#Fuoriporta, tra liti, favoritismi e regole infrante: Lega di B, che caos
Claudio Lotito

#Fuoriporta, tra liti, favoritismi e regole infrante: Lega di B, che caos

Nella rubrica di Fabio Monti, la ridefinizione del format di campionato e le polemiche che era seguite per l’applicazione delle nuove norme. Con la regia più o meno dichiarata di Lotito, che tira le fila della Figc facendo il buono e il cattivo tempo

Chi crede che anche nel calcio sia necessario rispettare le regole e che queste non possano essere cambiate in corso d’opera, farà bene a tenersi lontano dalla Lega di serie B. In estate, sotto la regia del presidente Mauro Franco Balata, in un pomeriggio si era deciso di tagliare il format del campionato, passando da 22 a 19 squadre. Avellino, Bari e Cesena, risultate fallite, non erano state rimpiazzate. L’idea in sé poteva essere buona (troppi 22), il metodo assolutamente no, perché in aperta violazione delle Noif (le norme organizzative federali), nonostante la benedizione dell’allora commissario Roberto Fabbricini. Ma siccome, nella vita, l’importante è non arrendersi, l’avvocato cassazionista del Foro di Roma, che guida la Lega di B dal 13 settembre 2017, dopo aver appreso che il Palermo, terzo in classifica, era stato retrocesso all’ultimo posto per illecito amministrativo da parte del Tribunale federale, si è mosso alla velocità della luce. Invece di convocare l’assemblea, ha chiamato a sé i componenti del Consiglio di Lega, molti dei quali in palese conflitto di interesse e ha deciso di iniziare I playoff per la promozione in A, senza aspettare l’esito del ricorso del Palermo e di cancellare il playout fra Foggia e Salernitana, condannando alla retrocessione diretta il club pugliese.

Il fatto che nel Direttivo sia presente un azionista della Salernitana (Marco Mezzaroma, con Lotito, patron del club granata, che è il vero deus ex machina della Federcalcio) deve essere apparso un banale dettaglio. In via preliminare ci sarebbe da chiedersi perché all’improvviso, e nonostante tre passaggi di proprietà in tre anni, il Palermo sia diventato un caso. Possibile che nessuno sapesse nulla, nonostante non manchi chi dovrebbe controllare? Invece si è arrivati ad un’inchiesta chiusa in gran fretta tra la fine del campionato e l’inizio dei playoff. Quanto alla questione del playout abolito d’ufficio, in queste ore il Collegio di garanzia del Coni dovrà spiegare se il Direttivo della Lega di B aveva il potere per farlo, suscitando, fra le tante, anche la seccata reazione del presidente della Lega di C, Francesco Ghirelli: «La decisione sul playout doveva essere presa soltanto dopo che la giustizia federale aveva completato il suo iter». La linea della Lega si basa sul rispetto del «merito sportivo», con Foggia, Padova e Carpi retrocesse sul campo più il Palermo finito ultimo, ma solo per illecito amministrativo. Ragionamento quanto meno bizzarro. In altra epoca, la Lega di B sarebbe stata già commissariata, ma il vero numero uno della FIGC, da anni, è Lotito. E fa quello che vuole.


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