Mercoledì 03 Marzo 2010

Monza, traffico d'armi con l'Iran
Ecco la rete di Alessandro Bon

Monza - Uno dei promotori del traffico di materiale bellico e dual u-use destinato all'Iran, arrestato questa mattina dalla Guardia di finanza di Milano, è Alessandro Bon, 43enne nato a Vittorio Veneto (Treviso) ma residente a Monza, ex dipendente della Beretta e titolare della Antares Srl. Secondo gli investigatori, attraverso la società Antares Srl, di cui era titolare, aveva venduto e stava trattando la vendita di materiali come puntatori per le armi in dotazione ai corpi speciali di mezzo mondo, comprati in Germania, oltre a giubbotti autorespiratori da immersione, paracaduti, elicotteri, proiettili traccianti ed esplosivi e materiale chimico (mai nucleare), con la complicità della sua compagna la 39enne bresciana Danila Maffei (titolare della Stucco Venice Srl), e del 44enne di origine messinese ma domiciliato in Svizzera, Arnaldo La Scala, titolari di altre società che partecipavano al traffico.

Oltre a loro c'è anche l'avvocato torinese di 45 anni, Raffaele Rossi Patriarca, che dalle intercettazioni risulta essersi recato in Iran dove avrebbe avuto un incontro con diversi militari, e Guglielmo Savi, 56enne piacentino, titolare della Sirio Srl, società di telecomunicazioni che, sempre secondo le indagini, avrebbe partecipato all'import-export di materiale vietato. Delle nove ordinanze di custodia cautelare in carcere richieste dal procuratore antiterrorismo, Armando Spataro, e disposte dal gip Chiara Valori, quattro riguardano cittadini iraniani ritenuti agenti dei Servizi segreti iraniani. Due sono latitanti, presumibilmente in patria, mentre due, Neyad Hamid Masoumi, 51enne residente a Roma e ufficialmente giornalista accreditato alla stampa estera, e Ali Damirchiloo, 55enne residente a Torino, città dove è stato catturato.

Per tutti e nove i reati contestati sono quelli di associazione a delinquere finalizzata all'illecita esportazione verso un paese sottoposto a embargo internazionale di armi e sistemi militari di armamento con l'aggravante della transnazionalità. L'inchiesta è partita a fine giugno 2009 dopo il sequestro in Romania di 200 puntatori ottici. Un'altra partita di 100 puntatori è stata sequestrata anche in Inghilterra dove il locale ufficio dogane ha arrestato un cittadino britannico, le cui dichiarazioni sono state importanti per arrivare agli arresti di oggi. Il traffico di questo tipo di materiali ha riguardato diversi paesi europei come la Germania, il Regno Unito, la Svizzera, l'Italia, la Romania e Dubai, talvolta ultimo Stato di transito prima che il materiale giungesse in Iran.
(Apcom)

m.rossin

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