Venerdì 15 Aprile 2011

Vittorio Arrigoni è stato ucciso
Era nato a Besana Brianza

Besana - «Restiamo umani è l'adagio con cui firmavo i miei pezzi per “il Manifesto” e per il blog ed è un invito a ricordarsi della natura dell'uomo, io non credo nei confini nelle barriere, nelle bandiere. Credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini, alla stessa famiglia che è la famiglia umana». È con queste parole, tratte dal suo libro “Restiamo umani”, che gli amici ricordano Vittorio Arrigoni, l'attivista pacifista nato a Besana il 4 febbraio del 1975 ucciso l'altra notte in Palestina, a Gaza City, da un commando di estremisti salafiti che l'aveva rapito poche ore prima. I sequestratori minacciavano di ucciderlo se non avessero ottenuto dal governo di Hamas il rilascio di un gruppetto di militanti: avevano dato 30 ore di tempo, ultimatum non rispettato. Il corpo è stato trovato la scorsa notte in una casa abbandonata dalle forze di sicurezza di Hamas, che avevano scatenato una caccia all'uomo dopo l'annuncio del rapimento con un video su Youtube giovedì pomeriggio. Un portavoce di Hamas ha precisato che Arrigoni era stato ucciso dai rapitori «qualche ora prima» dell'assalto. Due uomini sono stati arrestati e un numero imprecisato di altri sono ricercati. Il portavoce ha definito Arrigoni «un amico del popolo palestinese» e la sua uccisione «un crimine contro i nostri valori».

Militante dell'International Solidarity Movement (Isn) che comprende volontari di tutto il mondo che partecipano ad atti di protesta non violenta contro l'occupazione israeliana, Arrigoni era conosciuto da tutti a Gaza per il suo impegno e viveva nella Striscia dal 2008. Cresciuto a Bulciago, in provincia di Lecco, era figlio del sindaco Egidia Beretta e del marito Ettore Arrigoni: aveva una sorella, Alessandra. Blogger e scrittore, era impegnato in azioni con pescatori e contadini, ai confini dei territori e delle acque. Già nel dicembre 2005 Arrigoni era stato fatto prigioniero, a Tel Aviv (dove era atterrato per raggiungere la Palestina), subendo violenze. Nell'agosto 2008, con il “Free Gaza Movement”, il cooperante era partito per fare da scudo umano ai civili. Catturato a novembre da una task-force israeliana, era stato espulso, ma era in breve riuscito a tornare a Gaza dove, di lì a poco, sarebbe iniziato il bombardamento israeliano: Arrigoni fu l'unico italiano a rimanere, rifiutando l'evacuazione. Era tra gli attivisti inclusi nella “lista nera” di Israele: nel sito stoptheism.com, avverso all'International Solidarity Movement, veniva indicato come bersaglio numero uno per le forze armate israeliane. Un identikit completo, con immagini e dettagli per identificarlo: anche per questo, nella giornata di ieri, a partire da internet, dai blog e dai social network, ha incominciato a serpeggiare il dubbio che dietro l'uccisione del giovane ci sia dell'altro, rispetto a quello che raccontano le cronache ufficiali.

Vittorio Arrigoni sarà ricordato questa sera alle 21 con un momento di riflessione nella palestra della scuola primaria ”Don Lorenzo Milani” di Bulciago. Domani pomeriggio dalle 16, in piazza Garibaldi a Lecco, presidio di memoria e ricordo: verranno letti estratti del libro ”Restiamo umani” e gli articoli scritti da Arrigoni per il blog, per “il Manifesto” e Peace-reporter.
Antonella Crippa

Fcs

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