Lunedì 28 Febbraio 2011

Desio, da terra spunta l'eternit
Scoperta terza discarica abusiva

Desio - Lastre di eternit spuntano dal terreno. Contenitori di plastica vuoti, con le etichette di prodotti industriali e vernici, sono abbandonati qua e là. Ci sono anche vecchi bidoni arrugginiti. E' la nuova discarica a cielo aperto, segnalata in settimana da alcuni cittadini. Si trova in via Leoncavallo, periferia sud, quasi al confine con Muggiò, nella stessa via di un'altra discarica, scoperta un anno fa. Arrivarci non è semplice. L'area è nascosta tra colline di terra (semplice terra?).

Via Leoncavallo è a fondo cieco, chiusa da due new jersey di cemento. Arrivando da via Maestri del Lavoro, bisogna proseguire a piedi, superando l'ostacolo di cemento, e farsi strada tra le sterpaglie. Una volta giunti sul terreno, si notano subito le lastre di amianto abbandonate. Non sono tantissime. Il problema, però, è che spuntano da terra. L'impressione è che sottoterra ce ne siano altre. Chi le ha sepolte? Quante sono? C'è altro lì sotto? Di chi è quel terreno? Tutti interrogativi a cui, a poco a poco, cercherà di rispondere la polizia locale, che ha avviato le indagini.

Da chiarire se la cava sorge su un'area di proprietà comunale o privata. Poi occorrerà verificare la presenza e la quantità di eventuali inquinanti. La strada già in passato è stata presa di mira: una decina di anni fa è stata chiusa con i new jersey proprio per evitare lo scarico di rifiuti. L'intervento, però, non è servito. Tra i terreni che costeggiano la piccola via oggi non ci sono solo generici sacchi della spazzatura. Ma anche materiale edile. Amianto. Vernici. Le discariche continuano così a spuntare come funghi.

Solo una settimana fa la scoperta del deposito illegale di via Calvino. E la cava di via Villoresi. Dati di fatto che fanno reagire il Pd. “Il nostro territorio – ricorda il partito in un comunicato stampa - è da tempo devastato da discariche abusive. Quella in Via Molinara grida vendetta: nulla è ancora stato fatto per la bonifica. La discarica è accessibile e probabilmente le lastre di eternit all'ingresso dimostrano che chiunque può scaricare senza problemi».

«Non si può più aspettare: i veleni potrebbero aver già contaminato la falda acquifera. E' ora che chi ha distrutto il territorio paghi. Chiediamo alla cittadinanza di vigilare sul territorio e di segnalare qualsiasi abuso. E' solo così che si può dimostrare il proprio bene per la città. Noi lo abbiamo sempre fatto con i pochi mezzi a disposizione, a differenza di chi ha sempre negato l'evidenza e ci ha fatto precipitare per sua ignoranza o interesse in questa situazione”
Paola Farina

r.magnani

© riproduzione riservata