Domenica 10 Febbraio 2013

Calcio, Gallinetta e il sogno Juve
«Gigi Buffon? Per me è il top»

Seveso - «Vivo una gioia incredibile, ma resto con i piedi per terra: a scanso di equivoci, non mi sento l'erede di Gigi Buffon». Parole e musica di Alberto Gallinetta, 21 anni da compiere il prossimo 16 aprile, sevesino, portiere di scuola interista oggi in forza alla Feralpi Salò, nella prima divisione della Lega Pro, salito alla ribalta delle cronache negli ultimi giorni della finestra invernale del mercato, quando il Parma ha ceduto in comproprietà il suo cartellino alla Juventus, nell'ambito di uno scambio che ha portato in Emilia, sempre in comproprietà, Filippo Boniperti, nipote di Giampiero.

«Dire che sono sorpreso è poco -racconta oggi Alberto- A Salò sto facendo bene, come sta facendo bene la squadra nel suo complesso, e credo che questa vetrina per mia sia stata e sarà fondamentale. Pensare che pochi mesi fossero sufficienti per attirare l'attenzione della società campione d'Italia, però, era utopistico. Invece...».

Il futuro rimane tuttavia un'ipotesi: «Cerco di rimanere con i piedi per terra, anche perché i voli pindarici potrebbero rivelarsi deleteri. Mi lusinga che la Juventus abbia investito su di me, nonostante già disponga di estremi difensori di ottima prospettiva più o meno miei coetanei, come Nicola Leali, perché ciò vuol dire che ha giudicato importanti le mie qualità: lo considero un attestato di fiducia.

Detto questo, non penso che l'anno venturo sarò subito a Torino. Dopo che il prestito alla Feralpi scadrà, sono convinto che la soluzione migliore per la mia crescita sia quella di trovare un'altra piazza dove giocare con continuità».

La novità ha forse cancellato la delusione per l'addio all'Inter, la squadra di cui Gallinetta era tifoso e che non ha creduto sufficientemente in lui: «Se si guarda al mio percorso all'Inter, che è stato scandito dalla conquista di uno scudetto negli Allievi nazionali e di un torneo di Viareggio, davvero qualcuno può ritenere che io sia rammaricato.

Assicuro invece che non è così: in nerazzurro ho avuto la possibilità di essere aggregato alla prima squadra nell'anno successivo allo storico Triplete del 2010 ed ho così condiviso la quotidianità, in campo e fuori, con campioni come Julio Cesar, Wesley Sneijder e Samuel Eto'o. Questo per me ha rappresentato un'opportunità di maturazione preziosissima. Poi la dirigenza ha fatto le sue scelte, come era suo diritto, ed io le ho accettate».

L'ultima battuta è dedicata ai colleghi di ruolo che vanno per la maggiore: «Credo che Gigi Buffon sia fuori categoria e non lo indico perciò come mio modello. Personalmente, mi piacciono tantissimo Julio Cesar e Samir Handanovic. Il primo l'ho osservato da vicino in allenamento, il secondo l'ho ammirato solo in televisione: per il potenziale di cui dispongono ed è sotto gli occhi di tutti, non è un caso che si siano avvicendati all'Inter».
Paolo Colzani

mr.bonati

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