FuoriPorta e  la fascia tolta a Icardi, Fabio Monti: «La ricreazione adesso è finita»
La fascia di capitano dell’Inter non sarà più sul braccio di Mauro Icardi

FuoriPorta e la fascia tolta a Icardi, Fabio Monti: «La ricreazione adesso è finita»

Fuori porta: la società toglie i gradi al centravanti dell’Inter dopo i continui attacchi della agente (e moglie) Wanda Nara sul rinnovo del contratto. Che, per inciso, scade tra due anni e mezzo. Ora Marotta ha detto basta. Giocatore non convocato per la partita di Europa League con il Rapid Vienna.

La notizia era nell’aria, ma questo non esclude il fatto che la decisione di togliere la fascia di capitano a Maurito Icardi, a poche ore dalla partita di andata dei sedicesimi di Europa League a Vienna (città un tempo magica per i nerazzurri, nel ricordi del 3-1 al Real Madrid e non solo), abbia risvolti clamorosi. Al di là delle spiegazioni ufficiali, Beppe Marotta ha fatto vedere in meno di due mesi che cosa significhi guidare un grande club, grande, le storia, tradizioni e vittorie. La domanda è semplice: può la procuratrice del capitano dell’Inter (il fatto che sia anche la moglie conta nulla) attaccare quasi quotidianamente, da almeno 80 giorni, la società della quale il suo assistito (e marito) è il centravanti e il capitano, per ottenere il rinnovo di un contratto che scade a giugno 2021 (cioè fra due anni e mezzo)? Secondo la dirigenza del club, che poi sarebbe Marotta, la risposta è no, soprattutto dopo che era stato spiegato alla signora procuratrice che la questione contratto sarebbe stata discussa, ma con calma e a fari spenti. L’indicazione della società non è stata accolta e allora ecco che la fascia di capitano finirà al braccio di Handanovic, che fra l’altro è all’Inter da più tempo di Icardi. Che l’attaccante punti ad ottenere un contratto più vantaggioso, visto quello che ha fatto e i gol segnati, è nella logica delle cose, ma c’è un tempo per tutto e questo non è il momento di destabilizzare una squadra in corsa, per un posto in Champions League (e la lotta si è fatta dura) e che ha l’obbligo di andare avanti in Europa League, dopo aver fallito anche l’obiettivo della Coppa Italia. Se poi Icardi intende andarsene, l’Inter è nelle condizioni di trovare una valida alternativa. L’importante è che l’offerta ci sia e che sia adeguata al valore del giocatore, che ha già un bel contratto con i nerazzurri. Dopo anni di sbandamento post-morattiano, Marotta sta rimettendo al centro del mondo nerazzurro la società, che di guai ne ha già combinati tanti (Zaniolo alla Roma è l’ultima perla), ma che non può più sbagliare. In questo senso si inserisce anche la vicenda Perisic, offeso perché in estate non è arrivato Modric. Voleva andarsene, ma non avendo il contratto in scadenza, l’operazione non è stata possibile. È finito il tempo in cui un giocatore veniva accontentato, magari con un prestito e ingaggio a carico del club nerazzurro. Sarebbe stato sufficiente che l’Arsenal avesse pagato una cifra adeguata al valore del croato e Perisic sarebbe partito, con adeguata sostituzione. Niente soldi, niente addio. La ricreazione è finita. Anche per Spalletti, che dovrebbe allenare e basta.


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