sacco.
Alle 12 pranzo e pausa, due ore in cui avevamo solo la forza per arrivare in camera e riposare. Intorno alle 15,30 si tornava in palestra per il secondo allenamento che alternava sessioni di sparring e guanti».

Come consideri questa esperienza? «E' stata molto impegnativa ma davvero soddisfacente. Anche le altre atlete hanno contribuito a creare un bell'ambiente».
Franco Cantù

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